Kashmir: i Led Zeppelin e la strada verso la rivelazione mistica

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Oh, let the sun beat down upon my face
And stars fill my dream
I’m a traveler of both time and space
To be where I have been
To sit with elders of the gentle race
This world has seldom seen
They talk of days for which they sit and wait
All will be revealed

Oh, lascia che il sole picchi sul mio viso
Che le stelle riempiano il mio sogno
Sono un viaggiatore nel tempo e nello spazio
Essere dove sono stato
Sedere coi vecchi della razza gentile
Il mondo ha visto raramente
Parlano per giorni, stando seduti e aspettando
Tutto verrà rivelato

Robert Plant l’ha sempre definito il pezzo per eccellenza dei Led Zeppelin. Kashmir, contenuto nell’album Physical Graffiti del 1975.

Sviando anche il discorso circa il controverso testo di Stairway to Heaven, racconta del periodo in buio in cui questo pezzo nasce, quasi come una missione da compiere, un compito da portare a termine. Fattori che hanno avuto riflesso nella forza coesiva di questo pezzo per il gruppo e nella relativa potenza lapidaria con cui Kashmir si è eretto a monumento dei Led.

Alla loro capacità di prospettare visioni oniriche, mondi eterei e poetici, sublimazioni formali.

In Kashmir ci sono gli Zeppelin. Anzi gli Zeppelin sono nel Kashmir.

È in questa regione che il gruppo immagina di dialogare con anziani profeti del posto, dei messia di attese rivelazioni.

Il sole che arde, la sabbia che si secca sul loro viso.

I Led sono in un delirio onirico, in una mistica realtà, la rivelazione diventerà poi preghiera, invocazione in attesa di una rotta.

Ed è proprio questo che fa il riff nel pezzo. È ripetuto quasi a segnare una rotta, un cammino che incontra deliri mistici quando nel bridge si aggiungono i violini a prendersi gioco del delirante Plant. Quasi come nell’antica poesia giambica, infatti, la melodia nel bridge sembra diventare scherzosa, sembra schernire questo delirio. Sempre i violini trattengono, nel contempo, una lirica solenne, lapidaria e altisonante, veggente.

In trance.

Le voci a dar eco a un testo antico. Mitologico.

Oh, pilot of the storm who leaves no trace
Like sorts inside a dream
Leave the path that led me to that place
Yellow desert stream
Like Shangri-la beneath the summer moon
I will return again
As the dust that floats finds you
We’re moving through Kashmir

Oh, pilota della tempesta che non lascia traccia
Come razze in un sogno
Lascia il percorso che mi ha portato in quel posto
Il ruscello nel deserto giallo
Come Shangri-la sotto la luna estiva
Io ritornerò
E la sabbia che gira intorno ti troverà
Stiamo andando nel Kashmir

Kashmir è forse la canzone più rappresentativa dei Led Zeppelin.
Kashmir è potenza.

Physical Graffiti dei Led Zeppelin è su Amazon

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Fabiana Falanga scrive storie di musica su Roses Of Rock e Auralcrave. Seguila su Instagram.

 

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