La verità su Stairway To Heaven: melodia diabolica o messaggio di pace?

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Ci sono canzoni che, dopo l’ascolto, scivolano via senza lasciare ricordi; altre travalicano la musica per sconfinare nella poesia e nell’eternità. Stairway to Heaven, capolavoro immortale dei Led Zeppelin, è una di queste ultime. Il suo testo è ricco di riferimenti criptici ad allegorie e misticismo, senza per questo sfociare mai nel becero satanismo come molti detrattori del gruppo hanno provato a sostenere. Robert Plant, l’autore del testo, ha più volte sottolineato di aver tratto ispirazione dalle opere dello scrittore scozzese Lewis Spence, in particolare dal suo libro Magic Arts in Celtic Britain. Esoterismo e spiritualismo celtici, dunque, sono state le principale fonti di ispirazione. Non altro.

La storia narrata è introdotta da uno dei più celebri arpeggi della storia della musica:

There’s a lady who’s sure
All that glitters is gold
And she’s buying a
Stairway to Heaven

C’è una donna che è sicura
Che è tutto oro quel che luccica
E sta comprando una scala per il Paradiso

Chi è questa ambigua figura femminile? Gli irriducibili e più convinti sostenitori delle ipotesi occultiste, hanno sostenuto che essa sia una metafora atta a indicare l’iniziazione e l’ascesa verso un nuovo tipo di religione pagana, un qualche oscuro credo di non precisata identità. A questa tesi potremmo facilmente contrapporne un’altra di segno opposto. Ci sono, infatti, moltissimi riferimenti e richiami, andando avanti nel testo, a figure cristiane. Secondo alcuni, la Signora che splende di luce bianca non sarebbe altro che la Madonna visto che, peraltro, si parla espressamente della Regina di Maggio (il mese mariano dedicato appunto alla Madonna).

Ma senza entrare in questo dibattito, preferiamo leggere il testo per quello che davvero rappresenta. Analizzandolo senza pregiudizi, si comprende che la donna non è altro che un’allegoria della società, una società grassa e arrogante incentrata sui beni materiali, che pensa di poter acquistare tutto ciò che vuole (persino una scala per il Paradiso) col solo potere del denaro.

Andiamo avanti, mentre la chitarra di Jimmy Page e le tastiere di John Paul Jones ci cullano con la loro musica sognante.

There’s a feeling I get
When I look to the West
And my spirit is crying for leaving

C’è una sensazione che provo
Quando guardo verso l’Ovest
E il mio spirito supplica di partire

L’Ovest è un chiaro riferimento all’idea di purezza del Selvaggio West, che certamente già all’epoca della canzone non era più molto selvaggio, ma che in ogni caso ancora oggi indica un’idea di avventura, di mistero e di fascino. Quindi, in sostanza, la ricetta per permetterci di elevarci rispetto al gretto materialismo della società contemporanea è quella di volgere la nostra attenzione all’ignoto, allo sconosciuto, magari anche ribellandoci rispetto alla chiusura mentale della società stessa. Robert Plant ha voluto indirizzarci verso una sorta di cammino spirituale per aiutarci a migliorare noi stessi e le persone attorno a noi. In questo senso chi aspetta, intento a osservare il mondo (“those who stand looking“), potrebbe riferirsi sia ai conservatori che disapprovano questo tipo di cammino spirituale, sia a un’ipotetica schiera di potenziali “illuminati”, ancora però imprigionati nelle viscere della società e quindi ancora incapaci di muoversi e ribellarsi. Ma, proprio quando meno lo aspetteremo, giungerà finalmente la chiamata (l’enigmatico pifferaio) verso un mondo migliore, dove l’uomo vivrà in pace e in armonia con la natura (“And it’s whispered that soon, if we all call the tune, then the piper will lead us to reason“).

Veniamo ora alla celeberrima strofa che, oltre a proseguire il discorso riguardante il messaggio spirituale della canzone, è stata bersagliata da mezzo mondo perché, ascoltata al contrario, conterrebbe un’inquietante invocazione a Satana. Su questo aspetto non vogliamo entrare, lasciando la risposta a quanto dichiarato da Plant in un’intervista: “Per me è veramente triste, perché Stairway to Heaven fu scritta con le migliori intenzioni, e per quanto riguarda messaggi registrati al contrario, non è la mia idea di fare musica”. Il che dovrebbe chiudere la questione una volta per tutte.

If there’s a bustle in your hedgerow
Don’t be alarmed now
It’s just a spring-clean for the May Queen

Se c’è trambusto nella siepe
Non spaventarti adesso
Sono le pulizie di primavera della Regina di Maggio

Ecco il riferimento alla Regina di Maggio di cui parlavamo in precedenza. La siepe in confusione può essere intesa come la nostra mente, confusa di fronte alle rivelazioni del nuovo cammino spirituale, o forse semplicemente impreparata; ma, del resto, se è vero che si possono scegliere più strade per cambiare se stessi (o, chissà, anche per non cambiare e scegliere la via imposta dalla società), in ogni caso c’è sempre tempo per cambiare la propria scelta e intraprendere un altro percorso. Non ci sono destini già scritti, insomma, ciascuno è e deve essere libero di prendere in piena autonomia le proprie decisioni.

Andando avanti col testo, arriviamo all’ultima strofa prima dell’esplosione solista di Jimmy Page:

Your head is humming and it won’t go
In case you don’t know
The piper’s calling you to join him

C’è un ronzio nella tua tesata che non se ne andrà
In caso ti sia sfuggito
Il pifferaio ti sta chiedendo di unirti a lui

Eccoci finalmente giunti alla chiamata: la mente è ancora confusa, ma nella testa di noi tutti risuona la dolce melodia del pifferaio, giunto per condurci verso la perfezione spirituale. Il messaggio viene rivolto, poi, alla Signora citata ad inizio canzone, cioè alla società: il vento sta cambiando, è tempo che tutti se ne rendano conto, l’umanità può davvero ambire a qualcosa di meglio rispetto a ciò che normalmente le viene offerto. In fondo, la rozza scalinata per il Paradiso, fatta di beni materiali, riposa essa stessa nel vento (“your stairway lies on the whispering wind“), è anch’essa un percorso, ma è fragile come qualunque altro percorso, forse anche di più, perché poggia su basi prive di spirito.

Il testo lascia ora spazio alla magnifica chitarra di Jimmy Page, che tesse un assolo al tempo stesso potente e sognatore, talmente unico da essere da molti a tutt’oggi considerato l’assolo più bello di ogni epoca. Ma il gruppo ha ancora qualcosa da dire, un ultimo accorato appello da rivolgere a tutti i suoi ascoltatori:

And if you listen very hard
The tune will come to you at last
When all are one and one is all
To be a rock and not to roll

E se ascolti attentamente
La melodia alla fine arriverà fino a te
Quando tutto è in uno e l’uno è tutto
Essere una pietra e non rotolare

L’ultima strofa è la sintesi del messaggio contenuto nell’intero testo: non importa quanto grandi possano essere le nostre colpe o i nostri lati oscuri (quanto cioè le nostre ombre siano più grandi della nostra anima), in ogni momento possiamo capire quale sia il sentiero giusto da prendere se ascoltiamo davvero noi stessi e gli altri attorno a noi. Il materialismo e l’individualismo sono sempre in agguato, pronti a mostrarci la loro strada, vendendocela come la più semplice e facile da seguire, ma è proprio a noi, intesi non come singoli individui, bensì come gruppo coeso, che spetta scegliere per il meglio. È questo l’unico modo per trovare l’armonia, per essere uniti e per non rotolare via, travolti dal grigiore di una vita stereotipata.

Eccola, dunque, la nostra Scala per il Paradiso: il nostro obiettivo nella vita, secondo i Led Zeppelin, deve essere quello di scoprire il potere della collettività, la necessità di vivere uniti fra noi, in armonia con le nostre anime e con la natura. Solo così, infatti, possiamo davvero migliorare noi stessi e gli altri e sfuggire al vero male della società, inquadrabile nel materialismo, ma anche e soprattutto nell’egoismo e nel disinteresse verso gli altri (“when all is one and one is all, to be a rock and not to roll“).

Stairway to Heaven, in conclusione, è tutto tranne che una perversa ode al male e all’oscurità: è anzi uno splendido messaggio di solidarietà, di fratellanza e di uguaglianza. Assieme possiamo davvero cambiare il mondo che ci circonda ed essere dura pietra senza lasciarsi rotolare. To be a rock and not to roll. Forse è solo un’illusione. Forse non riusciremo mai a unirci davvero e a fare qualcosa di concreto per rendere migliore quanto e quanti sono attorno a noi. Ma, in ogni caso, possiamo essere concordi nel tributare il meritato rispetto a una canzone straordinaria, sia nella musica sia nel suo messaggio di pace.

In questo video la bellissima versione di Ann and Nancy Wilson in occasione del tributo presso il Kennedy Center nel 2012.

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Dario Giardi ama la musica, la fotografia e la scrittura, ed è l’autore di “Viaggio Tra Le Note. I segreti della teoria e dell’armonia musicale” (2016, edito da I Libri Di Emil). Seguilo su Facebook e Twitter.

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