L’Ora più buia: al cinema il momento in cui Churchill cambiò la storia

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Churchill fu un tenace assertore di scelte coraggiose. Partecipò alla vita pubblica per più di cinquant’anni. Quando nel 1955 si dimise dalla seconda premiership, sedeva in parlamento da 55 anni. Fin da giovane ebbe una comprensione e una visione singolarmente acute dello sviluppo futuro degli eventi.

La sua lunga carriera fu contrassegnata da numerose polemiche e antagonismi: fu infatti sempre schietto e indipendente, espresse le sue opinioni senza reticenze, criticando coloro che a suo giudizio sbagliavano con un ricco arsenale di conoscenze e con parole energiche, precise e taglienti. Dai suoi migliaia di discorsi pubblici si evince la totale padronanza della parola e l’amore per la sua lingua: per spiegare nei minimi dettagli ed esprimere verità essenziali, per informare, convincere e ispirare. Fu lui ad utilizzare per la prima volta il termine “summit” per un incontro di leader mondiali. Molti primi ministri si rivolsero a lui per la sua abilità di conciliatore.

Alla base del suo pensiero c’era un’avversione per l’ingiustizia, per l’inganno, per la prepotenza era dotato di un grande senso dell’umorismo. Credeva nella necessità di un intervento attivo dello stato, mediante leggi e finanziamenti, per garantire un tenore minimo di vita, lavoro e benessere sociale a tutti i cittadini. Dopo due guerre mondiali si battè per mantenere la forza dei vincitori al fine di riparare i torti dei vinti e perseverare la pace.

L’Ora più buia è il nuovo film di Joe Wright sulla restistenza britannica al nazismo, un biopic su Winston Churchill interpretato in maniera magistrale da Gary Oldman, già vincitore del Golden Globe. Nel film viene raccontato uno dei momenti più significativi della storia del Ventesimo secolo: Churchill, appena diventato Primo Ministro, dovette affrontare l’evacuazione di Dunkerque con 300 mila uomini bloccati, il silenzioso rifiuto da parte degli Stati Uniti alla richiesta d’aiuto e l’antipatia del Re. Quindi decidere se negoziare un trattato con la Germania nazista o proclamare la guerra per difendere la libertà del suo paese, con l’altissima probabilità di una tragica sconfitta.

Guidò il suo paese nel periodo in cui era più isolato, minacciato e debole. Il suo coraggio, la sua determinazione e la sua fiducia nella democrazia rispecchiarono lo stato d’animo della nazione. Mobilitò l’intera popolazione per difendere la propria patria.

Il film è diretto da Joe Wright (Orgoglio e Pregiudizio, Anna Karenina), è al cinema in questi giorni ed è già una delle visioni più intriganti di quest’anno. Ve lo consigliamo caldamente. Anche per un altro motivo: l’interpretazione di Gary Oldman è da Oscar, e in questi giorni sono molti a dirlo. L’oscar lui non l’ha ancora mai vinto. Questa potrebbe essere la volta buona.

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