Essaouira, la “Woodstock del Marocco” e i figli nascosti di Jimi Hendrix

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Essaouira, l’antica Mogador, è una meta che ha attratto ed affascinato da sempre artisti e musicisti e continua il suo richiamo tutt’ora. Il significato del suo nome, “la ben disegnata”, descrive il gioiello architettonico che è, una piccola Saint Malò trasportata in Marocco, disegnata infatti dallo stesso architetto francese Cornut.

Essaouira è la patria della musica Gnawa, la musica di una minoranza etnica di mistici musulmani di discendenza subsahariana, che proviene dagli schiavi neri portati dall’Africa, nel diciotessimo secolo, quando la città era il porto d’imbarco di schiavi per le colonie portoghesi.

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La musica proviene dai rituali di guarigione, attraverso l’utilizzo di percussioni che inducevano il malato in trance, e riuscendo ad espellere lo spirito maligno responsabile della malattia.

Ora la musica Gnawa è svincolata dall’azione terapeutica ma gli strumenti utilizzati ed i ritmi sono esattamente quelli che venivano utilizzati nelle guarigioni. E seppur non utilizzati per le guarigioni, sono diventati un’attrazione per i musicisti.

Il fascino di questa musica ebbe la sua esplosione negli anni ’60 e ’70. Sono gli anni in cui la città marocchina, perennemente battuta dal vento, tra il suo cielo azzurro, le sue calli bianchissime ed il mare sterminato, ha meritato di essere soprannominato la Woodstock del Marocco.

Essaouira è il luogo scelto da Orson Welles nel 1944 per ricreare Cipro nel suo famoso Othello (la location scelta in quel caso era la Medina). Ed è anche il luogo in cui Jimi Hendrix soggiornò più volte, attratto appunto dalla sua musica. Le leggende dei suq locali dicono che ci abbia anche lasciato presunti figli, e che fu osservando il forte Bordj El Berod che scrisse la sua Castles Made of Sand.

Si sa per certo che Hendrix, nel luglio del 1969, era lì in un vicino villaggio berbero, Diabat, ma la canzone era stata composta due anni prima. I vecchi del posto però non demordono, spiegando che Hendrix andava lì tutti gli anni, di nascosto, così come nascosti erano i suoi figli.

Ad ogni modo l’ente del turismo di Essaouira ha creato un’apposita pagina per sfatare tutte le fake news. La trovate qui, ma certo, il rischio è che si perda il divertimento delle leggende e lo stupore nei volti quando tali storie vengono raccontate.

Jimi Hendrix non fu l’unico a cedere al fascino della languida Essaouira: anche Cat Stevens e Frank Zappa ne furono grandi estimatori e anche Maria Callas la visitò negli anni ’60. Qui la lista completa di personaggi famosi legati alla città. Su di loro però non è emersa alcuna storia segreta. Finora.

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