Il nuovo film di M. Night Shyamalan sarà un sequel di Split e Unbreakable

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La notizia sta circolando in maniera selvaggia in questi giorni, rimbalzando da una parte all’altra delle riviste di settore e dei social network, anche perché suona come uno dei classici colpi di scena di Shyamalan: riguarda le indiscrezioni intorno al nuovo film del regista indiano-americano, che ha svelato in prima persona su twitter la natura e il tema del suo prossimo film. Si chiamerà Glass e sarà il sequel della storia congiunta di Split, il suo ultimo, popolare film, e Unbreakable, il suo lavoro del 2000 con Bruce Willis e Samuel Jackson, che si è incrociato proprio alla trama di Split nella sua ultima scena, quella che vede Bruce Willis commentare le notizie circa il personaggio interpretato da James McAvoy.

unbreakable

La pagina Twitter di M. Night Shyamalan si è fatta prendere la mano martedì scorso, dopo che lo stesso regista ha dichiarato di aver appena finito lo script del nuovo film: il suo sogno era sempre stato di dare un seguito ad Unbreakable, uno dei suoi primi cult, e solo oggi scopriamo che la scena finale di Split non è stato un semplice espediente cinematografico ma un’intenzione precisa di intrecciare le due storie. Torneranno dunque sia Bruce Willis (nei panni di David Dunn) che Samuel Jackson (Elijah Price – Mr. Glass, appunto), nonché James McAvoy nel ruolo dell’entità dalla forza soprannaturale emersa nelle fasi finali di Split, denominata “L’Orda” dalla stampa.

In una recente intervista, Shyamalan aveva dichiarato che nella versione originale dello script di Split c’erano riferimenti molto più marcati ad Unbreakable, poi tagliati e limitati solo a quell’ultima scena. Da quanto dichiarato, in Glass sarà il personaggio di Bruce Willis a mettersi alla caccia de L’Orda, mentre nel film interverrà anche Samuel Jackson / Mr. Glass, che sembra conoscere entrambi.

L’uscita di Glass è prevista per gennaio 2019 e non c’è ancora un trailer né delle immagini ufficiali. Split, invece, è da poco uscito fuori dalle sale, riscuotendo un discreto successo di critica e pubblico. A noi era piaciuta soprattutto la psicologia, il suo modo di rappresentare il rapporto con la realtà.

Vedi anche:

splitVolontà, consapevolezza, sopravvivenza: le dimensioni psicologiche di Split

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