Lory D da Giuliano Ferrara: lo scatto storico della scena underground nella tv italiana

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È l’anno 1992. Giuliano Ferrara conduceva da alcuni mesi su Italia 1 “L’istruttoria“, un programma di opinionismo su svariati temi della società come oggi possono essere quelli che si vedono nei canali Rai alle 8 di mattina e che presto sarebbe diventato la sua arena personale per il dibattito politico. Una delle puntate andate in onda quell’anno era dedicata al mondo delle discoteche e al lungo dibattito sui volumi della musica dentro e fuori i locali notturni. Gli ospiti della puntata sono stati scelti in maniera precisa: Lory D e Leo Anibaldi, due freschi ventenni dall’aria ribelle che ai tempi erano le colonne portanti del cosiddetto Sound of Rome, l’espressione della scena rave dell’area romana che diventerà famosa anche all’estero. I due minuti in cui il conduttore lascia spazio di esprimersi ai due dj resterà la cosa più famosa legata a quella trasmissione, nonché uno degli scatti più amati e condivisi dagli appassionati di musica hardcore italiani. Lo trovate qui sotto, con l’immagine sgranata che dà un caratteristico tocco vintage.

Il video strappa facilmente un sorriso, perché involontariamente mette in scena uno dei principi fondanti della comicità, ossia la contrapposizione degli opposti. C’è persino una strana geometria nella scena: la figura corpulenta di Giuliano Ferrara resta al centro, immagine della staticità circondata da tre giovani vivaci (oltre ai due dj c’è Jo Squillo, che ovviamente ci mette del suo ad incitare la musica). Lory D e Leo Anibaldi non sono ingenui: sanno di appartenere a un mondo antitetico a quello dei telespettatori di quella trasmissione e non fanno nulla per indorare la pillola o conciliare ciò che è inconciliabile. Dall’altra parte dello schermo c’è un pubblico composto fondamentalmente da casalinghe, nessun giovane. Quindi i due recitano giustamente la parte dell’elemento estraneo. Competente, per certi versi autorevole, ma distante anni luce dagli altri. È lo stesso Ferrara a ritagliargli questo spazio, chiedendo di spiegare al pubblico la famosa “pompa inaudita“, qualcosa di sconosciuto agli spettatori, proveniente da un mondo ignoto. Loro pensano giusto di spingersi un pochino oltre, in modo da esaltare le distanze. Ed è subito storia.

Dopo che in tempi recenti il popolo del web ha eretto lo stato di cult al video, anche lo stesso Lory D ha iniziato a prenderne le distanze. Perché ovviamente quell’immagine non può essere rappresentativa del suo personaggio. Se sei un promoter che ha chiamato Lory D a una serata techno moderna e lo sponsorizzi sui canali social con un video sì famoso, ma che fondamentalmente lo ritrae in un momento di assurda ilarità, stai identificando un carattere complesso con il suo momento pubblico più buffo. E ci sta che la cosa non sia presa bene dal protagonista, che nelle interviste ormai preferisce evitare di parlarne.

Nello stesso tempo, però, il video è uno spaccato importante non solo di quel preciso momento storico della dance italiana, ma in generale della condizione orgogliosa e chiusa in sé stessa che strutturalmente ha da sempre la musica underground. Che poi è quello che la rende tanto popolare tra gli adolescenti: risponde al bisogno, naturalissimo per quell’età, di appartenere a un gruppo fuori dagli schemi sociali classici. È un anticonformismo a portata di mano, anche facile da abbracciare (in fondo si tratta di andare a ballare), ma efficacissimo, perché capace di marcare la tua immagine come “antisociale” in pochi semplici passi: può bastare il giusto abbigliamento e l’indispensabile slang e sei già fuori da ciò che è accettato di buon grado dalla società. Non sono le droghe e gli eccessi vari (che esistono ma non sono l’elemento portante dell’underground), ma è il senso di appartenenza a un gruppo sociale chiuso, fuori dalle convenzioni e resistente ai compromessi, ciò in cui i giovani vogliono identificarsi.

È quello che rappresenta Lory D nel video sopra, ed è quello, prima di qualsiasi altra cosa, che ha determinato la popolarità di quell’immagine tra gli adolescenti di ogni generazione. La ribellione a testa alta che mette a soqquadro il luogo simbolico delle convenzioni sociali e del politically correct, quello della televisione. Per pochi secondi, Lory D è stato l’alfiere storico di un’intero gruppo sociale, il leader dei giovani contro le opprimenti regole del mondo. “Evviva il basso, evviva la pompa“.

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