Bonnie and Clyde, il duetto tra Serge Gainsbourg e Brigitte Bardot finito nell’ultimo spot Nissan

Era un caldo agosto del 1967 quando nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti veniva distribuito il film Bonnie and Clyde, la movimentata storia di due fuorilegge degli anni ’30, Bonnie Parker e Clyde Barrow, uniti da un vincolo amoroso indissolubile e in fuga costante per le strade di mezza America, tra rapine, furti e omicidi perpetrati ai danni di numerosi agenti di polizia durante l’era della Grande Depressione. Guidati dall’impeccabile regia di Arthur Penn, a interpretare i due protagonisti erano Warren Beatty e Faye Dunaway (coinvolti di recente nell’imbarazzante qui pro quo avvenuto in diretta mondiale sul palco degli Academy Awards, a Los Angeles, lo scorso febbraio). La pellicola, inizialmente sminuita dai critici a causa della trama romanzata, dei canoni di bellezza hollywoodiani e delle scene troppo violente, esercitò fin dalle prime proiezioni un notevole ascendente sulla gioventù americana di quel periodo, già in odore di rivoluzione e sempre più intollerante verso le autorità governative, impegnate a sovvenzionare la guerra in Vietnam tramite l’aumento delle tasse e a gettare tra le braccia della morte migliaia di nuove leve, appena ventenni, in nome di una politica marcatamente bellicista. Benché vissuti trent’anni prima, i personaggi di Bonnie e Clyde apparivano agli spettatori più attuali di quanto lo fossero stati in precedenza, erano l’emblema dell’anticonformismo e dell’opposizione al sistema consolidato, gli antieroi per antonomasia di cui la società del tempo aveva bisogno.

Ma un altro dettaglio, per nulla secondario, esaltava il capolavoro di Arthur Penn: l’impronta intimamente francofila data al film attraverso le innovative tecniche di ripresa e di editing adoperate e le scelte stilistiche privilegiate dal regista, che non a caso attingevano alla ‘New Wave‘ inaugurata dal cinema francese. Bonnie and Clyde debutta sul grande schermo parigino l’8 novembre del 1967 e seduce all’istante il pubblico soprattutto per il debito che Penn deve ai grandi talenti della filmografia francofona di quegli anni. Quelle immagini arriveranno a stimolare perfino l’ingegno e la creatività di un nome altisonante, l’autore e compositore Serge Gainsbourg, che deciderà di ispirarsi a Bonnie and Clyde per scrivere una delle due canzoni dedicate alla sua amante Brigitte Bardot, agli albori di una breve ma intensa liaison per la quale sia lui che lei si scorderanno presto delle fedi nuziali e dei rispettivi coniugi.

La canzone di Gainsbourg ispirata al film vede la luce al termine di una lunga notte di novembre del ’67 e rappresenta uno dei due brani che Serge realizza per la sex kitten del cinema internazionale dopo che quest’ultima aveva scherzosamente imposto una penitenza al cantautore per la défaillance in cui era incappato con la bella attrice: vuoi per la tensione provata nel trovarsi a cena con una delle donne più avvenenti del mondo, vuoi per qualche bicchiere di troppo bevuto con la speranza di sciogliersi, Serge aveva difatti deluso le aspettative di Brigitte durante il primo, furtivo incontro avvenuto tra i due, ma ciò non aveva dissuaso la donna dal risentirlo, tutt’altro. Fu proprio lei a telefonare Gainsbourg il giorno successivo promettendogli il perdono (e una seconda chance tra le lenzuola) con una richiesta che inebriò di piacere le orecchie del suo interlocutore: “scrivimi la più bella canzone d’amore che tu possa concepire“. Quella sera Serge s’impegnò a fondo per esaudire il desiderio di BB, e tra litri di alcol e innumerevoli sigarette Gitanes fumate senza filtro (com’era suo vizio, secondo quanto riportato nella biografia del 2001 Serge Gainsbourg: A Fistful Of Gitanes, redatta da Sylvie Simmons), riuscì a completare non uno bensì due brani, entrambi intesi come potenziali duetti con la Bardot.

Uno dei due pezzi viene intitolato, per l’appunto, Bonnie and Clyde e nasce sulla base di una composizione musicale arrangiata dal direttore d’orchestra Michel Colombier, rimasta inutilizzata e recuperata da Gainsbourg per l’occasione: attorno a un armonioso groviglio di archi, bassi e giri di chitarra folk a dodici corde, cadenzati da un campionamento vocale che esulta in più punti, viene in parte recitata e in parte intonata la traduzione in francese di alcuni versi tratti da The Trail’s End, poesia scritta da Bonnie Parker in persona un paio di settimane prima dell’agguato in cui sia lei che Clyde avrebbero trovato la morte, a poca distanza dalla cittadina di Sailes nel maggio del 1934, colpiti da decine di proiettili sparati a raffica dalle forze di polizia della Louisiana e del Texas unite in un unico commando (17 pallottole trafissero lui e 26 lei, stando ai referti dei medici legali).

Bonnie and Clyde, incisa da Serge Gainsbourg e Brigitte Bardot, diventerà una sorta di video musicale ante litteram nell’inverno del ’67, quando la coppia di amanti userà sia il duetto che alcuni brani registrati dalla sola Brigitte per filmare dei corti e delle esibizioni da includere in Le Show Bardot (meglio conosciuto come Brigitte Bardot Show), un varietà di 50 minuti circa che vede la femme fatale per eccellenza al centro della scena e viene trasmesso in esclusiva per la TV nazionale, a colori, la sera del 31 dicembre. La canzone sarà inoltre l’apripista di un intero LP collaborativo, pubblicato nei primi mesi dell’anno seguente via Fontana Records.

Perché vi abbiamo raccontato tutto ciò, direte voi? A offrirci il destro è stata, ancora una volta, una campagna pubblicitaria, in onda e in rete da qualche giorno, che ha permesso all’immaginario a metà strada fra romanticismo e ribellione evocato da quel duetto (e dall’omonimo film) di tornare a splendere nel 2017. La nota azienda automobilistica Nissan ha infatti scelto Bonnie and Clyde di Serge Gainsbourg e Brigitte Bardot come colonna sonora di uno spot che presenta al pubblico l’ultimo modello dell’utilitaria Micra e che impazza su ogni canale televisivo d’Europa (e sul web) dallo scorso 24 marzo. La versione usata come jingle è un remix della traccia originale, prodotto appositamente dal DJ francese Sebastian Akchoté, famoso nel circuito dance semplicemente come SebastiAn, che mantiene integra, con il dovuto rispetto, buona parte degli elementi costitutivi dell’arrangiamento di Colombier, lasciando scivolare il pezzo in un lungo breakdown dal piacevole e avvolgente brusìo elettronico. Sebbene non ancora disponibile su iTunes e altri negozi digitali, Bonnie and Clyde (SebastiAn Remix) è stato aggiunto dallo scorso 31 marzo su Spotify per il solo pubblico francese. A breve, il remix approderà sulle piattaforme streaming di altri paesi europei e sarà acquistabile ovunque.

Ci siamo solo dimenticati di aggiungere una chiosa: benché simbolo dell’idillio amoroso tra due leggende della cultura pop, Bonnie and Clyde non rappresentava “la più bella canzone d’amore mai immaginata” che la Bardot aveva commissionato a Gainsbourg all’indomani del primo appuntamento: quella ben più nobile funzione spettò, in realtà, al secondo brano scritto da Serge durante la fruttifera notte novembrina, una canzone originariamente ideata per Brigitte, che venne addirittura registrata con lei il 10 dicembre del ’67, dal titolo Je T’Aime… Moi Non Plus, uscita due anni dopo come duetto tra il cantautore francese e la sua nuova fiamma (e successiva moglie) Jane Birkin e finita ovviamente nella nostra lista delle dieci canzoni più romantiche di sempre. Ma questa è un’altra storia.

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