Three Worlds, la colonna sonora di Max Richter per i romanzi di Virginia Woolf

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Si sentono i rintocchi del Big Ben. Il brusio del traffico di Londra. Ed una voce di donna, che declama:

Words, english words, are full of echoes, of memories, of associations.
Le parole, le parole inglesi, sono piene di echi, di memorie, di associazioni.

É la voce di Virginia Woolf. L’unica registrazione esistente della sua voce.

Così comincia il nuovo album del compositore Max Richter, Three Worlds, colonna sonora creata per il balletto Woolf Works di Wayne McGregor, basato su tre dei romanzi più celebri della scrittrice: Mrs. Dalloway, Orlando e The Waves.

Max Richter si era già cimentato nel musicare grandi scrittori, come nel suo The Blue Notebooks ispirato agli otto Quaderni In Ottavo di Franz Kafka. Ed anche questa volta stupisce, riesce con maestria a trasporre musicalmente non solo la tensione emotiva di Virginia Woolf, ma in un certo modo anche lo stile di scrittura.

L’album si presenta tripartito tra i tre romanzi, così come ne chiedeva la struttura del balletto, seguendo l’ordine Mrs Dalloway, Orlando e The Waves. Ma è anche un album circolare, pieno di rimandi interni, come il brusio della città nel primo brano di Mrs Dalloway: Words che diventa il brusio del mare nell’ultimo brano The Waves: Tuesday.

Richter riesce a collegare i tre diversi romanzi in un unicum musicale che coincide anche con la nota autobiografia sottaciuta (e a volte neache troppo) dei romanzi della scrittrice. Nella pagina della Royal Opera House troviamo un’estesa descrizione del lavoro fatto dal compositore, che sottolinea: “Per trovare i linguaggi musicali per le tre sezioni dell’opera ci sono voluti almeno due anni di pianificazione, ricerca e sperimentazione. Chiaramente i tre romanzi sono universi distinti, ed ognuno aveva bisogno di una sua coerente e propria grammatica musicale, ma nello stesso anche un’impronta comune necessaria sia per ‘tenere insieme il balletto’ sia per rappresentare la voce dell’autrice, che è sempre unica seppur con molteplici forme. Il punto fondamentale era trovare un modo per conciliare queste esigenze e questo mi ha portato ad un linguaggio ibrido: una fusione tra orchestra tradizionale e solisti in tempo reale e musica elettronica preregistrata.

I due anni di lavoro sono valsi per una colonna sonora eccellente che centra in pieno i tre romanzi. Particolarmente commovente è l’ultimo brano The Waves: Tuesday: sottofondo di onde che si infrangono, e la voce di Gillian Anderson che legge l’ultima lettera di Virginia Woolf indirizzata al marito, prima del suicidio della scrittrice, quando smise di combattere contro le onde, non resistendo oltre alla sua depressione definita spesso liquida da lei stessa, quella grande onda nera che le faceva visitare l’abisso.

Carissimo,
sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non guarirò. Inizio a sentire voci, e non riesco a concentrarmi. Perciò sto facendo quella che sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la maggiore felicità possibile. Sei stato in ogni modo tutto ciò che nessuno avrebbe mai potuto essere. Non penso che due persone abbiano potuto essere più felici fino a quando è arrivata questa terribile malattia. Non posso più combattere. So che ti sto rovinando la vita, che senza di me potresti andare avanti. E lo farai, lo so. Vedi, non riesco neanche a scrivere come si deve. Non riesco a leggere. Quello che voglio dirti è che devo tutta la felicità della mia vita a te. Sei stato completamente paziente con me, e incredibilmente buono. Voglio dirlo – tutti lo sanno. Se qualcuno avesse potuto salvarmi, saresti stato tu. Tutto se n’è andato da me tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita.
Non credo che due persone possano essere state più felici di quanto lo siamo stati noi.

Per ascoltare l’intero album, trovate lo streaming Spotify in questo articolo (più sopra).

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