Rolling Stones, Herrmann, Bach: la musica nel cinema di Martin Scorsese

L’enorme importanza che ha la musica per Martin Scorsese ormai è cosa nota anche a chi lo conosce in maniera più superficiale. È lui il regista dietro alcuni dei documentari a tema musicale più amati dal pubblico, ritratti di artisti o momenti storici fondamentali come L’Ultimo Valzer (sul concerto di The Band a San Francisco), No Direction Home (su Bob Dylan), Shine A Light (sui Rolling Stones) e Living In The Material World (su George Harrison), ma anche progetti dedicati alla musica in sé, come la serie The Blues del 2002 o la più recente Vinyl.

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Martin Scorsese – Composizione realizzata da Myles Cain su Deviant Art

Per Martin Scorsese la musica è il sangue che dà vita alla sua arte, tanto quanto gli attori che recitano per lui. È spesso quella che risolve, che conferisce il senso, che svela la bellezza che non si vede con gli occhi. Nei suoi film, la musica accompagna i momenti cardine, quelli che richiedono un preciso completamento, ma è anche un mezzo che – se escluso – cambia l’atmosfera del film: son molti i lavori di Scorsese in cui la componente musicale è asciutta, essenziale, quasi assente, espediente usato per dare alle immagini un senso di maggiore realismo. Quando ci sono, però, le musiche sono in grado di portare la sua arte ad un livello superiore.

Oggi vogliamo scorrere i film di Martin Scorsese che hanno mostrato il feeling migliore con la musica. Dai suoi capolavori più noti a film meno conosciuti che vale la pena riscoprire. Ve li riproponiamo in ordine cronologico, con la possibilità di vederne gli estratti. Per celebrare non solo uno dei migliori registi in attività oggi, ma anche uno dei più grandi maestri dell’uso dell’immagine accostata alla musica.


The Rolling Stones in Mean Streets  (1973)

Il film che ha ufficialmente iniziato la carriera di Scorsese come regista di gangster movies, nonché quello che ha lanciato Robert De Niro. La malavita della Little Italy newyorkese vista dal protagonista come palcoscenico in cui allenare le sue ambizioni spirituali, un film intriso di musica leggera italiana e rock’n’roll. Uno dei momenti migliori è proprio il primo ingresso di Robert De Niro, qui sopra, con Jumping Jack Flash dei Rolling Stones sullo sfondo. Caustico.


Bernard Herrmann in Taxi Driver  (1976)

Uno dei film più citati oggi, forte della facilità con cui ci si può identificare nel senso di sofferta avversione verso tutto ciò che in questo mondo è sbagliato, e va combattuto. Anche con le maniere forti. Anche rischiando tutto. La colonna sonora qui è curata da Bernard Herrmann, un maestro delle composizioni cinematografiche famoso per le musiche di classici come Psycho o Cape Fear. Fu la sua ultima opera prima di morire. Il film uscirà nelle sale quando lui era già morto, ed è dedicato alla sua memoria. Quel sax che serpeggia costantemente durante il film è roba sua.


Pietro Mascagni in Toro Scatenato  (1980)

Il celebre film sulla storia del pugile Jack La Motta, ma anche una storia sulla vita e sulla difficoltà di gestire le pressioni. Considerato unanimemente uno dei migliori film americani di sempre, girato in un bianco e nero che ha saputo dare l’autenticità alla storia e celebre per la trasformazione di De Niro, che arriverà ad ingrassare trenta chili per interpretare il protagonista dopo il ritiro dal ring. E la scena d’apertura con l’intermezzo della Cavalleria Rusticana di Mascagni è ritenuto uno dei più begli inizi di film mai fatti.


Wolfgang Amadeus Mozart in Fuori Orario  (1985)

Sicuramente non tra i suoi film più famosi, eppure uno dei più particolari della sua filmografia. Satirico, grottesco, kafkiano ed alienante, una notte nel cuore della New York più strana, a conoscere gli strani personaggi che popolano le strade nell’ora tarda. La musica è presente solo quando serve, e include la terza suite orchestrale di Bach e la Sinfonia n. 45 di Mozart, che chiude il film in una meravigliosa carrellata lunga sul protagonista, tornato in ufficio dopo una folle notte insonne. Implacabile.


Peter Gabriel ne L’Ultima Tentazione Di Cristo  (1988)

Il controverso film tratto dal romanzo di Kazantzakis sul Cristo imperfetto e vulnerabile, in una delle interpretazioni più intense di Willem Dafoe. Un film che mostra un’immagine dissacrante della figura di Gesù (e per questo criticato ovunque e censurato ancora oggi in molti paesi), ma che nello stesso tempo ribadisce e accentua il valore dei princìpi fondanti del cristianesimo. La colonna sonora qui è affidata per intero a Peter Gabriel, che la comporrà di suoi brani inediti e collaborazioni con importanti artisti internazionali. L’anno dopo prenderà la forma dell’album Passion, considerato capolavoro della world music. E Passion accompagna Gesù negli otto minuti che lo portano alla crocifissione.


The Crystals in Quei Bravi Ragazzi  (1990)

Le interpretazioni perfette di De Niro, Joe Pesci e Ray Liotta, una storia ispirata da vicende realmente accadute, uno spaccato freddo e appassionato sulla malavita organizzata americana. Son tante le ragioni che hanno posizionato Quei Bravi Ragazzi nell’olimpo dei film di gangsters e le ragioni ci son tutte, per un film che non si stanca mai di vedere. Anche grazie al magistrale uso della musica nelle scene clou. Come quella finale che racconta l’epilogo sulle note di Layla di Derek and the Dominoes. O la spettacolare sequenza unica dell’ingresso al ristorante, con Then He Kissed Me dei Crystals a rappresentare la beata allegria dell’ambiente.


Johann Sebastian Bach in Casinò  (1995)

Tutto quello che dicevamo pocanzi circa l’olimpo dei film di gangsters, più una storia di ascesa, successo e declino in cui riesci perfino a identificarti, nonostante le follie e gli sfarzi che la circondano. Se Casinò riesce a coinvolgerti così tanto è soprattutto grazie alle canzoni scelte per potenziare le scene. Almeno due sono da scuola del cinema: quella di chiusura, parallela alla fine di Quei Bravi Ragazzi, stavolta con l’emozionante chitarra di House Of The Rising Sun degli Animals (la trovate qui) e l’esplosione dei titoli di testa che vedete sopra, sulla Passione Secondo Matteo di Bach. Da lacrime.


Philip Glass in Kundun  (1997)

La storia dell’ultimo Dalai Lama, dall’infanzia al periodo dell’invasione cinese, in uno dei film più armonici ed esteticamente affascinanti di Scorsese. Non solo una storia che coinvolge, anche per la sua capacità di svelare il fascino della cultura orientale, ma soprattutto una sequenza di immagini che conquistano per i colori e gli equilibri. La colonna sonora è un lavoro originale di Philip Glass, che fa in modo che non si risolva mai, restando sempre aperta, in sospeso. Per una storia che ancora non è conclusa, anche la colonna sonora rimane qualcosa a cui lo spettatore resta appeso.


Dropkick Murphys in The Departed  (2006)

Probabilmente il più cattivo dei film di Martin Scorsese. Il crimine organizzato stavolta è lo scenario che ospita l’inganno umano, dove nessuno è colui che dichiara di essere. La colonna sonora è fatta ancora una volta di brani rock classici, curata da Howard Shore (lo stesso di Fuori Orario, nonché de Il Silenzio Degli Innocenti, Seven e Il Signore Degli Anelli). Tornano i Rolling Stones, con Gimme Shelter che dà subito il ritmo nei titoli di testa, mentre il boss Frank Costello (Jack Nicholson) spiega come funziona la vita a Boston. La scena che resta più impressa però è l’uscita notturna del boss e i suoi scagnozzi, con I’m Shipping Up To Boston dei Dropkick Murphys che dà l’azione. Spietata.


Krzysztof Penderecki in Shutter Island  (2010)

La Sinfonia n. 3 del compositore polacco Krzysztof Penderecki accompagna l’arrivo nell’isola in Shutter Island, l’incursione di Scorsese nello psycho-thriller. Film che ha ricevuto diverse reazioni tiepide per il meccanismo della trama, definito “inflazionato”, ma in realtà Shutter Island resta uno dei film meglio fatti di un filone di cinema ad impatto cerebrale che ha segnato gli ultimi due decenni. Le musiche sono decisive, con una presenza massiccia di musica classica e tanti pezzi potenti che catalizzano la suspence. La scena sopra andrebbe messa nei dizionari, sotto la voce “tensione”.

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