La colonna sonora di Fight Club: uno splendido ascolto trip hop

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Quello dei vinili sarà un picco di popolarità più mediatico che pratico, con gli appassionati del suono dei giradischi che sono fondamentalmente gli stessi di dieci anni fa e un pubblico complessivo che resta comunque di nicchia, ma finché tale popolarità serve a richiamare l’attenzione su uscite altrimenti destinate all’oblio, ben venga. E quello delle colonne sonore è l’esempio migliore di musiche altrimenti perse nel tempo: una in particolare è un caso che vale la pena riscoprire: la musica di Fight Club, il film diretto da David Fincher nel 1999, con Brad Pitt ed Edward Norton.

Famosa più per la chiusura sulle note di Where Is My Mind? dei Pixies (non inclusa in questa reissue), la colonna sonora di Fight Club è in realtà un lavoro complesso dai suoni morbosi, realizzato da zero dai Dust Brothers. Coppia di produttori di Los Angeles, i Dust Brothers avevano collaborato in precedenza con Beastie Boys, Beck e Rolling Stones, ma il loro vero capolavoro venne fuori proprio quando Fincher gli chiese di lavorare alla colonna sonora del suo nuovo film. Fu la loro unica opera completa di inediti e copre uno spettro di ansie, paure, smarrimento e distacco dalla propria coscienza. I suoni sono sporchi come la polvere degli scantinati del film e a tratti ricordano i momenti più cupi del trip hop, genere che in quegli anni era sulla cresta dell’onda grazie alle opere recenti dei Massive Attack. Di fatto l’uscita in vinile è presentata proprio come “il miglior album di trip hop strumentale che sentirete mai“.

Nel 2016 la Mondo ha pubblicato per la prima volta nella storia il doppio vinile di questa colonna sonora. Artwork e packaging sono molto particolari, realizzati da Alan Hynes come se fossero un ordine Ikea con le istruzioni di montaggio, mentre i vinili sono in una colorazione rosa shocking. Trovate qui il comunicato ufficiale della Mondo e qui un minivideo su come aprire il prodotto.

Il prodotto è purtroppo sold out. Ma la colonna sonora resta un recupero obbligato. La trovate su Spotify:

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