La rinascita di Britney Spears

Sempre perché ci piacciono gli esempi di buon giornalismo, indipendentemente dall’oggetto del discutere o dall’ambito musicale analizzato: vi segnaliamo questo speciale pubblicato la settimana scorsa da Noisey Australia dal titolo “Il mondo voleva proprio che Britney fallisse: non è andata così“, in cui viene ripercorsa la storia della popstar raffigurandola prima di tutto come un essere umano, con le diverse vicissitudini da lei vissute.

Di Britney Spears si ricorda soprattutto l’efficacissima ascesa al star mondiale dei primi anni. Venuta fuori come teenager della porta accanto con Baby One More Time (prima in classifica in tutto il mondo), la sua popolarità è aumentata a dismisura video dopo video (la vera misura del successo ai tempi d’oro di Mtv): da (You Drive Me) Crazy a I’m A Slave For You passando per Oops I Did It Again la definizione di uno dei più grossi nomi pop degli ultimi tempi andava prendendo forma, sempre col paragone eccellente che la accostava a Madonna (paragone che Madonna ha approvato in più occasioni, inclusa collaborazione in Me Against The Music).

Poi Britney Spears ha avuto il crollo fisico e psicologico che ricordiamo bene, intorno al 2007, con l’apice dei capelli rasati a zero dopo i primi problemi con la droga. La lunga riabilitazione, il divorzio e la revoca della custodia dei figli hanno segnato il suo momento di più cupa depressione tra il 2007 e il 2008. Cosa che magari non si è notata molto nella sua produzione musicale (sono i tempi di album come Blackout e Circus e singoli come Womanizer – ancora prima in classifica – e Gimme More), ma che ha determinato il declino del suo profilo pubblico negli anni a venire.

Poi, lentamente, la ripresa degli ultimi anni, con la riabilitazione completata, una nuova stabilità e il riottenimento della custodia dei figli. E il ritorno con un nuovo album, Glory, proprio questa settimana. Con il video di Make Me… (qui sopra), che al di là delle proteste varie, la trova in gran forma. Fisica e mediatica.

Il che è comunque un grande successo a livello umano, l’aspetto che l’articolo di Noisey ci teneva a sottolineare. Qualcosa di cui spesso ci dimentichiamo, tendendo a vedere gli artisti e i personaggi famosi come qualcosa di diverso da noi. Qualcosa che esiste solo relativamente a quel che ci offrono. Capita invece che anche loro passino momenti bui che non si possono risolvere coi soldi, spesso accompagnati dai peggiori auguri del pubblico che li segue. Il messaggio che Britney manda ai suoi fan ripetutamente nei suoi canali social è proprio questo: ci si può risollevare anche dalle peggiori delle proprie prigioni. Ed essere di nuovo felici.

britney-children

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