You can taste the dishonesty: la dignità di Beyoncé sui tradimenti di Jay Z

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You can taste the dishonesty” sono le prime parole cantate da Beyoncé nella prima canzone di Lemonade, giusto per mettere in chiaro immediatamente l’aria che tirerà durante l’ascolto dell’album uscito pochi giorni fa. Un aspetto, quello dei testi del disco, che non avevamo sottolineato in sede di recensione perché si sa, quando ascoltiamo musica in lingua inglese non è certo alle parole che facciamo attenzione all’inizio. In America però è diventato presto lo spunto di discussione principale intorno all’ultimo disco, proprio a sottolineare quanto Lemonade si presenti in modo diverso non solo dai precedenti album di Beyoncé, ma in generale da tutti i dischi pop (e nel pop includiamo l’r&b) contemporanei.

Fuori dai nostri confini nazionali, si è ragionato sull’ingegnosa mossa di non rivelare nulla dei contenuti del disco fino all’uscita del disco stesso, preceduto da un solo singolo (Formation) i cui testi non lasciavano presagire nulla. Si è apprezzato il piglio tagliente dei testi lungo tutto l’album, che soprattutto nella prima parte del disco sembrano molto seri e possono dar l’impressione che la cantante statunitense abbia intenzione di chiudere la storia con Jay Z, con cui è sposata da 8 anni. Di sicuro, Lemonade non è stata la mossa di Beyoncé per divorziare dal marito. Al contrario, suona come un ultimo avvertimento, esposto in maniera pubblica e plateale, di fronte al mondo intero: il pensiero di mio marito che mi tradisce mi fa star male, ma io non ti faccio scenate a notte fonda; piuttosto ti dimostro ciò di cui sono capace e te lo garantisco, se continui così presto ti ritroverai senza moglie.

Qui sotto trovate una manciata di esempi di come Beyoncé abbia reagito alle infedeltà del marito. Infedeltà presunte, chiariamolo (qualcuno dice addirittura che i temi del disco siano stati pensati di comune accordo), ma ciò non cambia l’immagine del disco come creazione artistica. L’album al momento è ascoltabile solo su Tidal e su iTunes, e anche i testi completi ancora non sono disponibili pubblicamente. Le citazioni qui sotto però sono già significative e costituiscono sia una formidabile rappresentazione poetica delle emozioni difficili di una donna tradita, sia la perfetta prova che la dignità di Beyoncé è ancora intatta. Ve lo offriamo come approfondimento di un aspetto di cui in Italia non si è (ancora) parlato, ma che invece è la chiave di lettura principale del disco e della Beyoncé artista oggi.


“He only want me when I’m not there
He better call Becky with the good hair”

(“Mi cerca solo quando non ci sono / Fa meglio a chiamare la Becky dai bei capelli” – da Sorry)

È il verso più discusso oltreoceano, con una scarica di reazioni sui social che ha scatenato il vero polverone. “La becky dai bei capelli” pare sia  Rachel Roy, che già anni fa aveva avuto un diverbio finito sui giornali con la sorella di Beyoncé, Solange. L’accusata ha anche reagito malino, twittando qualcosa come “io rispetto l’amore e la famiglia, ma non tollero il bullismo“. Alzi la mano chi sente che le parole di Beyoncé siano aggressive. Noi per bullismo intendiamo qualcos’altro.


“My daddy warned me about men like you
He said baby girl he’s playing you”

(“Papà mi aveva avvertito sugli uomini come te / ‘piccola, ti sta prendendo in giro’, diceva” –
da Daddy Lessons)

È forse la canzone dallo stile più adulto di tutto l’album, e per questo la più amara. La lunga lista di lezioni / avvertimenti del padre, raccontati in assetto asciutto di sola voce e chitarra. Magari avrà gli occhi tristi mentre la canta, ma guarda tutti dall’alto verso il basso.


“You can taste the dishonesty
It’s all over your breath
as you pass it off so cavalier”

(“Poi sentire il sapore della disonestà / Il tuo alito ne è pieno / Mentre respiri altezzoso” – da Pray You Catch Me)

L’album si pare con queste parole, e giusto qualche nota di pianoforte in sottofondo. Ti dà l’idea che in questa situazione lei sia la vittima, eppure è quella che ha intuito più di quanto abbia fatto l’altro. Chissà se sono parole partorite insieme al marito, come dice qualcuno. Sicuramente è più intrigante immaginare come si sarà sentito Jay Z quando l’ha sentita.


“Prayin’ to catch you whispering
I’m prayin’ you catch me listening”

(“Prego di beccarti mentre sospiri / Prego che tu mi becchi mentre origlio” – da Pray You Catch Me)

Chi si è ritrovato nella posizione (anche solo percepita) di essere traditi conosce bene quel dissidio interiore tra il portare tutto allo scoperto (facendo saltare l’equilibrio) e il rinunciare a scoprire qualcosa per vivere meglio. È la naturale percezione dell’atto di “spiare” il partner nelle persone comuni. Ora, quando e se vi capita, avrete una canzone che esprime il vostro stato d’animo.


“Go back to your sleep
in your favorite spot
just next to me”

(“Torna a dormire / Nel tuo posto preferito / Qui accanto a me” – da Forward)

Forward, il duetto di Beyoncé con James Blake, dura 8o secondi, quasi fosse un dialogo strappato alla privacy, la voce tremolante del maschio intimorito che propone di “essere aperti, d’ora in poi” e quel verso secco della donna in chiusura, che rimette a posto il gioco di equilibri.


“Looking at my watch, he shoulda been home
Today I regret the night I put that ring on”

(“Guardo l’orologio, doveva già essere a casa / Oggi rimpiango il giorno che ho messo quell’anello al dito” – da Sorry)

Sorry è un pezzo più descrittivo, quasi a voler guardare la situazione dall’esterno e descrivere cosa si prova, senza esserne coinvolti. È la stessa della Becky dei bei capelli, e il ritmo è più veloce degli altri, quasi spigliato. Magari sarà il prossimo singolo.


“Found the truth beneath your lies
And true love never has to hide”

(“Ho scoperto la verità dietro le tue bugie / E il vero amore non dovrebbe nascondersi mai” – da All Night)

È la canzone che chiude il processo emozionale sviluppato dall’album, subito prima di Formation che in realtà ne resta in disparte. Ed è la canzone che apre più alla riconciliazione, quella che parla di “dar tempo di provare che possa fidarmi di nuovo”, quella col ritornello che vuol fare l’amore tutta la notte come ai vecchi tempi. Chi ha il coltello dalla parte del manico?


“Every diamond has imperfections
But my love’s too pure to watch it chip away”

(“Ogni diamante ha delle imperfezioni / Ma il mio amore è troppo puro per guardarlo sgretolarsi” – da All Night)

Il diamante è il simbolo di The Dynasty, il quinto album di Jay Z. Il senso qui è chiarissimo, e il perdono non è infinito.


“I smell that fragrance on your Louis V, boy
Just give my fat a** a big kiss, boy”

(“Sento quel profumo sul tuo Louis Vuitton, ragazzino / Baciami sul mio grasso c**o, ragazzino” – da Don’t Hurt Yourself)

Giusto per far capire che non abbiamo a che fare con l’ultima delle mogliettine debolucce.


“If you try this s*** again
You gon’ lose your wife.”

(“Se provi di nuovo a far stronzate / Ti ritrovi presto senza moglie” – da Don’t Hurt Yourself)

A volte non servono troppe metafore.

Vedi anche:
beyonce.lemonadeLa recensione: Beyoncé – Lemonade

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