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Splat: la musica dei Deep Purple resiste ancora

Splat è il ventiquattresimo album in studio dei Deep Purple e, a dispetto del titolo – onomatopeico, come Whoosh! del 2020 – ci mostra una band tutt’altro che schiacciata.

Per Gillan, Paice e Glover, i superstiti della seconda incarnazione della band – quella che ha riscosso il maggior successo con dischi come Machine Head e Made in JapanSplat è un’altra occasione per ingannare il tempo. Prodotto da Bob Ezrin, alla sesta collaborazione con i Purple, il disco, composto da quattordici brani, è compatto e organico. Quasi ridotto all’osso, verrebbe da dire, considerando i lunghi brani a cui la band ci aveva abituati. Ma quelli erano, per l’appunto, altri tempi.

DEEP PURPLE – DIABLO (Official Video)

Adesso, ottuagenari o quasi – a eccezione del chitarrista Simon McBride – i Deep Purple accolgono il tempo che hanno, e quello che resta loro, con accettazione e rispetto. Classe e mestiere sopperiscono agli anni, senza per questo svilire lo stile della band, che anche in Splat rimane ben riconoscibile e inscalfibile.

Cinquanta minuti che racchiudono una carriera in continuo divenire. Della parola fine, almeno per il momento, non c’è alcuna traccia: ci sono invece quattordici nuove tracce di una band splendidamente in salute e viva.

Dimitri Grego

Dimitri Grego

Dimitri scrive storie di musica su AuralcraveView Author posts