Ci sentiamo soli perché, in determinati momenti, dobbiamo comportarci come lupi solitari. Alcuni tipi di riflessione non sopportano eco, hanno bisogno di un silenzio vitreo e come la meteora è stata per l’eremita, il tempio per il monaco, così le montagne rocciose di Aspen sono state per Stevie Nicks: sulle rocce è nata Landslide.
Landslide è una ballata in acustico che poggia su un giro di accordi la cui semplicità naturalmente dona uno stato di grazia all’intimità di un racconto personale e allo stesso tempo universale: perdita e rivelazione di sé. Stevie Nicks scrive il brano in un momento di forte dispersione emotiva e confusione professionale: lei e Buckingham sono appena stati mollati dall’etichetta Polydor Records, è il periodo precedente alla fatidica chiamata di Fleetwood che cambierà per sempre il destino del duo e l’artista, ma questa premonizione Stevie non può farla ed è così che sale in cima alla montagna per ritrovarsi mentre si sente persa.
Il candore delle cime innevate fa da specchio “oh mirror in the sky” all’immagine di una donna nuda e vulnerabile ma allo stesso tempo violentemente cruda nella spietata determinazione di ricerca di se stessa. Basta una frana “landslide” a distruggere lo specchio di cui parla Nick, a disintegrare un’immagine in cui non si ritrova, serve una rovinosa caduta interiore per spiegare pensieri che erano rimasti in bilico, come massi, pronti a caderle addosso.
Non ha paura di Stevie di porsi le più scomode delle domande e smuovere le piu aspre consapevolezze “children get older and I’m getting older too”. Perché è una tappa obbligata quel momento crudo e violento in cui dobbiamo violarci, abbattere le difese che ci siamo farraginosamente costruiti, per restituirci verità e in quel preciso istante la nudità cessa di essere vulnerabile e diventa la più resistente delle armature. Quella frana non è più una minaccia, non è più demolizione ma è rilascio dei freni e resa a un moto inarrestabile di ricambio emotivo, è un masso pericolante che abbandona un terreno in cui fiorisce la volontà.
Perché guardarsi dentro è un profondo atto di coraggio.
Articolo pubblicato originariamente su Roses of Rock e condiviso su Auralcrave.