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Riflessione sociale e tensione spirituale: Easter Lily, il nuovo EP degli U2

Se con Days of Ash – pubblicato il 19 marzo, in coincidenza con il Mercoledì delle Ceneri – gli U2 avevano rivolto lo sguardo a un mondo in fiamme, con Easter Lily, uscito a sorpresa lo scorso Venerdì Santo, la band irlandese sceglie una dimensione più raccolta e introspettiva. Nel frattempo proseguono i lavori sul successore di Songs of Experience, descritto da Bono come “rumoroso, caotico, irragionevolmente colorato, da suonare dal vivo”.

Le sei tracce di questo EP si muovono però in modo autonomo rispetto al progetto principale, atteso entro la fine dell’anno, quando il gruppo celebrerà i cinquant’anni di carriera. Come già accaduto per Days of Ash, anche Easter Lily è accompagnato da un’edizione digitale speciale di Propaganda, storica rivista ufficiale degli U2.

Tra le note di The Edge, Adam Clayton e una conversazione tra Bono e il frate francescano Richard Rohr, si delinea il contesto emotivo e spirituale dell’EP. Ad aprire è Songs for Hal, una dedica sentita a Hal Willner, produttore scomparso nel 2020. Il brano, interpretato principalmente da The Edge, si muove come un elogio discreto ma intenso, rivolto a una figura rimasta volutamente lontana dai riflettori.

U2 - Song For Hal

La band appare compatta, con un equilibrio riuscito tra essenzialità e atmosfera. In a Life alleggerisce i toni con una dimensione più luminosa e pop, costruita attorno al tema dell’amicizia di lunga durata. È un passaggio più immediato, che funziona senza forzature.

Con Scars gli U2 tornano su coordinate più riconoscibili: un impianto post-punk, una sezione ritmica solida e un testo che insiste sul valore delle ferite come elementi identitari, più che da nascondere. Resurrection Song introduce una dinamica più ritmica e trascinante, facendo da ponte verso il dittico conclusivo. Easter Parade recupera suggestioni anni ’90, tra elettronica e tensione melodica, mentre Bono sviluppa un discorso sulla fragilità umana e sulle tentazioni, sostenuto da una chiusura dal respiro ampio e riconoscibile.

U2 - Scars

A chiudere è COEXIST (I Will Bless Lord At All Times?), una composizione essenziale, quasi una ninnananna, dedicata ai genitori dei bambini coinvolti nei conflitti. Il contributo di Brian Eno arricchisce il brano con un tessuto sonoro discreto, lasciando spazio alla voce e al messaggio.

Nel complesso, Easter Lily riporta gli U2 su un terreno a loro congeniale: quello che intreccia riflessione sociale e tensione spirituale, elementi centrali soprattutto nella loro produzione degli anni Ottanta. È un lavoro misurato, a tratti sofferto, che richiama per atmosfera Easter di Patti Smith -brano da cui Bono ha preso ispirazione per la scelta del titolo di Easter Lily- e che, senza dichiarazioni eclatanti, alimenta l’attesa per il prossimo album.

Dimitri Grego

Dimitri Grego

Dimitri scrive storie di musica su AuralcraveView Author posts