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Il Monte Cervati: storia, natura e tradizioni

Attraversando l’autostrada Salerno–Reggio Calabria all’altezza di Polla, si intravede un monte che difficilmente passa inosservato: il Monte Cervati, situato nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Con i suoi 1.899 metri di altezza, è la vetta più elevata della Campania.

Uscendo a Sala Consilina e raggiungendo Monte San Giacomo, si apre un mondo sorprendente. Il paesino di Monte S. Giacomo è estremamente vivibile e i suoi abitanti sono molto cordiali: clima e ritmi sono rilassati, lontani dalla frenesia delle grandi città. Da qui si può partire per esplorare la montagna.

I sentieri sono numerosi e di diverso livello di difficoltà, a seconda del tempo che si vuole dedicare e del grado di impegno desiderato. Uno dei più frequentati è quello che conduce fino alla cima del Cervati. La prima salita è piuttosto ripida, ma poi il percorso diventa più dolce. Unico aspetto negativo è che la strada si ricongiunge a una pista recentemente realizzata, sulla quale purtroppo salgono jeep, fuoristrada e persino auto normali, disturbando chi desidera vivere la montagna a piedi. Questo modo discutibile di “raggiungere la vetta” meriterebbe una seria riflessione.

Per fortuna esistono ancora molti itinerari selvaggi, tranquilli e privi di traffico: basta allontanarsi un po’ dalla cima.

La montagna è ulteriormente valorizzata dalla presenza di numerose sorgenti: è una zona ricca d’acqua, dove un tempo si coltivavano patate e grano. Di queste attività restano affascinanti testimonianze, come le are o aia, che altro non erano che spazi circolari o ellittici all’aperto, utilizzati nelle aree rurali per le operazioni legate alla battitura e all’essiccazione del grano.

Tra le realtà più meritevoli della zona va citata l’associazione Grotta Briganti e Cacio APS, che promuove con passione i prodotti e le tradizioni locali, valorizzando il territorio attraverso una comunicazione sana e consapevole. È un’associazione nata dalla semplice ma profonda necessità di proteggere e tramandare i valori della terra.

L’idea è tanto semplice quanto preziosa: valorizzare le tradizioni del luogo e trasmettere questo sapere ai giovani. Attraverso il racconto si diffonde non solo la conoscenza, ma anche l’amore e le emozioni che nascono nel rievocare, con passione, il proprio vissuto.

Numerose e varie sono le iniziative organizzate, tutte con un denominatore comune: ricordare, raccontare e festeggiare per non dimenticare. Tra queste, i dibattiti sul mondo dei pastori, che vedono la partecipazione sia di chi vive realmente la montagna, sia di studiosi del settore, dando vita a incontri formativi e autentici.

Oppure le passeggiate botaniche dedicate alla raccolta della Pera Lardara, seguite da degustazioni dei piatti preparati con questo frutto tipico. O ancora, camminate sui prati di montagna alla ricerca della Corla, pianta spontanea e preziosa.

E naturalmente il pezzo forte: il formaggio, il cacio e la comunanza. Gli incontri dedicati permettono di assistere alla lavorazione del formaggio — e, se si è fortunati, anche di gustare della ricotta calda appena fatta, una vera delizia.

Ma non sono solo le tradizioni a essere celebrate: grazie al cielo limpido e spettacolare della montagna, vengono organizzate anche serate di osservazione astronomica, in compagnia di appassionati astrofili ben equipaggiati. Un’occasione unica per ammirare il cielo profondo e godersi la magia del firmamento. Dopo aver vissuto la magia del Cervati, vale la pena scendere a valle per scoprire i borghi che ne custodiscono la memoria e la storia

Nei dintorni della bella montagna si trovano infatti numerosi borghi ricchi di fascino. Uno in particolare merita una sosta: Teggiano, conosciuto come il paese delle 13 Chiese. Il suo centro storico, che sorge su un colle a 637 metri sul livello del mare, è un autentico capolavoro.

Passeggiando tra le viuzze del borgo antico, non si può non notare la pietra che lo adorna e gli conferisce un fascino unico. La pietra di Teggiano è una calcarea estratta localmente, caratterizzata da tonalità che variano dal bianco all’avorio e da una consistenza compatta ma facilmente lavorabile. In passato è stata ampiamente utilizzata per la costruzione dei portali dei palazzi signorili, e ancora oggi la pietra bianca risplende di luce propria nel piccolo centro storico.

Tra gli eventi più suggestivi va segnalata la celebre Festa alla Tavola della Principessa Costanza. In questa occasione,nelle notti estive , Teggiano compie un vero e proprio viaggio nel tempo, rievocando il momento storico in cui il re aragonese attaccò il principe di San Severo e il suo castello, infliggendo una pesante sconfitta.

Storicamente, Teggiano fu scelta dai Sanseverino come baluardo difensivo contro gli invasori del regno e contro i baroni ribelli, grazie alla sua posizione naturalmente protetta. Agli inizi del Quattrocento risale l’antico castello, costruito come roccaforte.

Nel 1480 la principessa Costanza, figlia di Federico da Montefeltro, duca di Urbino, sposò Antonello Sanseverino, principe di Salerno e signore di Diano. Fu proprio quest’ultimo a ordire la famosa Congiura dei Baroni, insieme a molti altri feudatari della zona — una sorta di sommossa fiscale contro il re di Napoli, Federico d’Aragona — conclusasi nel 1487 con un accordo tra le parti.

Il castello era così solido e inespugnabile da resistere per ben tre mesi all’assedio del re di Napoli, Ferdinando d’Aragona, grazie alle sue 25 torri di guardia e alle alte mura difensive che circondavano l’insediamento.

Durante la rievocazione storica, il borgo si anima con un corteo di oltre 500 figuranti, sbandieratori, trombonieri, musici e menestrelli, saltimbanchi e giocolieri, offrendo uno spettacolo straordinario. Un invito, dunque, a ringraziare chi, con semplicità e amore, continua a prendersi cura della terra e delle sue tradizioni, custodendo la memoria di un passato che ancora oggi trasmette emozioni.

Rosita Auriemma

Rosita Auriemma

Viaggiare la appassiona. Scrivere la consola. Le regala allegria e distacco. Simpatizza per gli anarchici e odia le insegne luminose. Inoltre è dalla parte di chi ruba nei supermercati e non di chi li ha costruiti, rubando.View Author posts