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Le Fiabe di Anderson: dentro le liriche dei Jethro Tull

I Jethro Tull non sono una band come le altre. A cavallo tra folk, blues, prog, jazz, elettronica e musica classica, hanno attraversato oltre mezzo secolo di carriera con un’identità tanto sfuggente quanto affascinante. Curious Ruminant, uscito lo scorso marzo, chiude una trilogia che dal 2022 ha segnato il ritorno alle incisioni in studio dopo vent’anni di silenzio.

Ora, grazie al volume “Le Fiabe di Anderson” (Tempesta Editore), il mondo visionario di Ian Anderson trova una nuova e appassionata rilettura a cura di Vincenzo Oliva e Ruggero Menin, con introduzione di Lino Vairetti (storica voce degli Osanna). L’opera alterna una panoramica storico-critica sulla carriera dei Jethro Tull e sul progressive rock a un’immersione nelle liriche, vere “fiabe rock”, di Anderson.

Il cuore pulsante del libro è l’analisi di tre capolavori che hanno segnato la storia della musica contempporaneo: Aqualung (1971), Thick As A Brick (1972) e A Passion Play (1973). Tre dischi molto diversi tra loro, ma uniti dall’ambizione di spingere il linguaggio del rock oltre ogni confine, con testi ricchi di simboli, allegorie e riferimenti colti.

Per Oliva, l’illuminazione arrivò proprio con Thick As A Brick:

“L’ho letteralmente consumato. Capii che c’era qualcosa che andava ben oltre le consuetudini del rock, persino in quegli anni di rock-opere e concept album. È per questo che nel libro ho riservato un posto speciale a quel disco.”

Sulle “fiabe” di Anderson, Oliva aggiunge:

“È un gioco di parole tra Anderson e Andersen, ma le liriche attingono a miti, leggende e personaggi fantastici della tradizione scozzese e irlandese. L’unico parallelo con la nostra tradizione cantautorale, forse, è Branduardi per il sapore medievale di alcune ballate.”

Menin, invece, ha curato soprattutto la sezione storica:

“I Jethro Tull sono la mia band preferita. Questo libro dimostra il loro valore anche dal punto di vista delle liriche, non solo musicale.”

Sui lavori recenti, come RökFlöte o Curious Ruminant, Menin è chiaro:

“Non sono paragonabili agli anni ’70, ma restano album più che dignitosi. Anderson conferma la sua grandezza anche nel costruire un intero disco attorno a miti norreni o a riferimenti biblici.”

“Le Fiabe di Anderson” è un saggio colto ma accessibile, capace di restituire piena dignità letteraria alle liriche di Ian Anderson. Un viaggio tra storia, musica e poesia che ogni amante del rock dovrebbe intraprendere.

Mauro Teti

Mauro Teti

Scrivo di musica perché non potrei farne a meno. Collaboro con Auralcrave, Il Buscadero, Milano Free e ho collaborato con Musica 361. Formatore in ambito Excel avanzato e comunicazione digitale, esploro il mondo musicale con uno sguardo narrativo e culturale, tra storie nascoste, suoni d'autore e significati da (ri)scoprire.View Author posts