Cecilia Larosa è una giovane cantautrice calabrese dal talento brillante e dalla voce limpida. Dopo anni di studio, ricerca e passione, ha inciso “Indelebile”, un brano fresco e autoironico che anticipa l’uscita del suo primo album prevista entro fine anno. A produrlo è Piero Cassano, figura storica della musica italiana e cofondatore dei Matia Bazar. In questa intervista, Cecilia si racconta con semplicità e profondità, tra sogni realizzati, radici forti e un’estate piena di palchi importanti.
Come nasce Indelebile?
“Indelebile” nasce con un sound estivo e un ritmo vivace. Il testo è autoironico e leggero, ma non tradisce ciò che sono: una voce chiara, limpida, e una forte attenzione alla melodia. L’arrangiamento è curato da Edoardo Benevides Costa, in arte Reizon, che ha saputo valorizzare ogni sfumatura del brano.
Lavori con Piero Cassano, una figura storica della musica italiana. Com’è nata questa collaborazione e cosa hai imparato da lui?
L’ho conosciuto prima del Covid, durante un corso per docenti di canto presso l’Accademia Superiore di Canto di Modena, dove lui era uno dei docenti. Da lì è nato un dialogo sincero sul percorso artistico da intraprendere. Piero ha una qualità preziosa: sa riconoscere il potenziale di una persona senza mai soffocarlo. Ti guida, ti ascolta, e sa aspettare i tempi giusti.
Quanto ti senti coinvolta nelle scelte di produzione di Cassano?
Molto. Piero lavora “alla vecchia maniera”: fa fermentare le idee, non forza mai i tempi e cura ogni dettaglio con una dedizione quasi maniacale. Questo approccio mi ha insegnato quanto sia importante rispettare il processo creativo.
In questo caldo agosto aprirai i concerti di Ricchi e Poveri, Tiromancino e Matia Bazar. Cosa provi all’idea di salire su quei palchi?
Provo una grande emozione. Stimo moltissimo tutti questi artisti. I Matia Bazar per me sono una seconda famiglia: ho un bellissimo rapporto con Federico e con tutta la band. Su suo invito ho anche avuto il piacere di duettare con lui, un’esperienza che porterò sempre nel cuore.
C’è un filo rosso che accomuna i tuoi testi?
Sì, anche se i brani dell’album sono musicalmente diversi tra loro, il messaggio che voglio trasmettere è sempre lo stesso: la musica deve tirare fuori il dolore, ma deve anche guarire. Deve essere un abbraccio, un rifugio, una possibilità di rinascita.
Cosa ascolta Cecilia Larosa? Hai artisti di riferimento, italiani o internazionali?
Amo Céline Dion, Whitney Houston, Giorgia, Adele, The Weeknd, Ed Sheeran e i Coldplay. Tra i grandi del passato, ho una predilezione per Chopin e Bach, che ascolto ancora oggi con grande rispetto e ammirazione.
Stai lavorando a un album, vero?
Sì, entro fine anno pubblicherò il mio primo album, che conterrà anche alcuni singoli già usciti. Ci sarà anche un brano con testi in parte in italiano e in parte in calabrese, un omaggio alle mie radici. Amo profondamente la mia terra: anche il video di Quello che ho di te è stato girato tra Briatico e Tropea, due luoghi che porto nel cuore.
Se potessi scegliere un’artista con cui collaborare, anche fuori dal tuo genere, chi sarebbe e perché?
Senza dubbio Giorgia, che per me è un punto di riferimento. E poi Alfa, mi piace sia per il modo in cui scrive, sia per come si presenta artisticamente. Sarebbe bellissimo lavorare con lui.
Un talento da tenere d’occhio
Cecilia Larosa ha le idee chiare, la sensibilità giusta e la passione autentica di chi fa musica per necessità interiore, non per inseguire mode. Con la sua voce limpida e i suoi testi sinceri, sta tracciando un percorso personale che promette emozioni vere. Indelebile è solo l’inizio.