Dopo l’album Sulla strada e una nuova identità artistica, il cantautore torna con Tonight e una visione della musica autentica e condivisa: la nostra intervista a Gianca.
Come e quando è nato Tonight?
È nato una notte di 15 anni fa. In quel periodo collaboravo con Fabio Concato, a lui devo l’inizio del mio percorso musicale. Con lui ho inciso il mio primo singolo, Amico mio. In Tonight ho voluto trasmettere leggerezza: la vita è fatta anche di questo, e credo che la musica debba poterlo raccontare.
Cosa rappresenta per te, a livello personale, questa canzone?
È il brano che chiude il disco, e per me è un inno alla gioia e all’amore. Ho impiegato quindici anni per arrivare a questo lavoro, che mette al centro il linguaggio e l’intenzione. Essere musicista, per me, significa cantare la propria vita condividendola con gli altri. Tonight è proprio questo: la condivisione di un’emozione.
Adesso sei Gianca, non più Giancarlo Di Muoio. Come e perché è avvenuto questo cambiamento?
Ci pensavo da anni. È un nome che mi ha suggerito un’amica giornalista e che ho subito sentito mio. Ovviamente ho chiesto l’ok a mia moglie. Questo nuovo nome segna una fase diversa della mia vita, in cui cerco più leggerezza, e anche la mia musica ne è inevitabilmente influenzata.
Hai nuovi progetti in cantiere?
Prima ancora che musicista, sono musicoterapista. Credo che ogni artista pratichi, in fondo, una forma di autoterapia. Il mio obiettivo è portare questo benessere anche tra i banchi di scuola: in autunno proseguirò i laboratori iniziati nell’ottobre 2024. Ci tengo moltissimo.
È difficile esprimersi con la musica oggi?
Sì, lo è. C’è il rischio costante di adeguarsi a modelli preconfezionati: oggi tutto deve funzionare subito. Le case discografiche una volta davano agli artisti tempo per maturare. Io non ho partecipato a talent show, e questo ha avuto un prezzo in termini di visibilità, ma ho preferito così.
Non concordo con chi dice che mancano i “nuovi Dalla” o “nuovi De André”. Il problema non è la mancanza di talento, ma la mancanza di contesto: oggi mancano le condizioni per far emergere autori che seguano una strada autentica. E per questo facciamo fatica ad avere nuovi Fabi o Bersani.
C’è un artista con cui ti piacerebbe collaborare in questa nuova fase?
Proprio quelli che ho citato: Niccolò Fabi, Samuele Bersani, e aggiungo Brunori Sas, che trovo molto spontaneo nel suo approccio.
Il 5 settembre ricorreranno 15 anni dall’assassinio di Angelo Vassallo, e dopo altrettanto tempo inizia il processo. Tu hai inciso Il Sindaco Pescatore. Cosa rappresenta per te?
Quando è successo, vivevo già a Milano e la notizia mi ha colpito come un pugno: era il sindaco della mia terra. Da allora, porto questa canzone in giro ed è diventata per me una testimonianza. La cosa positiva è che, nel tempo, la percezione della nostra terra sta cambiando: oggi c’è più consapevolezza, più voglia di riscatto. Prima la frase più comune era “si è sempre fatto così”. Oggi qualcosa si muove.
Gianca torna sulle scene con una nuova identità e un messaggio chiaro: la felicità va scelta, coltivata, cantata. E Tonight è solo l’inizio di questo nuovo viaggio.
