La penultima tappa del suo tour, Marra negli stadi, lo ha visto protagonista all’olimpico di Roma; tra power slap intrisi di psicologia, street life e dubbi esistenziali, Marra dimostra di essere il goat.
Lunedì 30 giugno, allo Stadio Olimpico di Roma, è andata in scena la penultima tappa di Marra negli Stadi, il tour con cui Marracash – Fabio Rizzo – ha fatto il punto della situazione.
Per l’artista siciliano si conclude una fase, scandita dalla sua trilogia – Persona (2020), Noi, Loro e gli Altri (2021) e È Finita la Pace (2024) – introspettiva e ad alto tasso psicanalitico, che lo ha consacrato GOAT del rap italiano.
Dischi che hanno ridefinito i confini del genere e fatto il vuoto. Un vuoto riempito dalla consapevolezza di Fabio/Marra, che si è messo a nudo in uno storytelling personale e senza sconti.
Portare in scena uno show del genere è tutt’altro che semplice, ma Marra, suddividendolo in capitoli come un film d’autore, è riuscito a raccontarci la sua – che è anche la nostra – storia: di noi che ci sentiamo sbandati per il solo fatto di desiderare una vita diversa; dei nostri dubbi sull’amore; di chi cerca sé stesso negli angoli più bui, tra dipendenze, sequestri neurali, e la solitudine interiore.
Tutto questo si è snodato lungo trentaquattro brani, per quasi due ore e mezza di musica. Pochi feat (Madame e Mahmood), ma tanta sostanza. E anche una buona dose di spettacolarità: effetti pirotecnici, uno schermo ovale da cui l’occhio dell’IA – con la voce di Matilda De Angelis – dialogava con Marracash, una band dal vivo ed un corpo di ballo. Ma niente di tutto ciò ha offuscato le vere protagoniste dello show: le canzoni.
Nel cantarle Marra è fluviale, unstoppable, come un cestista in piena trance agonistica. Barre su barre, con pochi cedimenti.
L’unica nota stonata? – dove neanche l’autotune avrebbe fatto miracoli – Alcuni inconvenienti tecnici. Ma ci può stare. Parlano le facce dell’Olimpico: estasiate davanti a uno spettacolo del genere. Un pubblico perlopiù giovane, ma presenti anche tanti genitori e over 40, curiosi di vedere da vicino il fenomeno Marra. Un uomo come noi, con le sue moltitudini, i suoi demoni e la speranza in un mondo migliore.
Prima dell’imminente tour autunnale – annunciato poco prima della chiusura dello show – c’è ancora un’occasione per vederlo in uno stadio: il 5 luglio a Messina. Non perdetevelo. Assisterete a una preghiera laica firmata Fabio/Marra: due volti della stessa persona.