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L’esorcismo di Emma Schmidt: il film e la storia vera

Il film è basato sulla storia vera di Emma Schmidt, il cui esorcismo fu eseguito negli anni ’20: tutto quello che c’è da sapere.

Lo scorso 29 maggio è uscito nelle sale cinematografiche italiane, il film horror “L’esorcismo di Emma Schmidt-The Ritual”, tratto dalla storia vera dell’omonima protagonista, notoriamente conosciuta con lo pseudonimo di Anna Ecklund.  Si tratta del caso di possessione demoniaca più documentato della Chiesa cattolica degli Stati Uniti d’America, anche se alcuni elementi rimangono tuttora alquanto dubbi e controversi. 

La storia vera di Emma Schmidt

Sulla vita di Emma Schmidt emergono varie contraddizioni. Alcune fonti evidenziano che la donna nacque a Milwaukee nel marzo del 1882 da una famiglia tedesca praticante cattolica, mentre altre riportano che il suo vero nome fosse Hulda Emma Schimdt,  nata nel luglio del 1882 nel cantone svizzero di Thurgau da una famiglia numerosa (nove figli) che sarebbe poi emigrata nel Wisconsin nel 1884. Le notizie ricavate dagli archivi concordano, comunque, sul fatto che Emma sia morta a Milwaukee il 23 giugno del 1964.

Nel corso della sua adolescenza, la ragazza cominciò a manifestare alcuni segni inquietanti, già abbastanza significativi per chiamare in causa il demonio ed i suoi accoliti, ma comuni anche a patologie psichiatriche, come comportamenti considerati sessualmente devianti, pensieri ossessivi, difficoltà respiratorie a cui si aggiungeva l’avversione per i simboli sacri ed i luoghi di culto. Alcune testimonianze risalenti al 1935, che probabilmente oggi giudicheremmo superstiziose, ritenevano che a causare il presunto caso di possessione di Emma sarebbe stata sua zia Mina, a sua volta accusata di avere una relazione incestuosa con il padre della ragazza. L’uomo, secondo alcune delle persone intervistate, avrebbe maledetto la figlia, con l’aiuto della sorella Mina, in quanto avrebbe rifiutato le sue torbide avances. Al di là degli aspetti fattuali della storia che siano essi soprannaturali oppure religiosi, può darsi che queste testimonianze attestassero, in ogni caso, una situazione di abusi e di degrado in cui era cresciuta la sfortunata ragazza.

Il primo tentativo di esorcismo sembrerebbe risalire al giugno del 1912, su incarico del vescovo Thomas Dunn della giurisdizione di Des Moines. Ma sulla dinamica di questo primo rito si sa davvero molto poco, fino al 1928 quando padre Joseph Steiger si interessò affinchè un ulteriore esorcismo fosse intrapreso presso il convento delle Suore Francescane della cittadina di Earling. E’ probabile che nel 1912 si fosse proceduto soltanto ad un rito di benedizione un po’ rafforzato e che il vero rituale esorcistico si sia svolto soltanto nel 1928, iniziato nel mese di agosto e terminato nel dicembre dello stesso anno. 

Si racconta che, a causa delle manifestazioni di marcata violenza da parte della presunta posseduta, l’esorcismo sia stato suddiviso in tre diverse sessioni, anche perché alcune tra le suore coinvolte nel rituale chiesero di essere trasferite, in quanto non riuscivano a reggere l’impatto emotivo con i fenomeni a cui erano costrette ad assistere. I comportamenti di Emma sembrarono coincidere con quelli tipici di una possessione demoniaca: la donna sibilava come un animale, parlava lingue mai studiate o conosciute prima, levitava senza apparenti appoggi, si arrampicava sugli stipiti delle porte e delle finestre, dimostrando forza ed agilità non umane. Inoltre, le testimonianze riportano che rigettava qualsiasi alimento ingerisse, vomitando misteriosamente anche strani detriti e foglie di tabacco, come ad indicare l’attività di altri personaggi al suo interno. E nel già tragico quadro, si inserivano gonfiori innaturali sul volto e vistose deformazioni dei lineamenti, tanto da farla apparire una persona del tutto diversa.

Coloro che contribuirono a formare la “squadra esorcistica” insieme a Steiger, testimoniarono che durante gli orribili deliri, alla classica domanda posta dal sacerdote (Qual è il tuo nome?), diverse figure di demoni affiorarono nella psiche tormentata della giovane donna. In particolare emersero le figure di suo padre Jacob, di sua zia Mina e quella di Giuda Iscariota, il traditore per eccellenza. Nelle concitate fasi finali, prima che l’esorcista riuscisse ad avere la meglio sulle forze del male, si udì il terribile nome di Belzebù, al quale seguì l’esclamazione omnicomprensiva, considerato il caso specifico, di “Inferno”. La donna avrebbe ripreso coscienza urlando: Gesù mio, Misericordia! Sia lodato Gesù Cristo”.

Sul seguito della vita di Emma non rimangono molte notizie e quelle riportate sono alquante incerte. Secondo alcuni non avrebbe manifestato più alcun sintomo di possessione demoniaca o di disturbo mentale, mentre secondo altri sarebbe stata protagonista di episodi minori, peraltro tutti tenuti sotto controllo e gestiti in maniera agevole. Alcuni esegeti contemporanei ritengono che Emma potesse essere affetta da una gravissima patologia psichiatrica, la cui diagnosi non fu mai chiarita. Anche una parte di esperti religiosi avrebbe messo in dubbio la veridicità soprannaturale della vicenda relativa ad Emma Schmidt, in considerazione soprattutto dell’identità dei demoni che sembravano affiorare più dall’inconscio della donna, cioè suo padre e la zia Mina, piuttosto che provenire dagli abissi dell’inferno, a conferma di quanto già accennato in precedenza a proposito della probabile adolescenza disfunzionale vissuta dalla vittima. La stessa trama del film, che ci apprestiamo a commentare, come ogni pellicola sul tema demoniaco che si rispetti e che pretenda di vantare una certa credibilità in termini di struttura narrativa, gioca molto sulla labile linea di confine tra la presunta possessione diabolica e la malattia psichiatrica, tra la fede e la ragione, tra il male come malattia congenita ed il male come personificazione concreta.

Un giudizio sul film

Il film si ambienta nella compagine più rurale dell’America, lontano dai grandi centri politici, economici e finanziari, sullo sfondo, comunque, degli anni antecedenti la Grande Depressione, mentre in Europa si sviluppavano i pericolosi regimi totalitari, più volte menzionati dai protagonisti. Nella cittadina di Earling, nello Iowa, così come suggerito dalla storia reale, in un convento isolato di suore, si consuma un evento che mette a dura prova l’umana comprensione, sempre in bilico tra la scienza e la fede.

Emma Schimdt, interpretata da un’ottima Abigail Cowen, si presenta come una donna addolorata dal lutto della madre, altro episodio traumatico che rilancia la difficile distinzione tra malattia traumatica ed effettiva possessione demoniaca. Il film indulge su qualche elemento paradigmatico più incisivo rispetto alle notizie disponibili sul caso reale: la donna arriva a sottoporsi all’esorcismo dopo aver consultato numerosi specialisti nel campo della medicina, tutti incapaci di elaborare una diagnosi adeguata ed esauriente sui disturbi inquietanti di cui soffre la povera sventurata. L’ultima spiaggia è rappresentata dalla Chiesa Cattolica, nella persona del vescovo della diocesi a cui appartiene la donna, che sospetta che dietro quelle atroci sofferenti si celi una verità orribile quanto antica, Satana e le forze del male sue diretta emanazione.

Ad essere incaricato del delicatissimo compito è Theophilus Riesinger, interpretato da un inossidabile Al Pacino, che si cala in maniera magistrale nei panni di un trasandato quanto navigato ed esperto frate, all’apparenza innocuo ma animato da una fortissima motivazione spirituale che affonda radici nella passata vita secolare. Accanto al frate, spicca la figura del giovane padre Joseph Steiger, parroco del convento ed uno dei principali testimoni dell’accaduto. E’ proprio Steiger che procederà a documentare le varie fasi del rituale, in modo che gli atti possano formare una cronaca ben strutturata degli eventi. Dopo i primi tentativi, le condizioni di Emma sembrano peggiorare progressivamente e il terrore per la presenza del maligno si insinua tra le mura del convento, attraverso le parole pronunciate dalla presunta posseduta che, rivolgendosi a ciascuno dei presenti in diverse lingue, semina dubbi, discordia e paura. La vittima sembra conoscere i segreti dei due sacerdoti e delle suore, elemento questo che lascia interdetti i religiosi che partecipano al rituale e persuade anche i meno convinti che si possa trattare di vera possessione diabolica e non di malattia psichiatrica. Lo stesso Steiger all’inizio ha molti dubbi sui metodi adoperati da Riesinger, credendo o sperando che la donna soffra soltanto di gravi disturbi psichici. Ma quando la stessa Emma accenna al suicidio del fratello del prete, unitamente al ritrovamento di un suo medaglione su cui è incisa l’effigie di San Giorgio che sconfigge il drago, chiaro simbolo di lotta alle potenze del male, anche le iniziali diffidenze di Steiger crollano e la trama entra nell’abisso di spavento e di terrore, tipico del genere horror satanico di matrice cattolica.

Lo spessore del film, curato dal regista David Midell, che ne ha scritto la sceneggiatura insieme  ad Enrico Natale, consiste soprattutto nel fatto di essere un horror atipico, non cercando di impressionare con l’utilizzo di tanti e confusi effetti speciali, ma di creare un’atmosfera cupa e terrificante molto simile a quella della vicenda reale di riferimento. La mancanza di jumpscare rende l’ambientazione particolarmente tetra e soffocante, come se riflettesse l’anima tormentata di una persona affetta da disturbi psichiatrici, prigioniera di un orrendo incubo individuale che si espande, diventando contagiosamente collettivo. La sceneggiatura priva di trovate clamorose, come accade di frequente in altre pellicole dello stesso genere, non distrae lo spettatore che si trova egli stesso intrappolato in un estenuante incubo . Perciò il complessivo storytelling, proprio per il fatto di non essere condito di elementi tratti dal solito clichè soprannaturale, risulta più realistico e verosimile.  

Il film offre una interessante riflessione sulla fede e sui percorsi individuali dei protagonisti per avvicinarsi ad essa. Per procedere nell’ardua operazione necessaria a liberare Emma dalla possessione demoniaca o dalle sue stesse ossessioni, Riesinger, Steiger e Suor Rose, la madre superiore del convento, devono affrontare i propri fantasmi interiori, trovando la forza necessaria per riuscire a sconfiggere l’oscurità del male in tutte le sue forme. I protagonisti della lotta, come recita lo stesso compendio di regole per l’esorcismo della Chiesa Cattolica, dal titolo De exorcizandis obsessis a Daemonio, dovranno dimostrare volontà ferrea e solidità nella fede, per non consentire al maligno di prevalere con le proprie menzogne che istillano dubbi e zizzania. A ben vedere, la stessa disposizione d’animo si deve tenere anche nel caso si tratti di una più umana patologia psichiatrica, perché le malattie mentali portano l’individuo in alterati stati di coscienza capaci di coinvolgere le persone vicine e di comprometterne inesorabilmente le convinzioni. 

Non spoileriamo il finale che dà una lettura quasi “cristologica” del momento della liberazione della giovane donna, ma nello stesso tempo lascia avvolto nella nebbia il labile confine tra il soprannaturale e l’umana fragilità.

Luigi Angelino

Luigi Angelino

Luigi nasce a Napoli, consegue la maturità classica e la laurea in giurisprudenza, ottiene l’abilitazione all’esercizio della professione forense e due master di secondo livello in diritto internazionale. Dopo un percorso giuridico, consegue anche una laurea magistrale in scienze religiose. Nel 2021 è stato insignito dell’onorificenza di “Cavaliere al merito della Repubblica italiana”. Oltre a numerosi articoli, con Auralcrave ha pubblicato la raccolta di storie “Viaggio nei luoghi più affascinanti d’Europa” ed ha collaborato alla elaborazione del “Sipario strappato”. Negli ultimi anni ha redatto varie raccolte di saggi con la Stamperia del Valentino, tra cui Caccia alle streghe, L’epica cavalleresca, Gesù e Maria Maddalena, Omero e la nascita del mito di Ulisse, Di alcune fiabe e ciò che nascondono, Nel mondo dei sogni, Sulla fine dei tempi (selezionato per Casasanremo writers 2023). Tra i volumi pubblicati con la Cavinato editore international, si segnala il romanzo horror/apocalittico “Le tenebre dell’anima” e la sua versione inglese “The darkness of the soul”; la trilogia thriller- filosofica “La redenzione di Satana”; il saggio teologico-artistico “L’arazzo dell’apocalisse d’Angers”; il racconto dedicato a sua madre “Anna”; le indagini accurate su alcuni misteri dello spazio e del nostro pianeta: “Nel braccio di Orione” e “Magnifici Misteri”. Il suo ultimo lavoro, pubblicato nel 2025, dal titolo “Il cuore e la mente”, rielabora in chiave moderna i più importanti miti greci.View Author posts