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Tom Waits collabora con Rai3, tra i fantasmi di un’America afflitta

Martedì 25 febbraio è andato in onda su Rai3 “Ultima Fermata” reportage presentato da “Il Fattore Umano”, un programma a cura di Raffaella Pusceddu e Luigi Montebello. In questa Last stop ci siamo trovati in alcuni degli stati meridionali degli Usa: Tennessee, Alabama, Mississippi e Louisiana. Non per un tour musicale alla ricerca delle radici del blues, ma per osservare i poveri diavoli odierni. I senza tetto, o gli sfrattati.

Ultima Fermata ci ha condotti in un’America afflitta dal sangue del disumano, lo stesso che fuoriusciva dai raccoglitori di cotone e che ad oggi non accenna a fermarsi. In questa inchiesta realizzata da Luigi Montebello -regista del programma- insieme ad Angelo Loy, Martino Mazzonis e la collaborazione di Davide Rinaldi chi poteva introdurci se non Tom Waits? Detta così sembra facile ed invece no, è bastata la perseveranza della squadra de Il Fattore Umano per spingerlo a recitare alcune sue poesie tratte da Seeds On Hard Ground e a cantarci una manciata di pezzi.  Nei cinquanta minuti di Ultima Fermata vediamo una bandiera americana sempre più sfilacciata; il fantasma di Tom Joad accompagna le persone presenti nel reportage; e Tom Waits che funge da fil rouge con le sue parole preziose in un mondo sempre più arido. Parole cadute sulla pagina bianca come pioggia; allo stesso modo delle persone che riempiono i marciapiedi americani. 

La soglia della povertà si aggira attorno al 20%. Un numero spaventoso che dovrebbe farci riflettere su come potremmo invertire il trend concentrandoci sull’essenziale, sul fattore umano, purtroppo non scevro dal profitto e dall’indifferenza. Quell’american flag che si vede lì, nei primi fotogrammi del programma, sembra voglia domandarci se siamo pronti a sventolare un vessillo più umano, oppure tenerlo lì, tra l’immobilità e la cecità. Ultima Fermata non è un canto Gospel, non è rivolto ad un Dio, ma a noi; una chiamata a cui siamo tenuti a rispondere. Un call and response, come ci suggerisce lo stesso Tom Waits definendo cosa sia una canzone. Una preghiera. E le sue, tra marimbe, una voce talvolta miele, talaltra carta vetrata, sono dei punti di sutura capaci di suppurare l’emorragia di insensibilità.  E dirci semplicemente, Hold On.

Tom Waits - Tom Traubert's Blues (Live 2025)
Dimitri Grego

Dimitri Grego

Dimitri scrive storie di musica su AuralcraveView Author posts