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Parthenope di Sorrentino è un film che parla di Napoli

Su Parthenope Sorrentino ha riferito: “Volevo solo raccontare un’emozione, e basta”. 

Il film parla di Napoli, c’è tutta Napoli, c’è la Napoli di “Ferito a Morte” di Raffaele La Capria e quella de “Il Mare non bagna Napoli” di Anna Maria Ortese, attraversata finalmente in un unico racconto che pacifica le due visioni che si sono contrastate sulla idea di città.

C’è anche una terza Napoli, quella borghese, interpretata splendidamente da Silvio Orlando, con quel piglio intellettuale, netto e pulito, libero ed illuminista, una parte di Napoli che sembra distaccata ed invece le è unita dal dolore. Con la riservatezza che la caratterizza, che mette tenerezza. Ed è questa tenerezza il punto di incontro con la città, insieme al senso di libertà.

In quel “tempo  che passa accanto al dolore”, come dice il cardinale Tesorone, a cui subito dopo subentra in una sequenza scenica la Napoli del professor Marotta, interpretato da Silvio Orlando.

Sorrentino ha raccontato cosa gli ha insegnato Napoli, ciò che rimane nell’inconscio, nella propria intimità e resta la chiave di lettura del mondo e la guida alla nostra vita.

Per esprimerla mostra le immagini nel “suo stile”,  belle, splendide, oniriche. Ma ciò che è dentro di noi lo possiamo esprimere solo così. D’altra parte ciò che la realtà ci persuade ad immaginare,  è per noi la realtà stessa.

Parthenope di Paolo Sorrentino | Trailer Ufficiale

Nel film c’è una parola che ricorre dall’inizio alla fine: antropologia. In questo film il regista mostra l’antropologia di Napoli, che conosce bene perché è anche la sua antropologia, la nostra, anche di chi non è napoletano, perché la città non rifugge mai dal mostrare tutto ciò che è umano, anzi lo codifica e lo ammansisce.

I film di Sorrentino sono d’altra parte antropologici per definizione, sono quell’occhio esterno ed interno che vaga tra come viviamo, chi siamo, quali sono i nostri sogni, le nostre illusioni e delusioni.

La città  interpretata da Parthenope, ci appare libera, senza pregiudizi, in grado di stare vicino all’umanità intera. Una città che non si vende alla ricchezza ma è attratta solo dai sentimenti, perché non riconosce altri valori.

In questo, Sorrentino coglie che Napoli è una città materna, femminile, e l’ha evocata giustamente in una donna, perché è alle donne il destino di tenere il tutto.

Nel film si passa da un iperrealismo cromatico a scene caravaggesche. C’è una dose elevata di sensualità, di corpi. D’altra parte Napoli non è una città che lascia indifferenti, è una città fisica, che ti tocca, che seduce per il suo aspetto carnale, passionale, sensuale e misterioso.

Non mancano nel film anche il senso di chi l’ha dovuta lasciare e forse per questa ragione le porta rancore, ma anche quello è un legame, anche quello è dolore e tenerezza.

Nel film appare una città che e’ accomunata  da un dolore intimo, espresso o inespresso, nascosto o ribelle. Tutti sono orfani di qualcuno o qualcosa.

Parthenope quando è pronta lascia la città, e non ritorna, preferisce portarla con sè come baricentro dei suoi pensieri. Ma ogni volta che torna è sorpresa dalla sua vitalità, il vero  antidoto al dolore. Nella Bellezza vitale che addormenta, come direbbero la Capria e Sandro Penna, contaminata da tanta ricchezza. 

Non mancano infine le battute sorprendenti, dirette e liberatorie, sfacciate  “alla Sorrentino”. Perché la città non ama i piccoli segreti, tipici di una cultura chiusa e piccolo borghese, in lei c’è un segreto più grande che la avvolge, e la sua varietà ne è la testimonianza.

Arturo Sannino

Arturo Sannino

Classe ‘71, ingegnere, poeta, blogger, napoletano. Appassionato lettore di Jung e Carotenuto, ammiratore di Fellini, Totò e Troisi. Ama i Beatles, il Jazz e la musica classica, redige per Auralcrave storie di arte, musica, letteratura e cinema. Collabora con il giornale Il Quotidiano del Sud dove detiene la rubrica settimanale CORAM POP dedicata alla musica. Collabora con la casa editrice Wojtek dove redige recensioni per loro pubblicazioni. Di recente ha pubblicato il libro di musica edito da RP libri. : "Musica tra le righe" e la raccolta di poesie "La città sul mare" edito da Ladolfi. Il suo blog è : arturosanninoblog.it Facebook : Arturo Sannino BLOGView Author posts