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Philip Selway: L’Esteta del Suono

Conosciamo Philip Selway per essere il batterista dei Radiohead, è un artista che ha sempre portato un tocco distintivo al suono della band, ma è nel suo lavoro solista che emerge come un vero “esteta del suono”.

Nel corso della sua carriera solista, Philip Selway ha scelto di allontanarsi dall’energia intensa e dalla complessità ritmica che caratterizzano il lavoro dei Radiohead, per esplorare un territorio più vicino al pop orchestrale e all’ambient. Mentre i suoi compagni Thom Yorke e Jonny Greenwood, con il progetto The Smile, continuano a esplorare un territorio musicale che rimane fedele alle radici sperimentali dei Radiohead, Selway ha intrapreso un viaggio musicale che lo distingue per una ricerca sonora più delicata, intima e profondamente estetica.

Con i suoi dischi da solista Philip si allontana notevolmente dai Radiohead e bussa alla porta del classico british pop che rievoca la calma e la raffinatezza delle colline inglesi. E’ nel suo ultimo album, “Strange Dance” (2023), che la sua visione estetica si manifesta appieno. In questo lavoro, Selway si allontana ulteriormente dalle sue radici di batterista per abbracciare un approccio compositivo più ampio e cinematico.

La batteria viene affidata a Valentina Magaletti, nota per il suo stile versatile e sperimentale. Interessante la scelta della batterista italiana, è un’indicazione del suo desiderio di esplorare nuove direzioni sonore, combinando la sua scrittura intima e riflessiva con le qualità ritmiche innovative che Magaletti porta nel progetto. Notevole !

L’album si distingue per un uso magistrale degli arrangiamenti orchestrali e per la combinazione di elementi elettronici e acustici che creano un ambiente sonoro avvolgente e stratificato. Collaboratori come Hannah Peel, Adrian Utley dei Portishead, Quinta, e Laura Moody hanno arricchito il disco, fornendo tessiture sonore che spaziano dal minimale all’esuberante, sempre con un’inclinazione verso la raffinatezza e la bellezza formale. Brani come “Check For Signs Of Life” e “Picking Up Pieces” dimostrano la capacità di Selway di fondere melodie malinconiche con arrangiamenti evocativi, costruendo un’atmosfera che è tanto sensoriale quanto emotiva.

Philip Selway: Tiny Desk Concert

Descrivere Philip Selway come un “esteta del suono” non è un’esagerazione. Mentre gli altri membri dei Radiohead esplorano progetti che, seppur innovativi, rimangono in parte legati alle loro origini, Selway si distingue per la sua ricerca di una purezza sonora e di una profondità emotiva che vanno oltre il lavoro della band. Nei suoi album solisti, il suono diventa una tela su cui dipingere emozioni sottili e paesaggi sonori meditativi.

Con “Strange Dance”, Selway conferma la sua posizione come un artista che ha scelto di andare controcorrente, perseguendo una visione artistica che combina melodia, atmosfera e un senso di spazio sonoro. È un percorso che si distingue non solo all’interno della storia dei Radiohead, ma anche nella più ampia scena musicale contemporanea.

Bruno Scaramozzino

Bruno Scaramozzino