Lorelei, la ballata degli Scorpions che sa di tempi andati

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C’è un tempo in una vita in cui capiti in una strega. Capelli corvini e movenze mistiche. Fianchi che si dimenano al fuoco.

Accade che ti leghi con cinghie di promesse e sorrisi sospirati nella coltre dei misteri.

E così gli Scorpions narrano di un inganno d’amore, un inganno rivestito di sesso e poesia che odora di passione e di fiati che si scontrano.

Puoi accettare la sfida della tempesta nell’oceano, salperai impaurito dalla crudeltà del mare. E mentre la chitarra geme contrita nelle note di dolore e si appoggia sulla batteria che macina il tempo, Lorelei ti sta sbranando il cuore.

Lorelei, serena dalla chioma di medusa, la mia nave è salpata.
Che folle a credere nelle tue promesse.
Una parte di me è morta negli abissi.
Ma almeno, è lontana da te.

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Tratto da Sting in the Tail, la ballad Lorelei esce nel 2010 insieme al diciassettesimo album della band Scorpions. Di ormai decennale esperienza la band conquista il disco di Platino nella madre patria Germania e in Russia. Esce nel nuovo millennio ma ha tutto il sapore degli anni ’80 il brano romantico che Shenker regala prima del suo addio, la chitarra e il suo riff d’assalto, elastico lasciano spazio alla voce di Klaus Meine che decide di mettere il bel canto al servizio dell’hard rock.

Un ritorno al passato dunque per il loro ultimo album di inediti prima di un ritiro dalle scene che segnerà un solco nell’heavy metal europeo: quello che segnò il “prima degli Scorpions” e il “dopo gli Scorpions”.