American Pie: il significato nascosto di una canzone emblematica

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La versione originale del brano ha svettato nelle più importanti classifiche del mondo (cosa per altro insolita per un brano che dura quasi nove minuti). Soprattutto negli Stati Uniti, questo pezzo ha raggiunto una tale popolarità da essere stato proposto come patrimonio dell’umanità. Non si contano le cover, tra le quali spicca quella realizzata da Luisa Veronica Ciccone, meglio conosciuta come Madonna.

Sto parlando di American Pie di Don McLean.

Il suo testo è l’elemento forte al di là della melodia orecchiabile.

Un testo, però, di difficile interpretazione, tanto che non esiste ad oggi un punto di vista “ufficiale”, o comunque univoco sul suo significato. Più volte interpellato per chiarimenti, Don McLean si è sempre rifiutato di dare spiegazioni, dicendo che di interpretazioni ce ne sono talmente tante che non si vede la necessita di fornirne in più.

Io invece ho voluto investigare il testo per fornirvi il mio pensiero.

Partiamo intanto dal titolo, che all’apparenza non ha alcun senso e invece…

American pie si potrebbe tradurre come “dolce americano”. È vero che il testo recita miss America pie, il che potrebbe far pensare che si tratti di una persona. Eppure pie è scritto in minuscolo. L’interpretazione che segue “il dolce americano” dunque regge.

Ma perché miss?

La figura femminile è intesa come simbolo americano. Infatti, i padri fondatori adottarono molte tradizioni degli indiani che vedevano la nascita del Nord America dovuta proprio alla discesa di una donna, dal cielo. Il riferimento femminile nel testo serve pertanto a ribadire certe radici: Don McLean vuole denunciare così l’allontanamento dai valori, dalla storia.

Il ritornello, non a caso, recita “bye bye American Pie”, ovvero “addio sogno americano”. Don McLean ha cominciato a scrivere il testo subito dopo un incidente storico avvenuto negli anni 50.

A long, long time ago
I can still remember how that music used to make me smile
And I knew if I had my chance that I could make those people dance
And maybe they’d be happy for a while

But February made me shiver
With every paper I’d deliver
Bad news on the doorstep
I couldn’t take one more step

I can’t remember if I cried
When I read about his widowed bride
But something touched me deep inside
The day the music died

So bye-bye, Miss American Pie
Drove my Chevy to the levee, but the levee was dry
And them good old boys were drinkin’ whiskey and rye
Singin’ “This’ll be the day that I die
This’ll be the day that I die”

 Tanto tanto tempo fa
Ricordo ancora come quella musica mi facesse sorridere
E sapevo che se avessi avuto la mia occasione avrei fatto ballare quella gente
E forse sarebbero stati felici per un pò

 Ma Febbraio mi diede i brividi
Ogni giornale che consegnavo
Lasciava brutte notizie davanti alla porta
Non riuscivo più ad andare avanti

Non ricordo se piangevo
Quando ho letto della sua sposa, ora vedova
Ma qualcosa mi ha toccato nel profondo
Il giorno in cui la musica morì

Quindi addio, addio dolce americano
Spinsi la mia Chevrolet fino all’argine, ma l’argine era secco
E vecchi amici bevevano wiskey di segale
Cantando che quel giorno sarei morta

Cos’erano quegli anni per il cantautore e per molti giovani americani?

La seconda guerra mondiale era finita, la guerra fredda ancora non aveva raggiunto la tensione “reganiana”, l’economia viveva una crescita che sembrava inarrestabile, l’eroina e la cocaina dovevano ancora invadere le città americane, e cominciava l’epoca della liberazione della donna e della liberazione sessuale. Un mondo semplice e idilliaco, ed anche ingenuo. Tutti sembravano felici e spensierati e persino i testi delle canzoni erano “idioti”, dovevano solo comunicare allegria e voglia di vivere. Questo era quello che faceva Buddy Holly.

Quando morì il 3 febbraio 1959 precipitando con l’aereo non solo per molti fu la fine della musica, “the day the music die”, ma per Don rappresentò la fine dei sogni da ragazzo. Un po’ come quando un bambino scopre che non esiste babbo Natale. Tutto quel mondo, che Buddy da icona del rock rappresentava, si dissolse in un attimo.

Don si mise a osservare il mondo che andava comunque avanti, con nuovi artisti e nuovi fenomeni musicali che da quel tragico 1959 al 1972, anno di pubblicazione della canzone, iniziarono ad emergere (i riferimenti nel testo sono molteplici da Janis Joplin ai Beatles fino a Bod Dylan). Il sogno ormai era, però, svanito. Quando scopri che Babbo Natale non esiste anche se continui a ricevere i regali sai di aver perso per sempre qualcosa.

Tutto il testo viaggia attraverso questo contrasto: da un lato la gioia di veder nascere nuove star ma dall’altro l’ossessivo ripetersi del ritornello “bye bye miss American pie”, ovvero, nulla sarà più come prima.

L’interpretazione più probabile è che attraverso quel testo Don McLean esprimesse il senso di un mondo che è cambiato, con frammenti di qualcosa di bello che sono andati irrimediabilmente perduti. Ciò riguarda ovviamente l’America nella sua interezza, ma nello specifico anche il mondo musicale che per lui rappresentava la prospettiva più intima.