Donna Summer: la regina della Disco che aprì le porte al futuro

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“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni.”

Eleanor Roosevelt

LaDonna Adrian Gaines aveva sempre cantato. Fin da piccola allietava i presenti durante le funzioni in chiesa, esibendosi nel coro e iniziando a sognare un futuro come cantante affermata. Grazie alle sue doti vocali iniziò presto a lavorare nelle sale di registrazione come corista, ma proprio mentre iniziava a sentire il sogno sfiorire le capitò l’occasione di partecipare alla tournée di Hair e di debuttare nella versione tedesca del celebre musical.

Proprio durante una tappa a Monaco di Baviera nel 1974 fu notata durante una sessione di registrazione da Pete Bellotte, braccio destro di Giorgio Moroder, colui che la aiutò a dare finalmente una svolta alla propria carriera. Moroder era un giovane produttore italiano che alla fine degli anni sessanta si era stabilito a Berlino. In Germania aveva aperto un proprio studio di registrazione ed esattamente lì incontrò LaDonna, quando la carriera di Donna Summer, colei che sarebbe diventata la Queen Of Disco, non era che un’ipotesi.

La collaborazione tra i due portò l’ex turnista a diventare in una manciata di album l’assoluta protagonista della scena Disco: tutto questo avvenne soprattutto grazie all’infinita rassegna di orgasmi che era Love To Love You Baby, vero trampolino di lancio per la cantante, che le portò l’agognata celebrità e anche qualche problema.

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Dopo un’esibizione in Italia, in cui cantò il brano che l’aveva lanciata, la Summer venne inseguita da un gruppo di facinorosi spettatori e costretta a rifugiarsi in una roulotte, che venne scossa dalla folla fino a che le forze dell’ordine non decisero che poteva bastare. La musicista rimase talmente traumatizzata dall’accaduto che per lungo tempo evitò accuratamente di cantare in pubblico: la fama e i troppi sospiri sexy (Love To Love You Baby ne vantava ben ventidue) potevano portare purtroppo anche a questi spiacevoli incidenti.

Seguirono altri album a confermare la bontà della coppia artistica, che si concentrò su dischi in grado di arrivare in vetta in tutto il mondo ed in cui la voce di Donna veniva plasmata e guidata dal genio di Moroder attraverso suoni sempre più sperimentali. Poi, all’inizio dell’estate 1977, la Summer pubblicò I Remember Yesterday.

L’impostazione concept con cui venne realizzato l’album, nonostante non fosse una novità per l’artista e il suo produttore (il precedente Four Seasons To Love attraversava musicalmente le quattro stagioni), mise in risalto lo sviluppo musicale cui voleva giungere Moroder. I Remember Yesterday (in origine intitolato A Dance To The Music Of Time) partiva dallo swing della title track di chiara ambientazione anni ‘40 e passava di brano in brano attraverso i vari decenni e stili musicali che avevano caratterizzato la pop music americana.

L’approdo finale dell’album era I Feel Love, che aveva la missione di immaginare la musica del futuro. Il brano fondeva la techno alla disco music, sconquassando l’ascoltatore con la linea di basso e i riverberi del sintetizzatore. Le loro pulsazioni ipnotiche, crearono un beat incredibilmente affascinante: la melodia veniva dopo ed infatti venne concepita in un secondo momento rispetto al resto.

L’uso massiccio di sintetizzatori era una pratica ancora poco comune nel 1977 e I Feel Love, dall’alto del suo clamoroso successo (numero uno praticamente ovunque), spalancò le porte all’uso dell’elettronica. L’influenza che la canzone ebbe sugli altri musicisti ha permesso l’evoluzione della musica pop e dance nei decenni successivi.

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La critica si dovette piegare e riconoscere l’importanza del pezzo (e del disco), tanto che si arrivò a paragonare il lavoro di produzione di Moroder a quello effettuato dai Kraftwerk con Trans-Europe Express. Per tutti coloro che si mostravano comunque scettici e che manifestavano dubbi sull’effettiva capacità della Disco Music di andare oltre il semplice singolo da ballare, emerse in aiuto il giudizio definitivo di Brian Eno.

Il produttore entrò con I Remember Yesterday sottobraccio negli Hansa Studio di Berlino, dove stava realizzando la stupenda Trilogia berlinese assieme a David Bowie e costrinse il Duca Bianco ad ascoltare quello che gli presentò come “il suono del futuro”.

I Feel Love oscurò la bontà degli altri pezzi dell’album, sorprendendo lo stesso Moroder per l’enorme impatto del brano, soprattutto perché si basava completamente sull’assenza dell’orchestra, vero marchio di fabbrica della Disco Music. La drum machine imperante, una linea di basso incessante e soprattutto degli interventi vocali molto rarefatti erano il nuovo corso, che scavalcava quello che fino a quel momento era stata la Disco Music. 

Il successo di I Feel Love proiettò la Disco oltre i suoi confini: tutta la ridondanza degli arrangiamenti sontuosi a cui si era abituati venne sconvolta dal minimalismo che avvolgeva I Feel Love. Moroder immaginò che la musica dovesse passare soprattutto attraverso i sintetizzatori e non basarsi solamente sulla strumentazione tradizionale: I Feel Love divenne così il prototipo di qualcosa di nuovo, che ebbe come discendenza l’house music.

Senza il carisma e il talento della Summer, Moroder difficilmente sarebbe riuscito a concretizzare e rendere viva questa visione, ottenendo una canzone che, a distanza di decenni, appare ancora oggi non aver terminato il suo viaggio verso il futuro.

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