L’impareggiabile bellezza di Nonsuch degli XTC

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Catapultiamoci in un mondo parallelo dove Lennon è ancora in vita e i Beatles proseguono a comporre musica insieme; un mondo dove i Beach Boys hanno ancora la vena creativa capace di comporre le loro caratteristiche armonizzazioni vocali… ecco, in questo universo ascolteremmo note molto simili a quelle contenute nell’album capolavoro Nonsuch dei XTC.

Partridge e Moulding, anime degli XTC, sono stati capaci di scrivere una musica raffinata che ammalia e sorprende per le improvvise svolte melodiche e armoniche. Sarà un caso che gli XTC sono stati fonte di ispirazione nonché di ammirazione per i Blur, i Rem e gli Smashing Pumpkins?

Ogni canzone è un universo di colori musicali, un labirinto in cui ci si deve necessariamente muovere indossando cuffie adeguate o comunque ascoltando a volumi che ne rivelino la complessità armonica e timbrica per cogliere tutti i profumi e per vederne i diversi colori. Ogni brano, ad ogni ascolto, vi entrerà sottopelle e vi richiamerà ogni volta che sentirete quel “solletico” che ci fa nascere il bisogno di immergerci in qualcosa di bello.

Basta la copertina, sofisticatissima, a capire che siamo davanti a qualcosa di unico come suggerisce il termine che identifica l’album: Nonsuch. Il disegno eseguito parte sulla custodia trasparente e parte sul libretto interno di un bel rosso fuoco riproduce  il Nonsuch Palace nel Surrey, un palazzo reale di stile Tudor fatto costruire da Enrico VIII. Se non bastasse questa raffinatezza artistica, per ogni brano sono riportati gli esecutori addirittura in ordine di apparizione su ogni traccia.

La produzione è affidata nientedimeno che a Gus Dudgeon, figura storica del rock inglese soprattutto per i suoi contributi al British-Blues. La registrazione è digitale ma molto, molto calda e piacevole, curatissima in ogni particolare con delle basse frequenze profonde e potenti. Partridge, da talentuoso artista, coglie ogni particolare della vita quotidiana per lasciarsi ispirare. Basta una passeggiata con il suo cane in un parco per scrivere, ad esempio, Huimble daisy che sintetizza perfettamente quel mondo parallelo che vi ho descritto all’inizio dell’articolo.

“Camminando ogni giorno intorno a ‘The Lawns’, un parco a Swindon, io e il mio cane abbiamo notato continuamente quanto fossero belle (e sottovalutate) le margherite.”

Che altro dire se non buon ascolto?

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Qui in una rara versione demo live

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