You can’t kill me, I’m already dead: Hank Von Hell è volato verso l’oscurità

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A dare l’annuncio della prematura dipartita avvenuta lo scorso 19 novembre di Hank Von Hell, all’anagrafe Hans-Erik Dyvik Husby, storica ex-voce e frontman leggendario dei Turbonegro sono le sue pagine social. Non è nota la causa del decesso. A distanza di una settimana dalla scomparsa del musicista quarantanovenne non sono stati comunicati ulteriori dettagli sull’accaduto si sa soltanto che Hank è stato ritrovato privo di vita allo Slottsparken, un parco pubblico in centro a Oslo. Il suo manager Boye Nythu in questi giorni ha smentito le voci secondo le quali il cantante si sarebbe tolto la vita.

Gli ex compagni dei Turbonegro, band in cui Hank Von Hell ha militato dal 1993 al 2010, lo hanno omaggiato pubblicamente ricordando un amico, un collega, un artista, insomma una bella persona. “Siamo grati per i tempi, i momenti e la magia che abbiamo condiviso insieme. Hank era un frontman carismatico che incanalava umorismo e vulnerabilità allo stesso tempo. Era un uomo caloroso, con un grande cuore. Amava conversare con chiunque. Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo creato insieme la musica, i personaggi, il nostro intero universo i Turbonegro. Hank rimarrà una figura iconica della storia del rock norvegese, della cultura popolare ma anche della comunità rock’n’roll internazionale”.

Hank amava la folla e i riflettori. Il suo regno era il palcoscenico. Era impossibile non divertirsi ad un concerto dei Turbonegro. L’ironia, il look eccentrico, le performance ambigue di Hank erano solo alcune delle caratteristiche peculiari dello show. Una miscela di rock ‘n‘ roll irresistibile.

Non è tutto oro quel che luccica infatti anche per Hank Von Hell i tempi bui non mancarono. La dipendenza da eroina è stata una scimmia sulla schiena che ha decisamente messo in ginocchio il musicista norvegese nel corso della sua carriera. Nonostante la riabilitazione, gli alti e bassi nella sfera privata, alcune defezioni i Turbonegro non riuscirono a tornare in piedi risucchiati in una spirale complessa a causa dei problemi del cantante. Nel 2010 il leader lasciò definitivamente il gruppo. È stato un momento devastante un po’ per tutti.

Quando Hank Von Hell tornò nel 2018 con un progetto solista tutti stentarono a credirci. Eppure era tutto vero. L’album intitolato Egomania fu pubblicato il 2 novembre per la Sony Music Entertainment/Century Media Records in tutto il mondo. Le canzoni di “Egomania” si rivelarono subito contagiose. Il disco prese d’assalto le classifiche scandinave e il primo tour andò completamente sold out.

A distanza di due anni Hank propose un secondo lavoro: Dead che rappresentava la sua parte più oscura. Il suo obiettivo in questo nuovo percorso era quello di trasformare i periodi più tormentati della sua vita in musica. Era piuttosto bravo in questo.

Ad Conteram Incantatores  è il primo brano estratto da Dead. All’inizio della canzone si sentono grida di cornacchie e proprio allo scadere del primo minuto, si sente una voce intensa che esclama: “You can’t kill me I’m already Dead”. Oggi ascoltare questo pezzo fa tutto un altro effetto.

C’è chi non farà mai pace con quanto è accaduto – alcuni fan conserveranno avidamente la propria copia di Party Animal del 2005, pezzi quali All My Friends Are Dead, City Of Satan, Babylon Forever… sono intramontabili – chiedendosi ripetutamente cosa sia realmente successo ad Hank in quella gelida giornata di novembre. Il viaggio oscuro di Hank Von Hell è davvero giunto al termine. Il fuoco e le fiamme si sono calmati. Ora c’è solo buio.

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