La Gioia Fa Parecchio Rumore: un romanzo sportivo “popolare”

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Qualora non l’aveste fatto, c’è un romanzo sportivo che merita una menzione speciale, se non altro per aver riqualificato un aggettivo, la cui accezione più nobile, molto spesso è stata trascurata.
Popolare.

La Gioia fa parecchio rumore di Sandro Bonvissuto è un affresco di questo genere; racconta la storia di un ragazzino -il protagonista non ha un vero e proprio nome- alle prese con l’amore per la sua squadra del cuore. Nel caso dell’autore e del protagonista del libro, edito da Einaudi, l’As Roma. Siamo a Roma, sul finire degli anni 70. La pay tv non esisteva e la partita di calcio si poteva vedere allo stadio, o attraverso quella porta spazio temporale capace di portarti lì, senza muoverti di un metro dalla poltrona di casa e vederla con le “orecchie”: la radio.

Una vera e propria magia, come l’amore e l’innamoramento, raccontato dall’autore sotto gli occhi di un ragazzino, coinvolto dalla sua famiglia in questa passione “folle”, esagerata e meravigliosa qual è il tifo.

Ma come dicevo all’inizio, c’è anche tanto sentimento popolare ed una famiglia unita, non solo dalla fede calcistica, ma dall’appartenenza di un nucleo familiare forgiato da sacrifici, risate e tanto amore. L’amore è protagonista di questo libro autentico, dove ogni parola profuma di strada, di panini alla frittata, e di quei pulmini “scalcinati” che ti portavano non in gita, ma allo stadio.

Era la Roma di Falcao: mai nominato esplicitamente nel libro. Non c’è n’è bisogno. I nomi avrebbero posto l’accento sui calciatori, e di conseguenza svilito il racconto.

Come detto dallo stesso autore, La Gioia fa parecchio rumore parla di calcio solo al 40%. C’è molto altro.
In Barabba, che vive in una roulotte nello stesso quartiere del “ragazzino” c’è il “diverso” e una condizione differente: è solo e ai margini della società.

Il bimbo invece è cresciuto in un ambiente pieno di amore, non solo per quella As Roma che, come una donna ci fa soffrire le pene dell’inferno, ma per la famiglia: semplice, anche se la semplicità è tutt’altro che leggera.

“Si mangia quello che c’è”, “la scorsa domenica la Roma ha vinto, non cambiate i posti”, e tante altre frasi in cui ci si può riconoscere, soprattutto se si è cresciuti in un ambiente semplice, anzi, popolare.

Perché dovreste leggere La gioia fa parecchio rumore? Per riscoprire, semmai ce ne fosse bisogno, anzi, c’è n’è bisogno eccome, la bellezza di un aggettivo come popolare.

Sandro Bonvissuto proviene dalla “strada”, non è uno scrittore “nato con la camicia”. Se l’è dovuta cucire da se, procurandosi una stoffa che resistesse alle intemperie della vita. Che poi, a pensarci bene, oltre ad essere la madre di ogni storia letteraria, è la madre di ogni cosa.

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