The Eyeball Killer: la terrificante storia del collezionista di occhi

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Siamo agli inizi degli anni ’90 quando una serie di omicidi getta nel panico la zona di Dallas. Un serial killer inizia a prendere di mira le donne di strada, dimostrando una strana ossessione per i bulbi oculari. Una conseguente indagine porterà all’individuazione di un uomo dal passato piuttosto particolare e turbolento.

Gli omicidi

13 Dicembre 1990. Il corpo senza vita di una donna viene rinvenuto nell’area di South Dallas. La vittima giace supina, con indosso soltanto un reggiseno e una maglietta, tirati fin sopra al seno. È stata uccisa con un colpo di pistola Calibro .44 alla nuca. Successivamente viene identificata. Si tratta di Mary Pratt, 33 anni, prostituta della zona di Oak Cliff. Gli investigatori concludono che il delitto si sia consumato in un luogo diverso da quello del ritrovamento.

L’autopsia del cadavere svelerà uno scenario ulteriormente macabro. I bulbi oculari della donna sono stati rimossi, con una precisione tale da non lasciare nessun segno sulle palpebre. Un particolare decisamente insolito, che rivela una matrice perversa dell’omicidio. L’assassino ha sicuramente una grande manualità e accuratezza, dato che con le palpebre chiuse non era visibile nessuna traccia che lasciasse prevedere che gli occhi erano stati asportati.

Passeranno poche settimane prima che un’altra spaventosa scoperta si affacci davanti agli inquirenti e alla popolazione.

10 Febbraio 1991. Lungo la stessa strada dove era stato trovato il primo corpo viene individuata un’altra donna senza vita. Seminuda e uccisa da tre colpi di arma da fuoco: uno alla testa, uno al petto e uno alla schiena. La vittima è Susan Peterson, prostituta di 27 anni. Anche in questo caso i bulbi oculari sono stati asportati con una precisione chirurgica.

La Polizia a questo punto ha la certezza di avere a che fare con un assassino seriale. Un soggetto folle e deviato, con una firma omicida decisamente insolita e che non ha intenzione di fermarsi. Gli agenti cercano di risalire al colpevole indagando sui frequentatori abituali di prostitute della zona. Purtroppo però il maniaco riuscirà a colpire ancora.

Passa poco più di un mese quando il 19 Marzo 1991, nella zona di Oak Cliff, viene scoperto il terzo cadavere. Shirley Williams, uccisa con due colpi di pistola, in faccia e sulla testa. Ha lividi sul volto e il suo naso è stato rotto. I bulbi oculari sono mancanti, tratto distintivo del killer che anche stavolta ha eseguito l’enucleazione post-mortem.

L’indagine

Nel giro di quattro mesi sono state uccise tre persone. L’omicida è un soggetto freddo e astuto, che sembra non avere nessuna intenzione di fermarsi. Gli inquirenti decidono a questo punto di rianalizzare tutte le testimonianze ricevute fino a quel momento, nel tentativo di cercare qualche indizio che inizialmente non era stato preso molto in considerazione. Effettivamente qualcosa di interessante esce fuori.

Dopo l’omicidio di Mary Pratt, una prostituta di nome Veronica Rodriguez aveva rilasciato delle dichiarazioni agli agenti, affermando di essere stata abbordata da un uomo che l’aveva fatta salire sul suo camion per poi stuprarla e in seguito aveva tentato di ucciderla, ma la donna era riuscita a scappare.

Inizialmente gli ufficiali non credettero al suo racconto. Due giorni dopo videro la stessa Rodriguez a bordo di un camion, insieme a un signore di mezza età. Gli agenti fermarono il veicolo e il guidatore espose i documenti. Si chiamava Axton Schindler e risiedeva al 1035 di Eldorado. La passeggera tranquillizzò la Polizia, dichiarando che quell’uomo era una brava persona e che l’aveva salvata dall’assalto che aveva subito due giorni prima.

La storia di quell’aggressione sembra avere delle caratteristiche in comune con quello che un’altra prostituta, Brenda White, riferirà agli inquirenti in seguito al terzo omicidio.

La donna era salita sul veicolo di un cliente con i capelli sale e pepe. Il soggetto voleva portarla in una zona diversa rispetto ai motel in cui erano solite prestare i loro servizi, ma Brenda si rifiutò. Il conducente iniziò quindi ad alterarsi, minacciando di uccidere lei e tutte le donne di strada. La testimone riuscì ad aprire la portiera e a fuggire.

Questa deposizione era troppo simile alla precedente fornita da Veronica Rodriguez per non pensare a una connessione. Gli inquirenti decisero di verificare l’indirizzo che il guidatore fermato pochi mesi prima gli aveva fornito, 1035 Eldorado. Scoprirono così che quell’edificio apparteneva a Fred Albright, un uomo ormai deceduto.

Il cognome Albright però non era nuovo, in quanto un’altra testimonianza ricevuta dagli ispettori faceva riferimento a un soggetto di nome Charles Albright, un uomo apparentemente gentile ma con una insolita fissazione per gli occhi e che possedeva in casa delle lame per coltelli di precisione. Un’ulteriore ricerca portò a scoprire che Charles viveva al 1035 di Eldorado.

La foto del cinquantasettenne venne mostrata a entrambe le donne che scapparono dall’agguato, ed entrambe lo riconobbero come il loro assalitore. Il 22 Marzo 1991 l’individuo venne arrestato.

Charles Albright

Nato il 10 Agosto 1933 ad Amarillo, Texas, a tre settimane di età viene adottato da Delle e Fred Albright. La madre adottiva ebbe un ruolo importante nella crescita del bambino, adottando un atteggiamento severo e iperprotettivo. Delle era una donna molto attenta alla pulizia e all’igiene personale e cercò di educare Charles allo stesso modo. Un giorno lo portò a un ospedale per mostrargli i pazienti affetti da poliomielite e gli disse che se avesse toccato le feci degli animali avrebbe contratto la stessa malattia.

Nelle notti in cui Charles non riusciva a prendere sonno la madre era solita legarlo al letto. Stessa sorte gli sarebbe toccata se non avesse bevuto la sua dose quotidiana di latte. La donna lo iscrive anche a un corso di tassidermia, un’attività a cui Charles si interesserà molto. Durante lo svolgimento degli esercizi il ragazzo dimostrerà una passione in particolare : gli occhi. Una parte del corpo che sembra attrarlo in maniera morbosa.

A scuola Charles è un alunno intelligente e brillante, tuttavia dimostra una certa riluttanza alle regole adottando spesso comportamenti sopra le righe. Il suo temperamento diventerà sempre più ribelle, tanto che a 16 anni viene arrestato per aver rubato delle pistole e passerà un anno in prigione.

Una volta uscito di galera si iscrive all’Arkansas State College, dove studia medicina, prima di essere espulso per aver sottratto degli oggetti dalla scuola. Nonostante non abbia completato gli studi, troverà il modo per falsificare la laurea. Verrà arrestato una seconda volta per aver rubato del denaro da un negozio, spendendo altri sei mesi in carcere.

Charles si sposò con la sua fidanzata del college e i due ebbero anche una figlia. La coppia in seguito divorziò.

Albright svolge numerosi lavori durante l’arco della sua vita, tra cui parrucchiere, carpentiere, produttore di cappelli da baseball e perfino torero. Nel 1981 si renderà protagonista di un fatto molto grave. Mentre era ospite a casa di amici, molestò sessualmente la loro figlia, di 9 anni. Venne processato e si dichiarò colpevole. Riuscì comunque a evitare la galera, venendo messo in libertà vigilata.

Nel 1985 iniziò una relazione con una donna di nome Dixie Austin, che andò a vivere insieme a lui.

L’intera vita di Charles Albright è stata costellata da rapporti più o meno stabili, lavori saltuari e criminalità. La sua personalità è un mix di elementi contrastanti, in quanto appariva agli occhi della comunità come un uomo tranquillo e generoso, dall’aspetto innocuo e sempre pronto a dare una mano al prossimo. Allo stesso tempo però conduceva una vita parallela fatta di delinquenza e reati di vario genere. In mezzo a tutto ciò una singolare attrazione per i bulbi oculari che lo ha accompagnato durante la sua esistenza.

Il verdetto

Gli elementi raccolti a carico di Albright erano perlopiù di natura indiziaria. La sua abitazione venne perquisita e portò alla luce una serie di lame di precisione, oltre che il possesso di numerose armi da fuoco. Nessuna pistola però corrispondeva a quella utilizzata dal serial killer. L’uomo si dichiarò innocente e negò qualsiasi coinvolgimento nella faccenda.

L’accusa decise di giocare le sue carte basandosi sulle analisi delle scene del crimine. Sui corpi delle vittime erano infatti presenti dei capelli che risultavano simili a quelli di Charles. Altri capelli raccolti sul suo veicolo erano somiglianti a quelli delle vittime.

Infine gli investigatori riuscirono a ritrovare i vestiti appartenenti all’ultima vittima, Shirley Williams. Sugli abiti erano presenti sempre dei capelli che anche in questo caso erano conformi a quelli del sospettato.

Il 19 Dicembre 1991 la giuria emise la sentenza, dichiarando Charles Albright colpevole per l’omicidio di Shirley Williams e condannandolo all’ergastolo.

Dal carcere continuò a proclamare la sua innocenza fino al 22 Agosto 2020. Quel giorno, all’età di 87 anni, muore in prigione.

La condanna di Albright ha convinto molti ma allo stesso tempo alcuni sono rimasti dubbiosi sulla sua effettiva colpevolezza. E’ vero che le evidenze contro di lui non erano granitiche e che non sono stati trovati elementi incontrovertibili. Tuttavia le analisi forensi hanno restituito un risultato che, pur non essendo definitivo, puntava fortemente il dito verso di lui. Se a questo aggiungiamo le testimonianze rese all’epoca dei fatti e la storia personale dell’imputato, possiamo dedurre che con molte probabilità è stato assicurato alla giustizia il vero responsabile di quei delitti.

Gli omicidi compiuti da quello che verrà soprannominato “The eyeball killer” restano ad oggi tra i più singolari e disturbanti della cronaca nera. Fatti di sangue prodotti dalla perversione di una mente degenerata , che ha lasciato dietro di sé la vita di tre persone.

Fonti

medium.com – The Texas Eyeball Killer: Perfect Gentleman or Psychotic Murderer?
criminalminds.fandom.com – The Eyeball Killer
texasmonthly.com – See No Evil

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