Addio a Charlie Watts, batterista e motore dei Rolling Stones

Posted by

Charlie Watts pareva che fosse costantemente fuori tempo. Invece con il suo timing unico, figlio del swing e del jazz, era sempre sul tempo e sul pezzo. Il 24 Agosto 2021, dopo 80 anni di vita e un’operazione cardiaca di emergenza, il suo cuore ha cessato di battere definitivamente.

Nelle scorse settimane, l’ultimo membro ad unirsi in ordine di tempo agli Stones, aveva annunciato di doversi riposare. “Per una volta sono andato fuori tempo”, così scrisse nel comunicato stampa che annunciava il suo riposo forzato, poco prima dell’inizio del No Filter tour, la serie americana di concerti degli Stones.

Aveva voluto che a sostituirlo ci fosse Steve Jordan, batterista americano già al servizio di Keith Richards e decisamente non l’ultimo arrivato. Non avrebbe sopportato un altro annullamento di un tour: per il rispetto dei fan e dei suoi compagni di una vita.

Charlie è stato sempre al servizio della band, come il suo drumming, privo di assoli roboanti, e il suo kit essenziale, senza doppi pedali e casse. Non ne aveva bisogno: lui suonava per la sua band, nient’altro. Era un fido gregario, ma con un carattere che non le mandava a dire, come scrisse Keith Richards nella sua autobiografia Life, nella quale raccontò come a fronte di un atteggiamento da prima donna di Jagger che nel corridoio dell’hotel reclamava il suo batterista, Charlie aprì la porta, diede un pugno a Mick e gli disse di non permettersi più di chiamarlo il “suo batterista”.

Al diavolo che prima o poi sarebbe arrivato il momento che uno Stones ci avrebbe lasciato. Avremmo preferito che la signora con la falce gli avesse concesso un po’ di tempo, ma invece no. Se ne è andato un pezzo di storia, un batterista e un uomo che con il suo sorriso sornione e la sua parlata melliflua ispirava simpatia.

Poi, il suo drumming parlava per lui, senza fare l’elenco delle canzoni degli Stones, perché non ce n’è bisogno.

Anche se adesso, mettendo Spotify, ho messo su Jumpin’ Jack Flash. Ho avuto appunto un flash su quel film fantastico di Martin Scorsese, Shine a Light, che inizia con quella canzone e quella cazzo di frase capace di far rizzare ogni cosa, “I Was born in a crossfire Hurricane”. In quella canzone Scorsese si concentra su Charlie, lo segue, soprattutto sul finale dove chiude il brano tutto di un pezzo, senza fare troppo rumore. Truputum.

Grazie Charlie, ci sarebbe tanto da dire, ma potrei andare fuori tempo. Meglio di no.

Rating: 5.0/5. From 5 votes.
Please wait...

One comment

  1. Grazie, davvero un bel ricordo di Charlie Watts. Sintentico, mq denso di rispetto e di amore. Stasera mi ascoltero’ Exile, il piu bel disco del Rock, per augurare Buon Viaggio ad un vero mito della musica moderna.

Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.