Un vento di “novità”: The Wind dei Balmorhea

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Il giorno e la notte, l’alba e il tramonto, la luce e il buio, l’inizio e la fine, ma anche l’apertura e la chiusura di un disco, come suggeriscono i titoli della prima ed ultima traccia di The Wind, l’ottavo album in studio dei Balmorhea. Un nuovo inizio per la band texana, per il primo disco inciso sotto la Deutsche Grammophon, l’etichetta di musica classica più famosa del mondo.

Spesso la loro musica è stata definita un rock da camera, o una sorta di neoclassica con sfumature post rock, di conseguenza l’approdo all’etichetta discografica fondata dai fratelli Berliner nel 1898, era “inevitabile”, ma di certo non scontato.

Il “vento” proposto dai Balmorhea è minimalista, elegante ed ipnotico, come quando in una giornata autunnale, ci troviamo ad osservare il foliage mulinato “dolcemente” dal vento.

Day Dawns in your right eye è un risveglio che ci cattura e trascina nel mood dell’album: etereo, solenne sognante. Rose in abstract è dolorosa con quel violino che ci strugge all’ascolto, come se l’archetto, invece di sfilacciarsi, sfilacciasse il nostro cuore. Le Vagabonde, invece, è uno dei brani più riusciti, con quel giro di pianoforte estremamente rilassante, poi a metà brano una sua variazione ed un senso di piacere che pervade il pezzo.

Evening è un acquerello, adatto al calar della sera, ci avvolge come la coperta in una serata invernale o come l’abbraccio della nostra lei o del nostro lui. Una luce che illumina l’ambiente domestico, mentre fuori è buio pesto. Ma così, chi ha paura?

The Myth si apre con un arpeggio di chitarra acustica, dove possiamo percepirne ogni minima variazione di suono e cambio di accordo, immaginando le mani destreggiarsi sulla sua tastiera per una composizione minimalista ed eterea.

La bellezza di The Wind risiede appunto nella sua eleganza, nel suo minimalismo che ci avvolge, incantandoci in tutti i suoi 45 minuti.

Non sono solo delle composizioni, ma paesaggi sonori dove è bello perdersi e poco importa se, l’ultima traccia, Night Falls In Your Left, ci lascia addosso un’atmosfera, lugubre, mesta e minacciosa, come un vento presagio di tempesta. The Wind è un disco che da sollievo, come una brezza d’estate capace di solleticarci il corpo e i sensi.

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