The Truman Show: trama e spiegazione del film di Peter Weir

“In onda. Senza saperlo”

Truman Burbank (Jim Carrey) è un attore suo malgrado del più grande show-live mai trasmesso. Recluso in una città-studio di registrazione, Truman è nato prigioniero di cinquemila telecamere piazzate dovunque. Bottoni, specchietti retrovisori, autoradio, lampioni, mille occhi puntati su di lui trasmettono in tutto il pianeta la sua vita da trent’anni, da quando è nato, in diretta.

Un posto dove abitare senza gas di scarico, con i tramonti rossi, dove la gente sorride, e ogni luogo della città si può raggiungere passeggiando tra casette bianche e giardini. Antidoto alla corrosione dell’habitat umano, benvenuti a Seaheven, set del Truman show.

Un nuovo “Dio”, il regista televisivo Ed Harris, dall’alto della sua postazione collocata sulla falsa Luna, dirige questa illusione, che fa piangere e ridere l’umanità intera.

Ecco chi è Thruman Burbank, un uomo protetto dalla cattiveria umana.
Peccato che sia una “cavia”, un topo in gabbia. Un uomo a cui è stata tolta la libertà di scegliere e di lottare per far entrare tutti nel “club esclusivo”.

Hanno dato a Truman una moglie bionda, che quando meno te l’aspetti esibisce la scatola del caffè, sponsor dello show. Amici-attori, un lavoro, una bella casa, una bella macchina, ma Truman è innamorato di una comparsa, eliminata dallo show perché ha cercato di avvertirlo:

“È tutto un inganno!”

Il regista-dio lo ammazerrebbe volentieri per chiudere con la star morta in diretta. Ma Hollywood ama il finale felice, e anche tutta l’umanità che fa il tifo davanti al televisore perchè lo show finisca con Truman libero.

La critica alla “città ideale” è fatta da chi abita nei piani alti. E il film di Weir, attraversato dal fantascientifico humour di Andrew Niccol, è un grande show disperato, la rappresentazione di un sogno, ma che fa da controcanto agli incubi in onda sugli altri canali tv.

Un film sulla libertà e sull’ impossibilità della perfezione.

“Noi accettiamo la realtà del mondo così come si presenta, è molto semplice”

The Truman Show è una satira fantascientifica, una parodia dei reality show e del loro paradossale modo di rappresentare la realtà. E’ una presa in giro di quel format televisivo che pretende di spacciare come vero un quotidiano fittizio, una vita esposta al mondo intero e trascorsa davanti alle telecamere. Ma The Truman Show è anche un film che denuncia quella mania di voler spiare continuamente la vita altrui, quella mania iniziata col Grande Fratello di George Orwell e arrivata fino a oggi con l’omonimo reality show. Forse più attuale ed emblematico adesso di allora, anticipatore di una società esasperata da internet e dalla TV, nella quale finzione e realtà si confondono fra di loro, in un rincorrersi e superarsi reciproco sino a renderle in pratica indistinguibili.

“Non troverai più verità là fuori di quella che hai trovato qua dentro”

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One comment

  1. Truman. True Man = “vero uomo”…forse potrebbe essere visto come un modo alternativo per dire “Neo”, l’ ‘altro Truman’ in un film che assieme ad altri, in quella fine anni ’90, suggerirono come tutta la nostra vita potrebbe essere tutta una gran messinscena a nostra insaputa…

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