Mon Matin d’Hiver: il jazz-pop magico de L’Incanto tra le strade di Parigi

“Non vi è nulla come i sogni per creare il futuro.
Utopia oggi, carne ed ossa domani.”

Victor Hugo

Questa meravigliosa citazione ci riconduce direttamente alla band di cui parleremo oggi, ovvero L’Incanto e al loro nuovo singolo Mon matin d’Hiver.

La formazione jazz-pop nasce a Parigi nel 2018 ed è composta rispettivamente dalla cantante milanese Giulia Conte e dal compositore veneziano Lorenzo Liuzzi.

La loro musica rivisita i grandi classici della canzone francese e italiana, da Charles Trenet a Gino Paoli, ma attinge anche ai ritmi e colori della musica brasiliana di Antonio Carlos Jobim, Vinicius de Moraes
e Chico Buarque, senza però mai perdere di vista il Jazz anni ’40 e ’50 e qui citiamo Billie Holiday, Shirley Horn e Carmen McRae. 

Giunge l’anno 2019 e i nostri protagonisti decidono di lasciare la loro tanto amata Parigi ma non il suo ricordo (che darà nuova vita e continuità alla loro opera musicale) e approdano così a Venezia nel febbraio 2020.

Il lockdown sarà per loro linfa vitale per l’anima, un terreno fertile per le loro radici umane, un cilindro colmo di varietà smisurate di sentimenti che darà alla formazione tutto l’equipaggiamento necessario per immergersi profondamente nella creazione e nella preparazione di due singoli originali, il loro “LA” iniziale per la composizione di nuovi brani che saranno registrati e verranno alla luce quest’anno, componendo il loro primo album.

Animali Fragili esce nell’agosto del 2020, mentre il nuovo singolo è Mon Matin D’Hiver, uscito il 9 febbraio 2021 per RadiciMusic Records, primo inedito in lingua francese della band. Un brano attraverso il quale il gruppo rivivrà il ricordo e riallaccerà il rapporto mai concluso con la sua indimenticabile Parigi. Momenti vissuti intensamente, racchiusi come perle in conchiglie di rara bellezza.

Il videoclip ufficiale è qui sopra ed è stato girato a Parigi nel 2020,  filmato dal regista Hugues Blondet. L’Incanto ci accompagna alla scoperta degli angoli nascosti della capitale francese, dallo Square Clignacourt all’emblematica scultura del Passe-muraille, protagonista di un racconto di Marcel Aymé, fino al Club des Poètes di rue de Bourgogne, autentico ritrovo dei bohémiens che ancora abitano la città.

Ascoltando il brano si ha la sensazione di passeggiare tra le nuvole, di abbracciare la moltitudine a piedi nudi.

Svegliarsi da un sortilegio, danzare con il tempo, restare bambini, poeti e sognatori fischiettando davanti al quadro dell’esistenza, per poi scoprire con grande sorpresa di essere due correnti che sfociano allo stesso fiume di emozioni… 

Non è forse questo l’incanto?

Per suggellare queste merlature del pensiero, terminare l’articolo e lasciarvi all’ascolto e approfondimento personale del brano, ci affidiamo a Marcel Aymé:

“La felicità è spesso a portata di mano, quando si vuole trovarla.”

L’Incanto
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Mon matin d’Hiver è su Youtube e Spotify

Testo: Emanuela Ginevra

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