Brutale omicidio in chiesa: l’inquietante caso di Missy Bevers

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Un omicidio nel più inaspettato dei luoghi. Un filmato che riprende sequenze angoscianti. Quello di Missy Bevers è un caso controverso, tra i più discussi degli ultimi anni, e che ancora oggi rimane in attesa di risposte.

L’omicidio

Missy Terri Bevers è una donna di 45 anni, madre di tre figlie. Dopo una carriera come assistente didattica e successivamente mamma a tempo pieno, decide di intraprendere un percorso nel mondo del fitness, diventando istruttrice nei corsi di gruppo. Missy abita a Red Oak, nel Texas, ed è molto apprezzata dalla comunità, venendo riconosciuta come una persona sempre disponibile ad aiutare gli altri.

Missy Bevers

È il 17 Aprile 2016, il giorno successivo Missy dovrà tenere una delle sue lezioni di fitness alle 5 di mattina, presso la Creekside Church di Midlothian, un luogo di culto dove si svolgono anche corsi che riguardano il benessere fisico. È prevista un’intensa pioggia, per cui la lezione non potrà essere all’aperto come al solito, ma all’interno dell’edificio. A questo proposito Missy pubblica un post motivazionale su Facebook. “If it’s raining, we’re still training”.

18 Aprile. Sono le 4:20 quando Missy viene ripresa dalle telecamere di sorveglianza mentre entra nella struttura, con l’intento di preparare l’attrezzatura necessaria per il corso.

Alle 5:00 arrivano due chiamate all’ambulanza, da parte degli allievi, i quali hanno trovato la donna stesa a terra, immobile. I medici arrivano sul posto, ma purtroppo non possono fare altro se non constatare la morte dell’istruttrice.

L’autopsia dimostra che è stata uccisa da multiple ferite da punta, alla testa e al petto. Un omicidio inspiegabile e anomalo, accaduto tra le mura di un luogo di religione e spiritualità. Cosa può essere successo?

Il filmato

La polizia comincia ad investigare e decide di visionare le registrazioni delle telecamere di sorveglianza all’interno della struttura, convinti che qualcosa debba essere stato necessariamente ripreso. Quello che scopriranno lascerà tutti esterrefatti.

Alle ore 3:50 viene registrato un individuo vestito con un uniforme da SWAT, presumibilmente fasulla. Lo strano personaggio si aggira all’interno dell’edificio, apre alcune porte, cammina lentamente e con una strana andatura. Si nota che in una mano impugna un martello, che alla fine del video utilizza per rompere qualcosa.

Il filmato è piuttosto bizzarro e inquietante. L’orario è precedente all’arrivo di Missy, motivo per cui risulta altamente probabile che il soggetto in questione sia l’assassino.

Purtroppo il travestimento rende impossibile l’identificazione, a tal punto che non è possibile stabilire se si tratti di un uomo o di una donna. I rilievi della polizia testimoniano finestre rotte e segnali di un’intrusione forzata nella struttura.

Le indagini

Gli inquirenti iniziano ad indagare sulle persone più vicine alla vittima, inizialmente sul marito, Brandon. La polizia lo interroga, ma il suo alibi è solido e confermato. Quel giorno Brandon si trovava a oltre 900 km di distanza dal luogo, essendo partito per una battuta di pesca. L’uomo esce quindi dalla lista dei sospettati.

Viene attenzionato anche Randy, il padre del marito. Il suocero, pochi giorni dopo la morte di Missy, aveva portato in lavanderia un vestito sporco di sangue. Randy però giustifica la cosa dichiarando che il sangue è dovuto a delle ferite riportate in seguito all’aver sedato una lotta tra cani. Il suo veterinario conferma la circostanza, e gli esami dimostrano che si tratta di sangue canino. Anche lui possiede un alibi, dato che è stato accertato che in quello stesso giorno si trovava in California. Viene dunque confermata la sua innocenza.

Passano alcune settimane e la polizia recupera dei filmati di sicurezza da un negozio vicino al luogo del delitto. Qualche ora prima dell’omicidio, una macchina Nissan Altima si aggira per il parcheggio della bottega. L’auto percorre il posteggio accendendo e spegnendo le luci, fermandosi, rallentando e ripartendo. Ad un certo punto parcheggia per alcuni minuti sotto ad un lampione, per poi tornare sulla strada.

Ad oggi non sappiamo chi sia la persona a bordo del veicolo, né se si tratti dello stesso soggetto ripreso all’interno della Creekside Church.

Sono passati più di quattro anni da quel tragico 18 Aprile 2016, e le domande sono ancora molte. Chi è l’assassino? Si è trattato di un omicidio premeditato, oppure è stato un attacco random?

L’unica certezza è che quel giorno una vita umana è stata ferocemente strappata da un individuo tuttora sconosciuto.

Rimane quell’inquietante video-testimonianza dei minuti precedenti al delitto. Nel frattempo le indagini continuano, nella speranza che prima o poi il responsabile venga catturato e che si possa rendere giustizia alla memoria di Missy.

Fonte: Prosecutors Podcast – Missy Bevers

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