Che fine ha fatto Wendy di Born to Run?

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Sono tra le eroine più iconiche del vasto catalogo di canzoni nate per correre dentro e fuori lo schermo dell’immaginazione di Bruce Springsteen, che noi chiamiamo semplicemente Bruce.

Sono un personaggio in cerca di pubblico e voglio gridare a gran voce e ringraziare il mio, il nostro creatore per avermi dato vita ed aver plasmato il mio ed altri personaggi. Vorrei raccontarvi qualcosa della poetica di Bruce, narrarvi la storia delle sue canzoni vista dai miei occhi.

Io e le sue altre creature non abbiamo bisogno di spiarlo attraverso una serratura, noi conosciamo territori molto più profondi che, in quanto frutto della sua immaginazione, ci permettono di fantasticare sul suo punto di vista, sulle sue paure, sui suoi sogni. La nostra vita dalla penna di un cantautore lentamente diviene reale, anche se reali eravamo anche prima nella sua testa, nei suoi appunti su pentagramma divenuti note di batteria e chitarra.

Mentre ascolti queste note, riesci ad immaginarmi mentre ondeggio dentro tue scarpe? Ebbene, sono proprio Wendy in carne ed ossa e faccio parte di un coro di voci di un’unica sostanza ed essenza, che a sua volta ci distingue gli uni dagli altri. In fondo, noi personaggi proveniamo tutti dallo stesso padre. Le sue canzoni sono pezzi di cinema sonoro che Bruce ha scritto e diretto nel teatro della sua immaginazione. 

Born to Run ero sicura di averlo già sentito da qualche parte prima di nascere come suo profilo palpitante, come Wendy. A proposito, chissà perché Bruce scelse di chiamarmi così… però mi piace molto. A volte ha ammiccato quando gli ho chiesto se alludesse a Wendy di Peter Pan. Il mio nome potrebbe essere stato scritto su fiocchi di metallo argentato sul cofano di un’auto, su strade dall’odore di vernice o mentre il vento spettina i capelli e dice qualcosa all’orecchio. Qualunque sia l’origine il mio nome, così infantile e rievocativo, conteneva ingredienti per una canzone capace di suscitare nell’ascoltatore sorpresa e riconoscimento. Non è stato facile scrivere Born to run: ricordo che tutto è cominciato un pomeriggio e dopo sei mesi di incertezze, marce indietro e prove su prove Bruce l’ha finita.

Ricordo che aveva in mente le classiche immagini rock’n’roll: la strada, l’auto, la ragazza. Ma, per rendere importanti queste immagini lui desiderava darvi una nuova forma, creando qualcosa che trascendesse la nostalgia, il sentimento e la familiarità. Lui era un figlio dell’America del Vietnam e l’assassinio di Kennedy, l’ingiustizia economica, il razzismo. Ed erano questioni relegate ai margini della vita americana: la guerra fredda, con la sensazione che le cose potessero non funzionare, i sogni contaminati e il futuro senza rassicurazione erano nell’aria.

Lo so cosa state pensando: Wendy, ma non ricorda proprio quello che stiamo vivendo in questo momento storico? Sì, la musica, il cinema, l’arte sono pezzi di eternità e di verità sul mondo.

Ma tornando alla canzone, Bruce stava per mettere noi personaggi sulla strada e portavamo con noi bagagli carichi di tutte quelle cose che come nei film ci hanno reso immaginari ma reali a tal punto da vederti appassionato e vedere come andrà a finire la nostra storia. Spesso sei portato ad identificarti con le nostre vite, che non vedi su uno schermo vero e proprio, ma si proiettano sullo schermo della tua mente. In fondo, puoi immaginarci con i capelli del colore che vuoi, i nostri bisogni e conflitti sono i tuoi.

Di giorno sudiamo per le strade di un sogno americano in fuga
Voglio proteggere i tuoi sogni e le tue visioni…voglio sapere se l’amore è reale
Un giorno, non so quando, arriveremo in quel posto dove vogliamo davvero andare e
cammineremo al sole

Ma fino ad allora tutto ciò che abbiamo è questa strada, questo presente…“Vagabondi come noi, piccola, siamo nati per correre”. Lentamente, nel corso dei mesi ho sentito la mia storia filtrare dai suoi testi: Bruce ci immagina nelle scene ambientate durante il giorno e in una notte d’estate. Il mio personaggio, Wendy, è ottimista, ma tutti siamo lasciati nelle mani di un destino in cui regna l’ambivalenza e il domani è sconosciuto. Con il sottofondo dell’armonica mattutina di Thunder road, noi personaggi veniamo presentati e la proposta dell’autore è: “Volete rischiare?” Vieni con noi allora lettore, insistiamo nel farti fare quel giro in auto insieme a noi. In Born to run noi personaggi cerchiamo un luogo dove stare, partiamo alla ricerca di una nuova frontiera. C’è differenza rispetto alla sicurezza di essere Born in the Usa.

Born to run parla a una parte di te che è allo stesso tempo euforica e spaventata per cosa porterà il domani e noi protagonisti insistiamo che presti attenzione, non solo alla musica ma anche alla vita, all’essere vivo, al sentirti vivo.

Quando Bruce è apparso nella scena musicale a metà degli anni Settanta i suoi testi erano fantasiosi, pieni giochi di parole, inventivi, talora surreali. E con la sua voce espressiva ha portato alla festa la volontà di giocare con la struttura delle sue canzoni, senza aggrapparsi a una struttura rigida strofa-ritornello-ponte. La musica rock è liberazione dalle strutture tradizionali. L’approccio alla canzone è molto fluido, con la struttura che si adatta al contenuto tematico. Thunder road, ad esempio, è una storia particolare con una melodia particolare, il pianoforte recita una parte timida, danzante, solitaria che termina con un potente, piombante suono strumentale. Thunder Road, come quasi tutte le canzoni di Bruce, non è solo una canzone che ascolti, è una che guardi. Mentre il tempo accelera a una potenza saltellante l’armonia esce di scena e incontra il narratore senza nome. Non puoi fare a meno di sentirti un voyeur mentre vedi la canzone sullo schermo e me, Wendy, che ballo sotto un porticato.

Noi antieroi abbiamo trionfato. La nostra è una città piena di perdenti e ci stiamo ritirando per vincere. Ma voi non state guardando, siete insieme a noi. Nelle interviste a Bruce viene domandato se la Mary di Thunder road sia la stessa di The River. E lui risponde che a volte viene fuori un nome e ci sono tutte le interconnessioni che le canzoni fanno accadere intenzionalmente e involontariamente. In Thunder road presenta noi personaggi e ci chiede: “Vuoi correre il rischio? Su di noi? Sulla vita?”

Continuiamo a fare una passeggiata attraverso un altro testo di Bruce. Nella semplicità dei suoi testi c’è una maschera di poeta e di un llusionista che porta un universo immaginario, visibile nel mondo della fantasia dell’ascoltatore.

La scrittura di Bruce è estremamente visiva, come se le sue canzoni fossero pezzi di immaginario cinematografico: il nostro prende ispirazione dal cinema e al tempo stesso dà al cinema, tanto che le sue liriche sono racconti per il grande schermo. Così, Streets of Philadelphia è stato realizzato appositamente per il film Philadelphia, del 1993.

La canzone è scritta attraverso gli occhi di qualcuno che sta lottando con la vita per la vita, un uomo omosessuale con l’AIDS. Bruce utilizza elementi come ripetizione, immagini, tono, sentimenti, metafore ed enjambement. La ripetizione è utilizzata per tutto il testo per rafforzare il duro atteggiamento della società dell’epoca, come ritratta nel film, nei confronti dell’omosessualità. Il testo suggerisce anche che l’uomo si è impoverito, è vittima di stigma sociale, senza sostegno, senza famiglia. Le immagini aiutano il pubblico a provare empatia per il personaggio della canzone, per i malati di AIDS.

Sin dalle prime parole Bruce dà l’immagine di una persona ferita, della sofferenza fisica e mentale:

“Sono stato attaccato e maltrattato”

“I miei vestiti non mi stanno più”

Ciò suggerisce un cambiamento nell’aspetto, con riferimento diretto alla perdita di peso dei pazienti affetti da AIDS.

Il tono di questa canzone-poesia è solitario. Oltre all’aspetto, in quest’uomo sono cambiati i sentimenti.

Si dipinge con semplicità l’estremo dolore che può provare un essere umano privo della libertà di esprimere i propri sentimenti, di dire a sé stesso e al mondo cosa prova verso un altro essere umano e suggerisce che la malattia sta prendendo la sua identità.

“Non potevo dire che quello che sentivo.
Non ero riconoscibile a me stesso”.

Non solo dà l’impressione che questa persona sia stata abbandonata da amici e famiglia, ma anche da Dio.

“Ho sentito le voci di amici svaniti e spariti”,
“Nessun angelo mi salverà”.
“Di notte potevo sentire il sangue nelle mie vene nero e sussurrare come la pioggia”.

Questo grande classico vale all’autore quattro vittorie ai Grammy’s, il premio best rock song, un Oscar, il titolo di miglior canzone originale alla sessantaseiesima edizione degli Academy Awards e un un Golden Globe per la medesima categoria.

Scusate se vi ho rattristati, passiamo ad altro, ma restiamo sul rapporto tra Bruce e il cinema, che è sempre stato molto forte: le sue canzoni, infatti, come dicevo, sono storie scritte come se fossero film e, per converso, ha scritto le canzoni di molti film americani. Oltre a Philadelphia ricordiamo:

  • Dead man Walkin’ (1995);
  • Secret garden, per Jerry Maguire (1996) di Cameron Crowe
  • The fuse per il film La 25ª ora (2002) di Spike Lee
  • The Wrestler (2008) per l’omonimo film di Darren Aronofski.

Dead man walkin’, che mutua il titolo dal film di Tim Robbins, gli conferisce la seconda nomination all’Oscar come miglior canzone. Susan Sarandon, Sean Penn, Tim Robbins, che sono nel cast contattano il musicista preferito per trattare il tema della pena di morte. Il “boss” scrive nella primavera 1995: canta in stile narrativo, in prima persona, s’immedesima con il prigioniero, grida con la voce del condannato a morte, che vede scorrere la vita e raccoglie i suoi pensieri negli interminabili istanti in cui attende l’imminente esecuzione.

“Una volta avevo un lavoro e una ragazza, ma tra i nostri sogni e le nostre azioni si snoda questo mondo”

I testi musicali sono poesie in musica, soffermatevi a leggere un estratto del testo in lingua originale e traduzione. Leggetelo, respiratelo, fatelo palpitare e sentirete già la musica.

I Hear the angels talking, talking, talking
Sento gli angeli parlare, parlare, parlare

Now I’m a dead man walking, walking, walking
Ora, sono un uomo che cammina, cammina, cammina

I hear the angels talking, talking , talking
Now I’m a dead man

I see you standing there but you’re already gone
Ti vedo là in piedi ma tu te ne sei già andata

I’m holding your hand but you’re barely holding on
Sto tenendo la tua mano ma tu stai a malapena resistendo

I’m kissing your lips but it just don’t feel the same
Sto baciando le tue labbra ma semplicemente non è la stessa cosa

Am I a dead man now left living with the blame?
Ora sono un uomo morto lasciato vivere con la vergogna?

Already broken, already gone
Già distrutto, già andato

Already know you’re moving on
So già che tu sei andata avanti

I’m a breathing, talking
Dead man walking

We’re in the same room  just one million miles away
Siamo nella stessa stanza solo a un milione di miglia di distanza

With all these books around but we ain’t got to words to say
Am I a dead Man now left living with  the shame?

Spike Lee sceglie The fuse, tratta dall’album The rising del 2002, per il suo La 25ª ora, prima grande produzione girata a New York dopo l’11 settembre 2001. Se c’è una canzone che dà il senso di terrore collettivo è proprio The fuse. Il film e la canzone segnano le prime reazioni importanti del cinema e della musica a una delle pagine più drammatiche della storia contemporanea.

Down at the court house they’re ringing the flag down
Long black line of cars snakin’ slow through town
Red sheets snappin’ on the line
Will this ring will you be mine
The fuse is burning
Shut out the lights
The fuse is burning
Come on let me do you right
Trees on fire with the first fall’s frost
Long black line in front of Holy Cross
Blood moon risin’ in a sky of black dust
Tell me baby who do you trust?
The fuse is burning
Shot out the lights
The fuse is burning
Come on let me do you right
Tires on the highway hissin’ that something ’s coming
You can feel the wires in the tree tops hummin’
Devil’s on the horizon line
Your skin and I’m alive
Quiet afternoon in the empty house
On the edge of the bed you slip off your blouse
The room is burnin with the noon sun
Your bittersweet taste on my tongue
The fuse is burning
Shot out the lights
The fuse is burning
Come on let me do you right

Anche il testo tradotto in lingua italiana restituisce la forza delle immagini:

Giù al tribunale stanno ammainando la bandiera
Una lunga scura fila di automobili
Sta strisciando lentamente attraverso la città
Lenzuola rosse eremitano stese sul filo
Con questo anello tu sarai mia
La miccia sta bruciando
Spegni le luci
La miccia sta bruciando
Coraggio Lascia che ti faccia sentire bene
Alberi in fiamme con ls prima gelata autunnale
Una lunga linea scura di fronte alla Santa Croce
Una luna insanguinata che si leva
In cielo di nera cenere
Dimmi piccola a chi credi?
La miccia sta bruciando
Coraggio lascia che ti faccia sentire bene
Ruote sull’autostrada sibilano
Che qualcosa sta arrivando
Puoi sentire i cavi vicino ai pali vibrare
Il diavolo è all’orizzonte
Il tuo bacio e io mi sento vivo
Un quieto pomeriggio, una casa vuota
Sul ciglio del tuo letto ti sfili la camicetta
La stanza sta bruciando al sole di mezzogiorno
Il tuo sapore dolce e amaro nella mia lingua
La miccia sta bruciando
Spegni le luci
La miccia sta bruciando
Coraggio lascia che ti faccia sentire bene.

The Wrestler trae il titolo dall’omonimo film di Darren Aronovsky, di cui coglie l’essenza emotiva. Protagonista è Randy, un wrestler professionista sbiadito, che in un momento difficile, per alcuni infortuni, deve smettere di lottare. Ma per lui il wrestling è l’unica connessione umana. È il posto dove si sente vivo.

Bruce ancora una volta compone una canzone costruendo un personaggio con una vita difficile, lontana dal sogno americano. Bruce utilizza delle domande per esprimere i sentimenti del narratore, come fa Bob Dylan in Blowing the Wind, ci chiede se abbiamo visto cose che si può solo immaginare: “Hai mai visto uno stupido pony
in un campo così felice e libero?”. La fede è qualcosa che abbiamo al di là della comprensione. È la fede del lottatore in questo caso.

A seguire, un estratto del testo:

Have you ever seen a one trick pony
In the field so happy and free
If you ever seen a one trick pony
Then you’ve seen me
Have you ever seen a one legend dog
Makin’ his way down the street
If you ever seen a one legend dog
Then you’ve seen me
(then you’ve seen me)
I come and stand at every door
(then you’ve seen me)
I always leave with less than I had before
(then you’ve seen me)
But I can’t make your smile
When the blood it hits the floor
Tell me friend in can you ask for anything more

Secret Garden è scelta da Cameron Crowe per la colonna sonora del suo film Jerry Maguire, con Tom Cruise e Renée Zellweger. È un brano di grande sensualità che parla di noi personaggi femminili e dei nostri segreti. Il fatto è che c’è uno spazio dentro noi personaggi che è imperscrutabile. Nonostante ti faccia capire in quanto donna che puoi avvicinarti a me e poi allontanarti, ci sarà sempre una parte di me che sarà incomprensibile. È questo il talento di un grande autore: creare personaggi che escano fuori dal testo, tanto da divenire persone con cui stabilire un legame viscerale, nella vita deiquali immedesimarsi e con cui percorrere un sentiero. In fondo noi personaggi di Bruce siamo vostri compagni di viaggio, ma the secret garden è “un posto segreto dentro ognuno di noi”, che ci rende ciò che siamo e cui solo noi possiamo accedere.

A questo punto lascia che Wendy ti porti con sé a sbirciare un altro testo che parla d’amore: Tougher than the rest.

Beh, è sabato sera, siete tutti vestiti di blu
Vi ho guardato per un po’, forse anche voi mi avete guardato.
Qualcuno è corso fuori, ha lasciato il cuore di qualcuno in un pasticcio
Tesoro, se stai cercando l’amore io sono più duro del resto

È una strofa verso piena di ambiguità. Nella scena ci potrebbero essere due sconosciuti o due persone che stanno valutando di portare una relazione a livello successivo).

Alcune ragazze vogliono un bel Dan o un bel Joe al braccio
Ad alcune ragazze piace Joe che parla dolcemente
Beh, qui intorno piccola, ottieni quello che puoi ottenere
Quindi se sei abbastanza rude in amore, tesoro, io sono più duro del resto

Quando Bruce scrisse Tougher than the rest, era passato più di un decennio da quando il nostro eroe di Thunder road aveva lasciato la città dei perdenti. Ed è il suo occhiolino al suo sé giovane di Born to run:

La strada è buona ed è una linea sottile
Ma voglio che tu sappia che la percorrerò per te in qualsiasi momento
Forse gli altri tuoi fidanzati potrebbero non potrebbero superare la prova.

Bruce ha scritto dell’amore in tutte le sue forme: Thougher than the rest pulsa di ottimismo, si richiede che qualcuno sia rude e pronto per l’amore. È una canzone in cui l’amore è un operaio che si rimbocca le maniche e si sporca le mani.

I’m On Fire del 1984 tratta il desiderio intimo per una donna, che sembra abbia una relazione con qualcun altro. Il boss sta cercando un angolo in cui strappare questa signora dal suo attuale amante. E questo non è un desiderio ordinario, è un fuoco che solo lei può raffreddare. I’m on fire uscì il 4 giugno del 1984 come parte dell’album Born in the Usa. Il videoclip di I’m on fire è stato il primo in cui Bruce ha recitato interpretando un meccanico di automobili, che si occupa di una riparazione per una cliente. La donna lascia un paio di chiavi, il che porta lo spettatore a credere che lei possa accennare a una possibile relazione con lui, ma il meccanico rifiuta l’offerta di portare l’auto a casa della cliente. Dopo però, presa la decisione di andare verso di lei, Bruce alza gli occhi verso la finestra con la luce accesa, va a suonare il campanello ma cambia idea, lasciando le chiavi della cliente nella cassetta della posta.

Noi personaggi di Bruce teniamo duro nelle strade e siamo dei vagabondi nati per fuggire. Quando mi hai chiesto: “Wendy, voglio essere tuo amico”. Ti ho risposto di sì e ti ringrazio di proteggere i miei sogni e le mie fantasie. Accavallo le gambe su sedili di velluto. Vuoi sapere se il mio amore è selvaggio? Se è vero? Salgo in auto per correre insieme a te. Aggiusto i miei capelli nel retrovisore, così che non coprano i miei occhi. Mi hai detto che insieme a me si riesce a sopportare la tristezza in questo lungo viaggio. Spero che tu non smetterai di amarmi con tutta la pazzia della tua anima.

La musica di Bruce è stata un punto fermo delle campagne politiche. Le sue canzoni sono state usate alle manifestazione elettorali, nonostante i messaggi politici complessi. Lui ha da tempo annunciato la sua fedeltà al partito democratico. Non gli ho ancora chiesto se è contento dell’elezione di Joe Biden. Che stia scrivendo una nuova canzone per l’evento, datato 6 novembre 2020? Nel bel mezzo di una pandemia, in un momento di incertezza, c’è anche la consapevolezza che la musica, la poesia, il cinema, il teatro e l’arte in tutte le sue sfumature sono squarci di luce che fanno chiarezza sulla storia dell’uomo. Una canzone come Born to Run è la colonna sonora perfetta del momento che stiamo vivendo, tra incertezza e paura, ma anche determinazione, resilienza, coraggio.

Siamo pronti a correre, siamo pronti ad accendere i motori. Adesso vado a prendere Mary di Thunder Road, Sandy di Forth of July e Rosalita.

Firmato

Wendy di Burn To Run
Responsabile del coro di voci di tutti i personaggi che ha creato Springsteen.

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