Power Up: il nuovo album degli AC/DC è una conferma

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In questo 2020 non mi sarei aspettato un sacco di cose. Tra queste, il ritorno degli Ac/Dc.

La loro storia sembrava destinata ai titoli di coda: la scomparsa di Malcolm Young, i problemi all’udito di Brian Johnson, il licenziamento di Phil Rudd e ultimo, ma non per importanza, l’abbandono di Cliff Williams. Invece gli Ac/Dc sono ritornati tutti insieme, con lo spirito di Malcolm Young a vegliare su di loro e suo nipote Stevie.

Prodotto da Brendan o’ Brien, Power Up è un disco acceso che ci ricorda come in questo mondo pieno di incertezze, il loro rock sia una certezza. Battere il piede a tempo seguendo la potenza e solidità ritmica di Phil e Cliff, sorridere mentre si ascoltano i soli di Angus i suoi duetti con Stevie, digrignare i denti sentendo la voce graffiante di Brian Johnson. Se questa non è una certezza.

Ovviamente il tempo passa anche per loro, ma non di fronte alla magia del rock e alla loro musica. A loro non è mai servito cambiare pelle e non l’hanno mai nascosto ai loro detrattori che da anni dicono: “Eh, ma è sempre la solita solfa”. Ok, in parte è vero, ma quando una band ha trovato la ricetta della felicità fatta rock, a cosa serve? Ascoltare un disco senza fronzoli, rockeggiante, senza però sembrare anacronistico nel panorama musicale contemporaneo non è da tutti. La gente ha bisogno del rock, di una sana scarica di endorfine ed anche se il suono della chitarra elettrica sembra avere perso la sua importanza, noi lo continuiamo a cercare. Altrimenti non si spiega l’interesse per una band come i Greta Van Fleet.

Questo gli Ac/Dc lo sanno e sono ritornati con un album compatto e potente, come se sapessero che la loro storia non poteva finire in un modo triste, o meglio non prima di non aver omaggiato nel giusto modo Malcolm Young. Purtroppo in Power Up non lo si sente suonare la sua Gretsch, ma Stevie non la fa rimpiangere. Power Up sembrerebbe un commiato in grande, speriamo però di ammirarli in una nuova tournée mondiale. Non so voi, ma non vedo l’ora di vedere Angus Young muoversi da una parte all’altra del palco con il suo Duck Walk -preso in prestito da Chuck Berry- e voi?

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