Ogni maledetta domenica: trama e spiegazione del film di Oliver Stone

Tutte le domeniche si gioca a football, anche se ormai, per interessi televisivo-pubblicitari, il business si è fatto sempre più tentacolare e si gioca, a football in Usa, e a calcio in Italia, anche di sabato e di lunedì.

Il 22 dicembre del 1999 uscì nei cinema statunitensi Any Given Sunday (in italiano Ogni Maledetta Domenica) di Oliver Stone, uno dei più apprezzati film di sport degli ultimi decenni. Il film racconta di una squadra di football americano di Miami in crisi, e con un allenatore (Al Pacino) osteggiato dalla dirigenza. La squadra, anche grazie al talento del giovane quarterback Willie Beamen (Jamie Foxx), riuscirà ad arrivare fino alla finale del campionato, andando contro tutti i pronostici.

Oliver Stone, americano della vecchia guardia, è un regista stravagante, lucido, imprevedibile, nel suo passare dal grande budget Hollywoodiano al documentario.

La vita è uno sport di contatto, e lo sport è la prosecuzione, nell’era moderna e postmoderna, del cruento combattimento tra gladiatori. Ovvero la messa in scena dello spettacolo epico più grande del mondo: il barbaro scontro medioevale, dentro l’armatura tra guerrieri.

Partendo da questi presupposti, che già indicano suggestioni forti, Oliver Stone, costruisce la sua possente macchina da guerra. Contro ogni pacchetto difensivo dello spettatore.

Possiamo ammirare i suoi vizi di regia e le sue virtù espressive: solito uso simultaneo di musica forte; montaggio incalzante di milioni di sequenze stipate in tre ore di “partita”; passaggi dal dettaglio al totale, e viceversa; immagini solarizzate, scolorate e, nei touchdown (l’ equivalente del gol nel calcio), cromatismi esasperati.

Insomma “tutto quelllo che avete voluto sapere sul football Usa e non avete mai osato chiedere, e ancora di più”: il vertiginoso flusso dei professionisti della corruzione, di partite truccate per esigenze di business, di sesso, party, miliardi, razzismo, droghe, per sfruttare meglio quei giocatori di nome defensive back o guard.

Nel suo delirio di onnipotenza (e per non pagare alcun diritto alla famelica NFL) Stone inventa solo partite d’eccezione, scodellando un inventario di magic moments che neppure nelle pubblicità NFL. Fabbrica una Lega tutta sua, la Affa ( Associated Football Franchise of America) e concepisce diverse squadre immaginarie che, a parte l’ argento e nero degli Sharks di Miami (allusione agli ex gloriosi Los Angeles Raiders).

Il film è conosciuto soprattutto per il celebre monologo del personaggio di Al Pacino, tenuto nello spogliatoio della squadra prima della gara di esordio dei play-off, e diventato nel corso degli anni uno degli esempi più citati di discorso nei master in bussines, in ambito motivazionale, nelle campagne politiche, non solo in ambito sportivo.

“Perchè tu ogni domenica puoi vincere o perdere. Ma il punto è: hai vinto o perso da uomo?”, come spiega l’eroe del film, Al Pacino, ovvero Tony D’Amato, un personaggio ispirato al grande coach Vince Lombardi che certo avrebbe gradito questo film.

Perchè nel football, come nella vita, vince solo chi gioca per dare tutto. E l’individuo è nulla, la comunità è tutto.

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