Maya: il nuovo album sperimentale di John Frusciante

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A distanza di quasi un anno dalla notizia del suo ritorno nei Red Hot Chili Peppers e, a pochi mesi dalla comparsa di alcune sue foto inconsuete sul profilo Instagram della sua ragazza, John Frusciante è apparso di nuovo al mondo attraverso la pubblicazione del suo nuovo album: Maya.

Chi è Maya? Il suo gatto. Un gatto elettronico, pieno di influenze trance con toni “90s”, che salta al contempo tra l’old e il new, tra i Radiohead dell’era sperimentale e il Nicolas Jaar dei giorni nostri. È un lavoro che non tradisce la sua attitudine più volte messa in mostra attraverso il suo alter ego Trickfinger e il suo IO apparente John Frusciante: quella tendenza a dividersi tra chitarra funk e campionatori, tra l’essere Jekyll e Hyde. Solo le necessità gli dicono chi essere…

…Circa due settimane fa, con un mondo in pieno disorientamento da corona virus, John ha pubblicato un estratto per promuovere il lavoro: Brand E. Forse, tra tutte le tracce, l’unico brano da non pubblicare per promuovere Maya. La traccia è tutto e allo stesso tempo è niente. È uno di quei pezzi che ti fanno dire “beh, ha sfornato l’ennesimo lavoro elettronico, sicuramente tutto l’album sarà così” ed è la stessa che, se affiancata al video, dà senso a questa scelta: un susseguirsi di immagini, con base a Los Angeles, in cui si vede comparire una gatta, l’identica utilizzata per dar titolo a questo insieme di suoni e colei che ha accompagnato John per quindici anni. Il significato emotivo gli ha fatto dire “ho scelto per questo di pubblicare l’album sotto il mio nome e non sotto lo pseudonimo Trickfinger; con un titolo così personale non mi sembrava giusto utilizzare un nome diverso dal mio”.

Maya è amore, naturalezza, voglia di andare oltre. La voce, se in passato era un punto fisso della sua produzione, adesso non lo è più. Attualmente, ciò che gli viene naturale da fare quando si trova da solo, è avere un intenso botta e risposta con le macchine e il computer. In maniera quasi primordiale, in un contesto attuale e avanzato. Un eterno conflitto tra antico e moderno, tra John Frusciante e Trickfinger. Diatriba che, giustamente, porterà i fan a chiedersi: nel nuovo album dei Red Hot Chili Peppers ci sarà qualche influenza di questo genere? Se pensarlo è facile, immaginarlo non lo è. Gli universi sono diversi, i suoni quasi del tutto estranei, le menti in netta contrapposizione: se nel versante solista c’è solo lui, nell’altro ci sono altre quattro teste calde, di cui tre prime donne e uno, quello con i baffi, con tanta voglia di far grana. Quest’ultima difficile da raggiungere se proponi qualcosa di nicchia a una massa quasi del tutto satura. Tuttavia, in un futuro da vedere e un presente da gustare, quel che sappiamo è che John Frusciante è tornato e ha tanta voglia di fare. E quel che speriamo è che la stessa voglia di fare non si alimenti solamente dalla relazione con la produttrice Marcia Pinna, donna che accompagna John da un paio di anni e che, musicalmente, lo sta influenzando parecchio.

A noi non dispiace. Dispiacerebbe se finisse. *John tocca ferro*

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