The Journey of the Eye: l’esordio extrasensoriale di Fear Escape

I escape into your escape into our very favorite fearscape

Mother, Tori Amos

Vi state chiedendo il motivo per cui abbiate appena letto una frase di Mother dei Tori Amos? È presto detto: questa frase, ha ispirato il nome d’arte del compositore di cui parleremo oggi.

Ma mettetevi comodi e silenziate i cellulari, perchè si tratta di un viaggio, e come ogni viaggio, per essere raccontato bisogna partire dall’inizio.

Marco, nonostante sia nato negli anni ’80 dei synth e della dance, viene iniziato alla musica attraverso autori classici come Mozart, Schubert e Strauss. Con il passare degli anni, la musica ancora radicata in lui, lo porta a conseguire gli studi di conservatorio. Nel 2014, nelle vesti di arrangiatore e tecnico del suono, partecipa alla produzione dell’album della cantante inglese Julienne Taylor, mentre due anni dopo diventa il fonico dei live in Abruzzo e nelle Marche di Povia, ma nonostante tutte queste attività, nella sua vita non è avvenuta ancora nessuna svolta.

Siamo nell’inverno del 2017, e grazie alla grande quantità di neve che invade le strade abruzzesi, il fonico classe ’83, costretto a stare a casa, inizia a comporre.

È il 18 settembre di questo 2020 travagliato che Marco Di Giangiacomo, alias Fear Escape, esordisce con The Journey of the Eye. Album autoprodotto e arrangiato dallo stesso artista in collaborazione con l’etichetta macedone Cafè de Anatolia.

Il lavoro (contenente due collaborazioni con Serena lo Cane e Angela Volpi), è composto da 11 tracce; 10 inediti più la cover di Natural Blues di Moby.

Se cercate musica da sottofondo che vi faccia compagnia mentre guidate o mentre svolgete qualsiasi faccenda domestica, The Journey of the Eye non fa per voi.

Questo lavoro è un percorso, e da tale, richiede tutta la vostra persona, nessun senso escluso.

Ad aprirci le porte è la chitarra di Windstorm, che da arpeggiata, con il passare dei secondi, diventa sempre più inquieta, fino ad esplodere in un ritmo tribale.

Proseguendo con l’ascolto, attraverso The Heart of the deserts e The Conqueror iniziamo a spostarci in territori più etno.

Toni più pop ma non banali, la voce di Serena in contrapposizione all’inquietudine di fondo dell’arrangiamento; parliamo della quarta traccia, Nature is Freedom, una delle due perle presenti nell’album del compositore abruzzese.

Abbiamo parlato di due perle, dopo aver svelato la prima vi starete chiedendo quale sia l’altra. Nel caso, molto improbabile, non ve ne siate accorti, vi riveliamo il titolo: Arabian Dreams, non ci stupiremmo se in futuro fosse tra i brani simbolo di Fear Escape.

Avviandoci verso la parte conclusiva troviamo la title-track, che insieme a Sunset è il brano dagli arrangiamenti più etnici.

Immerso in sonorità e melodie soffuse, Palma streets ci accompagna verso l’ultima tappa del viaggio in cui troviamo lo strumentale di Nature is Freedom. Ascoltandola, si ha l’impressione che stia accompagnando i titoli di coda di una pellicola cinematografica appena conclusa, e chissà che Marco non abbia pensato a questo disco come un film.

Come abbiamo detto, The Journey of the Eye non è un album facile da ascoltare, e inizialmente potrebbe risuonare ostico, ma superata la difficoltà iniziale l’ascoltatore si ritrova immerso in un viaggio onirico extrasensoriale che per 50 minuti e 20 secondi distacca dalla realtà. Un viaggio che spazia tra casa e il Medio Oriente.

The Journey of the eye, che oltre ad essere figlio della neve del 2017, è anche figlio di un percorso interiore, non strizza l’occhio a nessuna tendenza di mercato, e questo, è ciò che dovrebbe fare l’arte.

Fear Escape
su
SpotifyFacebookAmazon

The Journey of the Eye è su Spotify

Testo: Francesco Agrelli

Gli articoli sponsorizzati di Auralcrave sono un mezzo moderno e efficace per promuovere i lavori, gli eventi, le uscite più interessanti per il pubblico di oggi. Per richieste, partnership, informazioni o per sottoporre una nuova proposta, contattaci su info@auralcrave.com.

Rating: 4.7/5. From 15 votes.
Please wait...

Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.