L’agghiacciante caso di “Cropsey”: quando la leggenda diventa realtà

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Leggende urbane. Sicuramente molti di noi conoscono qualche storia del terrore, di quelle che si tramandano da generazioni e che spesso vengono ricordate, magari quando si è in compagnia di amici, “giocando” a spaventarsi a vicenda. Frequentemente sono legate ai nostri territori di origine, diventando in qualche modo una parte di essi.

Quello che però è accaduto a Staten Island, un’isola del distretto di New York, va oltre ogni immaginazione.

Da queste parti è molto nota una leggenda, che riguarda la storia di Cropsey, un membro della comunità di New York che viveva in un campeggio con il figlio. Un giorno un gruppo di campeggiatori, in seguito ad un incidente, causa accidentalmente la morte del bambino. L’uomo dopo questo evento impazzisce e si rifugia nei boschi, meditando vendetta. Da quel momento in poi, ad ogni anniversario della morte del figlio, Cropsey esce dai boschi in cerca di vittime. L’uomo viene raffigurato, a seconda delle varianti, in diversi modi. Alcuni lo descrivono con un uncino al posto della mano, altri armato di ascia.

Nell’isola di Staten Island la storia è molto diffusa, vista la notevole presenza di inquietanti boschi ed edifici abbandonati nella zona. Oltre a tutto ciò, in questo distretto sono accaduti fatti piuttosto agghiaccianti, legati ad un istituto per bambini con disabilità mentali, la Willowbrook State School.

La struttura, costruita nel 1947, nasceva con ottimi propositi, ma in realtà nascose per anni una realtà scioccante. Nel 1965 arrivò ad ospitare fino a 6000 persone, nonostante una capienza massima di 4000 soggetti. Per questo motivo le istituzioni cominciarono ad investigare, scoprendo che i pazienti vivevano in condizioni di trascuratezza e scarsa igiene.

Nel 1972 il giornalista Geraldo Rivera condusse una serie di indagini sull’istituto, arrivando a scoperchiare un vero e proprio teatro dell’orrore, fatto di abusi fisici ed esperimenti sui pazienti. Uno scenario terribile e una vicenda che travolse l’intera comunità.

In seguito la Willowbrook State School venne definitivamente chiusa. Ma proprio nel 1972, a Staten Island hanno inizio una serie di ulteriori eventi inquietanti.

10 Luglio. Una bambina di cinque anni, Alice Perreira, scompare improvvisamente mentre si trovava in compagnia del fratello, il quale si era momentaneamente distratto. Nonostante le ricerche, non viene ritrovata nessuna traccia di Alice.

Nell’isola cominciano a circolare strane voci, legate ad un uomo nero che si aggira nei boschi di Staten Island. La leggenda di Cropsey ricomincia ad aleggiare.

Passano diversi anni quando nel 1981 Holly Ann Hughes, una bambina di 7 anni, sparisce nel nulla. Holly era uscita di casa per recarsi in un negozio con una sua amica, quando di lei si sono perse le tracce.

1983. Tiahease Jackson, 11 anni, viene mandata dalla madre a comprare del cibo, ma la ragazza non farà più ritorno a casa. Anche lei risulta essere scomparsa, come le due precedenti bambine.

A questo punto è chiaro che a Staten Island si aggira un soggetto pericoloso, che deve essere fermato.

Contemporaneamente prendono sempre più campo le voci che riguardano Cropsey. Forse in quella storia inventata c’è qualcosa di reale, o probabilmente la realtà ha superato la fantasia.

Nel 1984 viene denunciata la scomparsa di Hank Gafforio, un ragazzo di 21 anni, affetto da disabilità mentale.

La comunità è terrorizzata, l’uomo nero di Staten Island è ancora in attività.

9 Luglio 1987. Jennifer Schweiger, una bambina di 12 anni affetta da Sindrome di Down, viene dichiarata scomparsa. Cominciano le ricerche serrate su tutto il territorio, e dopo 35 giorni viene ritrovato il corpo senza vita di Jennifer. La bambina si trovava in una piccola fossa, nei pressi della Willowbrook State School.

Forse c’entra qualcosa quell’ex istituto, dove anni prima sono accaduti quei terribili eventi.

L’ipotesi prende sempre più quota anche tra gli inquirenti. Diversi testimoni riferiscono di aver visto un uomo, di nome Andre Rand, in compagnia dei bambini poche ore prima della scomparsa. Forse potrebbe essere lui “Cropsey”, il soggetto che da anni terrorizza Staten Island.

Andre Rand

Andre Rand (il cui vero nome è Frank Rushan) era stato custode, assistente e fisioterapista alla Willowbrook State School. Secondo la tesi accusatoria, l’uomo sarebbe stato testimone dei numerosi abusi che avvenivano nella struttura, e questo lo avrebbe di fatto ispirato per i suoi successivi crimini. All’epoca delle sparizioni era diventato un senzatetto e si era accampato nei pressi dell’istituto, vicino al luogo del ritrovamento del cadavere.

Andre Rand viene processato per il rapimento e l’omicidio di Jennifer Schweiger, venendo condannato a 25 anni di carcere per il sequestro della bambina. Per quanto riguarda l’omicidio non vennero trovate prove sufficienti per dimostrarne la colpevolezza.

Nel 2004 viene nuovamente processato, stavolta con l’accusa del rapimento di Holly Ann Hughes. Nell’Ottobre dello stesso anno viene dichiarato colpevole del sequestro e condannato ad altri 25 anni di carcere.

Nonostante non sia stato condannato per gli omicidi, l’ipotesi più diffusa è che Andre Rand sia il responsabile del rapimento e dell’uccisione di tutti e cinque i bambini e ragazzi scomparsi a Staten Island tra il 1972 e il 1987. Altre teorie suppongono che Rand non abbia agito da solo ma che facesse in realtà parte di una rete di senzatetto che vivevano nei tunnel sotterranei della Willowbrook State School.

Ad oggi continuano le indagini e le ricerche per i restanti quattro bambini scomparsi. In molti sono convinti che i resti siano seppelliti da qualche parte nell’isola.

Dalla vicenda è stato tratto il documentario Cropsey, diretto da Joshua Zeman e Barbara Brancaccio, che ricostruisce i vari passaggi storici e giudiziari del caso.

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