Indicatif Roissy: uno dei jingle più longevi della musica elettronica

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Se si volesse identificare un confine stilistico nel mondo della musica, tra le innumerevoli ipotesi, si potrebbe identificare la mente di un compositore dove vengono a mancare i concetti di melodia, ritmica e metrica ma anche dove possono venir meno i reali e canonici strumenti musicali e la voce umana può essere registrata in maniera diretta, senza il filtro della tecnica del cantato.

In questa terra di sconfinate opzioni compositive, stilisticamente parlando, hanno vissuto le loro esperienze musicali e persino di vita una folta schiera di musicisti – molto spesso europei – essenzialmente a partire dagli anni ’40 dello scorso secolo in poi.

Il dominio in cui collocare tali colonne d’Ercole artistiche è quello della musica elettronica, musica che necessita di essere riprodotta tramite altoparlanti. Per come descritto in sintesi precedentemente, tale genere è nello specifico più conosciuto come musica acusmatica.

Come questo stile di arte e musica ci circondi profondamente nella vita di tutti i giorni, e molto spesso nella noncuranza dell’ascoltatore stesso, ne è la prova una delle tracce più riprodotte e longeve composte nel ‘900 e che visse da protagonista sino al 2005. Intitolata Indicatif Roissy, tale semplice campionatura visse in loop nelle orecchie di migliaia tra clienti ed addetti ai lavori dell’Aeroporto di Parigi Charles de Gaulle dal 1971 sino appunto al 2005 dato che venne utilizzata durante gli annunci dello scalo e riprodotto dagli innumerevoli speaker disseminati nell’estesa superficie dello stabile.

Della durata di cinque secondi il jingle elettronico venne composto dal compositore francese Bernard Parmegiani agli inizi degli anni’70. Dal punto di vista sonoro la breve incisione propone un campionamento dallo stile essenzialmente digitale con una veloce progressione in levare sino ad un acuto finale utile a proiettare l’attenzione dell’ascoltatore verso un’informazione che verrà fornita appena dopo come poteva essere il numero del gate del prossimo volo Parigi-Berlino o la chiamata della Sig.ra Jansen presso lo sportello di Air France.

Allargando lo spettro dell’analisi e volgendosi verso un punto di vista più generale culturalmente inteso, l’utilizzo di Indicatif Roissy funzionò quale accompagnatore figurato del popolo europeo degli anni’70 verso una tendenza che stava per esplodere di lì a poco: la nuovissima opportunità dei viaggi civili aerei offerti ad una clientela di massa. Non per questo l’accento fortemente futuristico dato da Parmegiani ai cinque secondi di Indicatif Roissy fu un’ulteriore caratteristica determinante nella scelta che la società ADP (Aèroports de Paris) fece della traccia come base degli annunci del suo Terminal 1.

Indicatif Roissy è naturalmente solo una tra le innumerevoli incisioni ed esperimenti di Parmegiani. Nato a Parigi nel 1927, il giovane Bernard ebbe l’opportunità di avvicinarsi direttamente al mondo della musica elettronica francese frequentando la scuola Groupe de Recherches Musicales, fondata l’anno prima da Pierre Schaeffer, artista riconosciuto unanimemente come riferimento di quel genere musicale tra l’essenzialismo del concreto ed il pragmatismo dell’acusmatico che tanti seguaci avrebbe raccolto negli anni a seguire.

Rimanendo sempre sulle tracce di Indicatif Roissy, a dimostrazione di come la musica acusmatica possa diventare protagonista di qualsiasi forma artistica anche oltre la musica, questa figura anche tra le comparse chiave del thriller cult Frantic di Roman Polanski del 1988 dove uno degli avvenimenti clou della trama si svolge presso l’Aeroporto parigino con la colonna sonora dei suoi altoparlanti ed i suoi annunci.

Il prefisso di Roissy, traduzione letterale di Indicatif Roissy, dove Roissy rappresenta il nome del piccolo comune che da la residenza all’ala degli uffici amministrativi dell’Aeroporto, rappresentò per decenni quella traccia perfetta che la società Aèroports de Paris utilizzò come accompagnamento a quel nuovo mondo che si stava affacciando al grande pubblico come l’aviazione civile.

Nei primi anni duemila, e precisamente nel 2005, con il cambio della gestione della società si optò per una scelta diversa per il jingle anticipativo degli annunci per il Terminal 1 caratterizzato da uno stile meno futurista, visionario e, perché no, affascinante. È la conferma che i tempi erano ormai cambiati ma la musica elettronica è sempre lì disponibile ad accompagnarci nei nostri viaggi:

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