La brutta storia di Edmund Kemper, il killer delle studentesse

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Questa è la storia di uno dei serial killer più feroci di sempre. Apparentemente un ragazzo tranquillo, alto e dall’aspetto possente. Un “gigante buono” che trasmetteva sicurezza e affidabilità. In realtà Edmund nascondeva dentro di sé un mondo oscuro, dove coltivò in segreto le più terribili fantasie, fino a riuscire a metterle in pratica.

Infanzia e prima gioventù

Edmund Kemper nasce il 18 Dicembre 1948, in California. Figlio di Edmund Emil Kemper Jr e Clarnell Standberg.

Durante la prima infanzia Edmund appare come un ragazzo tranquillo e riservato, ma tuttavia comincia da subito a sviluppare un rapporto complicato con la madre. Clarnell difatti umilia e colpevolizza frequentemente il figlio, credendolo la causa di tutti i suoi problemi.

Sostanzialmente cresce senza amici, dato che i suoi coetanei lo ignorano e lo escludono, portandolo ad isolarsi sempre di più. All’età di 10 anni la madre comincia a mandarlo a dormire nel seminterrato della casa, in quanto credeva che avesse potuto far del male alla sorella. Nello stesso periodo i genitori divorziano, e questo evento farà da spartiacque nella vita di Ed, il quale era molto attaccato al padre.

Edmund viene affidato alla madre e si trasferisce in Montana. Il rapporto con Clarnell si fa sempre più difficile e nel frattempo comincia a coltivare delle strane abitudini, divertendosi a uccidere e sezionare gli animali, tra cui anche il gatto di famiglia. Inizia inoltre a fantasticare in segreto scene di omicidio in cui uccide la madre.

Nel 1963 Clarnell decide di liberarsi del figlio, così Edmund torna da suo padre, il quale però nel frattempo si è risposato e ha cambiato vita. Ed viene così affidato ai nonni, che vivono in un ranch sulle montagne del North Folk. Ben presto però anche la convivenza con loro si farà molto difficile, e le liti saranno all’ordine del giorno.

Il 27 Agosto 1964, dopo l’ennesimo litigio, la situazione arriva al culmine e Kemper uccide entrambi i nonni con un fucile, dopodiché chiama la madre e si costituisce alla polizia. Edmund viene così internato nell’ospedale psichiatrico di Atascadero.

Durante la sua permanenza Ed appare come un ragazzo molto mite e collaborativo, e guadagna presto la fiducia di tutti, stringendo un rapporto di amicizia con il suo psicologo. Dopo cinque anni, nel 1969, Edmund viene rilasciato e riaffidato alla madre. Una scelta che purtroppo si rivelerà fatale.

Kemper nel frattempo sviluppa una struttura fisica imponente, arrivando a superare i due metri di altezza per circa 136 kg di peso. Il ragazzo appare agli occhi della comunità come una persona seria ed affidabile, e viene affettuosamente soprannominato “Big Ed”.

Dopo una serie di impieghi temporanei, Edmund trova lavoro nel settore delle autostrade. A causa del suo lavoro è spesso in viaggio e comincia a notare la presenza di giovani e belle ragazze autostoppiste, a cui ogni tanto offre un passaggio. Allo stesso tempo il rapporto con la madre si fa sempre più burrascoso, Clarnell continua a mortificare il figlio, dicendogli che certe ragazze non avrebbero mai accettato di uscire con lui.

Edmund ricomincia così a coltivare le sue fantasie omicide, che purtroppo comincerà a mettere in pratica.

Gli omicidi

7 Maggio 1972, Kemper sta guidando nei pressi del campus universitario Uc Santa Cruz, quanto si imbatte in due ragazze che chiedono un passaggio. Si tratta di Mary Ann Pesce e Anita Luchessa, entrambe diciottenni. Edmund le carica in macchina e si dirige verso una zona di campagna, dove si ferma con la macchina e strangola entrambe le vittime, dopodiché infierisce sui cadaveri con un coltello. Decide di portare i corpi a casa, li sistema nella stanza della madre e scatta delle inquietanti foto. Infine le fa a pezzi e abbandona i resti sulle colline.

Da questo momento in poi la sua furia omicida diventerà inarrestabile.

14 Settembre 1972. Edmund carica dalla strada un’altra autostoppista, Aiko Koo, quindici anni. Dopo averla minacciata con una pistola, Kemper ferma la macchina e strangola a morte la ragazza. Sposta il cadavere nel bagagliaio e lo porta a casa, lo mette nella sua stanza e dopo aver praticato atti di necrofilia decide di smembrare i resti, per poi liberarsene.

Passano pochi mesi e il 7 Gennaio 1973 Edmund torna a colpire. Stavolta la vittima è Cindy Schall, una studentessa di diciannove anni. Dopo averla fatta salire in auto, si ferma in una zona isolata dove le spara con una pistola. Come per le precedenti vittime, porta il corpo a casa, violenta il cadavere e lo disseziona. Dopo essersi liberato dei resti, decide di seppellire la testa della vittima in giardino, con il viso rivolto verso la camera della madre.

Il 5 Febbraio 1973, dopo l’ennesima lite con Clarnell, Edmund esce di casa in cerca di vittime. Troverà sulla sua strada Rosalind Thorpe e Alice Liu. Stesso modus operandi dei precedenti delitti, le due ragazze finiscono uccise e successivamente smembrate.

Poco più di due mesi dopo, il 20 Aprile 1973, Kemper deciderà di mettere in pratica quello che era stato il suo obiettivo fin dall’inizio, ovvero l’omicidio della madre. Mentre Clarnell sta dormendo Edmund la uccide a martellate nel sonno. Dopodiché la decapita, violenta il cadavere e le recide la laringe. Successivamente getta il corpo nel tritarifiuti.

Non finisce qui, in quanto Ed decide di attirare in trappola anche la migliore amica della madre, Sally Hallett, invitandola a cena a casa loro. Appena la donna arriva, Kemper la uccide strangolandola.

Dopo la mattanza si mette in macchina e comincia a guidare, convinto che i corpi sarebbero stati scoperti a breve e che avrebbero cominciato a cercarlo. Edmund cerca di allontanarsi il più possibile ma si accorge, tramite la radio, che la notizia non era stata divulgata. Decide così di interrompere la sua corsa e avvertire egli stesso le autorità, confessando l’accaduto.

Kemper viene arrestato. Durante il processo viene dichiarato colpevole di otto omicidi e condannato all’ergastolo. Ad oggi Edmund si trova rinchiuso nella California State Prison.

Serial killer dalla doppia personalità, Edmund Kemper rimane ad oggi uno degli assassini più brutali degli Stati Uniti. La sua storia compare anche nella serie televisiva Mindhunter, distribuita da Netflix.

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