Il Little Black Dress di Coco Chanel: un prodotto culturale che rivoluzionò i codici sociali

È il maggio del 1926 quando sull’edizione americana del giornale di moda Vogue compaiono alcuni schizzi realizzati dalla stilista Coco Chanel. Ritraggono un abito nero dalle linee semplici ma eleganti: si tratta del Little Black Dress (oggi spesso abbreviato LBD). All’epoca i giornalisti della rivista francese lo definirono la “Ford” di Chanel, paragonando l’abito al modello T nero della casa automobilistica statunitense, che in quegli anni era simbolo di semplicità, accessibilità, eleganza.

Ecco cosa rappresentava per l’epoca il tubino nero: un abito elegante ma semplice e accessibile per tutte le donne.

Premessa: il Little Black Dress non è stato inventato da Coco Chanel, ma fu proprio la stilista francese a sdoganarlo, ridefinendolo come prodotto culturale. Con lei ha inizio una rivoluzione storica e sociale.

Fino al 1926 il colore nero veniva universalmente associato a situazioni formali, agli abiti degli ecclesiastici, alle stregoneria, al lutto. Parte di questi codici sociali è ancora viva oggi (e pensate che addirittura il nero “luttuoso” è uno stereotipo vivo sin dall’Età Vittoriana, quando era stato stabilito un “codice” del lutto che comprendeva anche indicazioni sull’abbigliamento), ma l’associazione nero-dolore era stata rinforzata soprattutto dagli inizi degli Anni ’20 dagli eventi della Prima guerra mondiale conclusasi da tempo relativamente breve. Indossare un capo simile al di fuori di queste occasioni o contesti sociali era per la donna un gesto audace, mentre per la società era indecente; per questo motivo quando il semplice abito nero di Coco Chanel comparve sulle pagine di Vogue, accanto agli abiti sgargianti e ricamati tipici della moda del primo dopoguerra, fu uno scandalo.

Coco Chanel fu in grado di “vedere oltre” e i suoi schizzi rappresentano una pietra miliare nella storia della moda e delle conquiste delle donne. Il Little Black Dress inizia a ad avere una nuova connotazione: il nero non è più solo il simbolo di lutto o di occasioni formali, ma diventa un colore popolare adatto ad ogni contesto, anche a quello quotidiano. Coco ripensa un capo che farà la rivoluzione.

Infatti il tubino nero ebbe notevoli effetti socio-culturali nell’epoca della sua evoluzione concettuale, effetti che si riflettono nei nostri tempi. Essendo presente nel guardaroba di numerosissime donne di diversa estrazione sociale, il Little Black Dress si rivelò un mezzo per accorciare le distanze sociali. Ridefinì la società dell’epoca e si rivelò un potente mezzo in grado di trasmettere valori sociali; a questo proposito Coco affermò: «Grazie a me le donne di media classe possono andarsene in giro come se fossero milionarie». Un valore che diventò ancora più prezioso pochi anni dopo la pubblicazione di quegli schizzi su Vogue America, quando la Grande Depressione imperava a livello globale: grazie alla sua economicità il Little Black Dress era un simbolo di interclassismo.

Sempre negli Anni ’30 anche lo sfavillante mondo di Hollywood colse l’importanza di questo capo e ne sfruttò i vantaggi: il colore nero consentiva di evitare la distorsione dei colori che poteva verificarsi con l’impiego dell’appena nato Technicolor 4, un procedimento di cinematografia a colori impiegato dall’industria cinematografica americana.

Arrivando ai nostri giorni, è difficile non cogliere il solco che il Little Black Dress ha lasciato soprattutto nel mondo della moda e nella cultura popolare. Le collezioni delle case di moda sfoggiano il Little Black Dress durante tutte le stagioni, che lo vedono continuamente reinterpretato in accordo con i tempi e le tendenze del momento; da un punto di vista più pop sono diverse le canzoni che, nel titolo o nel testo, richiamano l’abito stesso (pensiamo a Little Black Dress di Sara Bareilles o Tiffany Blews dei Fall Out Boy): un buon esempio dell’impronta indelebile di quella rivoluzione di costume iniziata da Coco.

È indubbio che Chanel riuscì a fare del tubino nero un abito senza tempo, rendendo versatile e universale quel colore così tanto bistrattato da clichè. Il Little Black Dress era ed è tuttora un “concentrato” di valori, che lo hanno reso un prodotto culturale in grado di sussistere come simbolo di moda, femminilità e libertà dal 1926 sino ad oggi.

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