Life in Hell: la folle storia di come nacquero i Simpson

Chi non ha mai sentito parlare della famiglia Simpson? Ormai sono quasi trenta tre anni che Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie ci raccontano con sprezzante ironia vizi e virtù di tutti noi. Ma quanti di voi conoscono la loro nascita e Life in Hell, fumetto precedente dello stesso autore dei Simpson?

Matt Groening ha ventitre anni, si è trasferito a Los Angeles ed essendo squattrinato vive nella zona povera della città. Svolge lavori di fortuna, e tra questi anche il tutto fare per un regista semi sconosciuto; un giorno è il suo autista e un altro il ghostwriter per la sua autobiografia.

Siamo nel 1977, ha lasciato il regista di serie C e ora lavora in un negozio di dischi, sfoga le sue insoddisfazioni disegnando. Ed è proprio grazie alla sua insoddisfazione che crea una striscia di fumetti a cui affida la propria visione del mondo e le sue ansie:

Il protagonista è Binki, un coniglio con sembianze umane, dal carattere “amaro” e depresso. Ha una fidanzata, Sheba, quasi sempre furiosa, e un figlio illegittimo, Bongo, ogni volta che questo fa una marachella si sente sovrastato dall’ombra di suo padre che vede più grande di quanto in realtà sia. Infine troviamo Jef e Akbar, una coppia di fratelli-amanti. Sono questi i personaggi che popolano le strisce di Life in Hell e che con amara ironia vivono una vita fatta di sesso, morte, amore, depressione, autorità, abuso e paure infantili.

“La differenza tra “un trauma” e “niente di che”: un trauma è quando succede a me. ‘Niente di che’ è quando succede a te.”

Life in Hell, Matt Groening

Inizialmente Matt, fotocopia da sé i fumetti e li spaccia all’angolo del negozio in cui lavorava, anno dopo anno le vicissitudini di quei personaggi inusuali diventano una pietra miliare per la cultura Underground dell’epoca, così nel 1980 il settimanale Los Angeles Reader, inizia a pubblicare al suo interno il fumetto di Groening.

Tra i fans delle avventure di Binki e Co c’è James L. Brook, influente e famoso produttore della Fox; succede che un giorno fa chiamare Matt al telefono e gli fissa un appuntamento, vuole proporgli un adattamento televisivo.

Matt accetta, anche se vorrebbe creare qualcosa che lo faccia decollare una volta per tutte. Arriva alla Fox, e mentre è in sala d’aspetto gli viene un dubbio: teme che possano rubargli i diritti, se lo avessero fatto il mondo avrebbe dato ascolto alla Fox o ad uno squattrinato?

Decise che non gli avrebbe dato Life in Hell bensì altro, storie scadenti. Così, dalla valigia prese carta e penna e iniziò a disegnare vari soggetti, una famiglia a cui diede i nomi dei componenti della sua di famiglia: Homer, come suo padre, Marge, nome di sua madre, Lisa e Maggie, nomi delle due sorelle minori e in fine Bart, alter ego di Matt. A questo personaggio non diede il suo stesso nome perché considerato dall’autore stesso troppo banale. Scelse il nome di Bart perché anagramma di brat, in inglese monello. Per i nomi degli altri personaggi si ispirò ad altri cittadini della città in cui Groening è cresciuto, Portland Oregon.

Inizialmente I Simpson avevano una durata di un minuto e venivano lanciati durante il Tracey Ullman Show.

Dal 1989 in poi divennero una punta di diamante per la 20th Century Fox.

Per quanto riguarda l’Italia, le vicissitudini di quella famiglia cui pregi e difetti somigliano a quelli di molti di noi, sono andate in onda per la prima volta su Canale5 nel 1991 alle ore 22:30

Qui sotto la prima puntata de I Simpson.

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