L’Attimo Fuggente: oltre il significato del film

Questo articolo rivela elementi importanti della trama e della spiegazione de L’Attimo Fuggente di Peter Weir, svelandone il significato, gli eventi e le prospettive migliori per apprezzarne i pregi. Se ne suggerisce dunque la lettura solo ed esclusivamente dopo aver visto il film, e non prima, per evitare di perdervi il gusto della prima visione.

Quanto influiscono le scelte dei genitori nelle nostre vite? È una domanda che ci siamo posti tutti prima o poi durante un percorso di qualsivoglia natura. Perché a volte l’eccessivo amore può causare danni irreparabili nella psicologia di un giovane, magari per perseguire obiettivi che i nostri “vecchi” non sono riusciti ad ottenere. Premesso che ognuno dovrebbe cercare di prefiggersi prima di tutto un percorso che lo renda sereno nell’affrontare la vita, a volte tutto ciò cozza pesantemente con chi ha altre aspirazioni per noi, ed ha decisamente altri sogni rispetto al diretto interessato.

Il Paese individualista per eccellenza, che poi ha contagiato l’Europa, è certamente il Nord America, dove purtroppo conta sempre da dove provieni, e mai dove ti dirigi. Per carità oramai è così anche da noi, con la scala sociale bloccata da decenni, in un Paese diventato tra l’altro così clientelista come il nostro. Così, chi ambisce a far studiare i propri figli in scuole private, con mezzi decisamente superiori alle scuole pubbliche (nella cultura americana in alcuni ambienti è fonte di vergogna aver avuto una istruzione dalle scuole statali), è disposto a fare carte false, molto spesso indebitandosi per decenni per poter ottemperare alle esorbitanti rette.

La storia de L’Attimo Fuggente si svolge nella regione del New England, dove esistono realmente diversi istituti privilegiati. Pensate in istituzioni così rigide come possa essere aborrato il libero pensiero, ed è proprio da questo che il regista australiano Peter Weir, sceneggiato da Tom Schulman, intavola le pulsioni ed aspirazioni giovanili nel loro lato più innocente. Un altro tema centrale è la scuola, fonte di conoscenza e cardine morale di ogni paese che si voglia definire civile. Quest’ultima dovrebbe sempre rappresentare l’anima del pensiero critico e lo sviluppo delle opinioni personali, ma a volte in realtà tende a fare assimilare dei concetti in maniera asettica ed in modo ossimoricamente vuoto.

La scena più che da Robin Williams, ottimo nel ruolo del professore John Keating, è presa dai ragazzi, tra cui spicca Robert Sean Leonard ed un giovanissimo Ethan Hawke. Per il ruolo poi finito al compianto attore di Chicago, lo sceneggiatore si ispirò al suo insegnante di letteratura inglese Samuel F. Pickering, anche se in principio si erano vagliati diversi attori, tra cui Liam Neeson, che addirittura provò la famosa scena sul tavolo, ma anche Tom Hanks, che rifiutò la parte, ed un Dustin Hoffman che dei sopracitati sarebbe stato il più credibile ed addirittura tentò di accaparrarsi la regia poi finita a Weir, dopo una pausa della produzione di circa un anno. Weir in realtà avrebbe voluto affidare a River Phoenix il ruolo di Neil Perry, poi finito a Sean Leonard, proprio alla luce della loro proficua collaborazione nella pellicola Mosquito Coast, ispirata al romanzo di Paul Theroux. Addirittura il giovane attore, dall’alto della sua polivalenza artistica, elaborò anche una canzone sulla “Setta dei poeti estinti”, associazione di giovani poeti fondata nella storia cinematografica dal professor Keating, e ripresa poi dai giovani studenti. In realtà poi, purtroppo fu scartato proprio per la sua celebrità, a vantaggio di attori semi-esordienti o sconosciuti.

L’amore per autori come Whitman, Keats, ma soprattutto Thoreau, che verranno approfonditi non in maniera classica,ma più empatica, pervadono la pellicola e la sua intera raison d’etre. Il film, con tutta questa carne al fuoco letteraria forse avrebbe addirittura potuto osare ancora di più, approfondendo magari anche il seguito delle vite dei giovani e del professore, dopo la terribile tragedia che sconvolgerà gli studenti del collegio maschile Welton. Ciononostante, rimane a più di trent’anni dalla sua uscita un inno all’anticonformismo reale, non quello dato da un modo di vestire come alcuni credono, ma più profondo. Un vero e proprio modo di essere, di approcciarsi all’esistenza. Il film infatti riuscì ad ottenere una statuetta come “Miglior sceneggiatura”, e da noi il David di Donatello come miglior film straniero ed il Nastro d’argento a Peter Weir come “Regista del miglior film straniero”.

Purtroppo, ancora una volta il titolo originale “Setta dei poeti estinti” fu rimpiazzato da “L’attimo fuggente”, per carità scelta neanche troppo malevola, ma che come sempre sacrifica una parte dell’anima della pellicola. L’arguta intelligenza e l’acerbità degli attori, sorprendentemente pronti a ruoli di una tale profondità dell’io, premiano la scelta del regista, trasformando il film sin da subito in una vicenda generazionale, nonostante sia stato ambientato nel 1959, ma girato nell’89’.

L’opera, fu un successo quasi inaspettato, e diventò un vero e proprio passaggio obbligatorio per chiunque si appassionasse alla poesia in quegli anni. Diverse scuole, anche da noi almeno una volta lo hanno proiettato nelle proprie aule, proprio per la lezione intrinseca sulla vita e sul credere nelle proprie idee.

“Venite amici, che non è tardi per scoprire un nuovo mondo. Io vi propongo di andare più in là dell’orizzonte, e se anche non abbiamo l’energia che in giorni lontani mosse la terra e il cielo, siamo ancora gli stessi. Unica, eguale tempra di eroici cuori, indeboliti forse dal fato, ma con ancora la voglia di combattere, di cercare, di trovare e di non cedere.”

Niente di più elucubrativo e pregno di voglia di affermarsi, anche solo con una scelta che vada contro i paletti imposti dalla famiglia o da qualsiasi altra istituzione. Il brano, trasposto con passione dal professor Keating che cita il poeta inglese Alfred Tennyson, cerca di combattere l’ipocrisia del conformismo, così tanto comodo a volte, ma vuoto sino al midollo e che non porta in nessun modo al progredire della esistenza umana e del pensiero critico. Sarà ancora oggi riuscito nel suo intento?

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