For Sama: un documentario che celebra la vita e la resistenza

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For Sama è un film-documentario complicato, applaudito e premiato all’ultimo Festival di Cannes, elogiato da una stampa unanime come una di quelle opere che lasciano un segno indelebile nell’anima e nel cuore dello spettatore. Il film tratta un soggetto drammatico, retto da un’incredibile forza vitale, visibile in ogni immagine, in ogni scatto catturato dalla telecamera di Waad al-Kateab.

La giovane artista ha come scopo di diffondere la storia della loro situazione al mondo intero, continuando a credere che il cinema possa  contribuire a creare degli esseri più aperti, meno egocentrici, insomma un po’ migliori. For Sama è un misto tra un giornale intimo, un film di guerra, una lunga e sublime dichiarazione d’amore di una mamma al suo bebè, un atto di resistenza, un appello alla vita, un opera politica, una storia epica.

Waad è una giovane studente di marketing che vive ad  Aleppo, segue le prime manifestazioni contro il regime di Bashar al Assad con la sua piccola fotocamera digitale. Si assapora subito fin dalle prime scene la passione che appartiene alla giovinezza, gli slogan sui muri, i sorrisi di questi ragazzi che sognano la primavera. Quando la repressione inizia a indurirsi, Waad filma sempre. Nelle notizie ufficiali non si è mai parlato di manifestanti bensì di terroristi. All’università, non c’erano mezzi di comunicazione per spiegare la situazione, allora l’idea  di prendere il suo cellulare e documentare ciò che accadeva.

Ciò che poi si è sviluppato  è stato tragico: 7 anni di guerra, bombardamenti dell’esercito russo, oltre 500.000 morti, migliaia di sfollati e dispersi, un paese in rovina  e un governo ancora in atto. Waad filma la sua vita, il suo quotidiano,  quella di suo marito, medico e in seguito  direttore dell’ospedale di Aleppo, non solo per le sue capacità ma per mancanza di organico, dei suoi amici e del paese a cui tiene molto. Filma le sue paure, le sue gioie, le sue speranze, il suo dolore. A rischio della sua vita, manda le sue immagini all’estero, convinta che “il mondo non lo lascerà andare”.

Ore e ore di film che finirà per portare con sé quando, durante l’assedio di Aleppo nel 2016, prenderà, con il cuore spezzato, la via dell’esilio con suo marito e sua figlia. Immagini terribili, a volte insopportabili,  di crudeltà senza nome, ma anche molti momenti di grazia, risate, battute, gesti di amore e tenerezza. I primi passi di Sama, i bambini che giocano, un pasto condiviso. Per Sama è anche un tributo a tutti coloro che rischiano la vita per gli altri: medici, infermieri, caschi bianchi e rappresenta anche un omaggio a  un popolo resiliente che ancora osa credere nel meglio dell’umanità. Per tutte queste ragioni è un documentario da non perdere.

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