Giorgio Armani: il Re e l’uomo della moda

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Uno dei suoi mantra più celebri afferma che “L’eleganza non è farsi notare ma farsi ricordare”, descrive a pieno il nobile animo dello stilista Giorgio Armani, uno dei pilastri della moda italiana. Durante l’emergenza corona virus si è posto in prima linea per aiutare l’Italia in questo particolare periodo: prima con una cospicua donazione a favore di ospedali e Protezione civile, poi attraverso la produzione industriale di camici per aiutare il personale sanitario.

Armani ha anche fatto un importante annuncio tutto a favore dell’Italia. Lo stilista ha infatti deciso di spostare la celebre sfilata “Armani Privè” da Parigi a Milano. Una scelta molto importante, che sottolinea il legame dello stilista con la sua città Milano e con l’Italia intera. Un’ipotetica previsione dell’evento la posticipa a gennaio 2021, in una prestigiosa location: la storica sede della casa di moda presso Palazzo Orsini in via Borgonuovo a Milano. Repentini i ringraziamenti del sindaco, Beppe Sala, allo stilista, che sottolinea l’importanza di questo gesto, simbolo di unità e vicinanza alla città e all’Italia tutta.

Non sorprende che Armani sia soprannominato il Re, un uomo dall’animo nobile e generoso e dal talento incommensurabile.  Bisogna dunque ripercorrere la straordinaria storia di Giorgio Armani per comprendere questo legame con Milano.

Dopo una gavetta presso la Rinascente di Milano Duomo, Giorgio Armani si immerge nel sistema moda, comprendendo sin da subito le logiche di questo mercato. Inizia in seguito a lavorare per Nino Cerruti, che nota subito il talento e la classe del designer. La svolta arriva nel 1974 quando a quaranta anni ed un importante background alle spalle, con la complicità dell’amico e collega Sergio Galeotti, Armani decide di creare la sua prima collezione di moda maschile a cui seguirà l’anno successivo quella di moda femminile. Siamo nella metà degli anni ’70, e Milano comincia ad esser la capitale della moda italiana e del prêt-à-porter. Re Giorgio è uno dei grandi protagonisti di questo periodo. Il successo arriva in pochissimo tempo, Armani diventa un ambasciatore dell’eleganza italiana. Uno stile riconoscibile che diventa internazionale anche grazie al ruolo del cinema nella sua carriera. Nel 1980 viene scelto proprio lo stilista per “vestire” Richard Gere per il film American Gigolò. Una giacca di Armani diventa un vero e proprio capo iconico, rappresenta uno status symbol, di un’eccellenza tutta italiana che proseguirà per tutti gli anni ’80 e ’90. Un successo che dura ancora oggi a trecentosessanta gradi. La Giorgio Armani S.P.A. è un vero e proprio impero che vanta al suo interno linee di moda maschile e femminile, cosmesi, food, bar, ristoranti ed hotel nel cuore proprio della tanto amata città dello stilista: Milano.

Oggi vedendo una giacca destrutturata, come quelle prodotte dallo stilista si può con certezza riconoscere ed affermare “è una giacca di Armani”. Un altro elemento riconoscibile è la palette di colori utilizzata nelle sue collezioni, colori tenui, contenuti, mai eccessivo. Dal grigio al beige, passando per il celeste e naturalmente il blu. Spesso si utilizza il termine Blu Armani, perché è il colore che maggiormente rappresenta la brand identity del marchio. Il Blu Armani è raffinato, un’alternativa mai scontata al nero, un colore forte ma nello stesso tempo dalle nuances gentili.

Un successo meritato, un grande uomo dietro un prestigioso marchio. Uno stilista, ma prima di tutto un cittadino, Giorgio Armani è un modello positivo di eccellenza italiana e per gli italiani. Re Giorgio ha dimostrato ancora una volta in una situazione di emergenza mondiale come questa del 2020, che la vera ricchezza di un artista sta nella generosità e nella condivisione.

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