Animali Notturni: la spiegazione e il finale del film

Questo articolo rivela elementi importanti della trama e della spiegazione di Animali Notturni di Tom Ford, svelandone il significato, gli eventi e le prospettive migliori per apprezzarne i pregi. Se ne suggerisce dunque la lettura solo ed esclusivamente dopo aver visto il film, e non prima, per evitare di perdervi il gusto della prima visione.

Animali Notturni: partiamo proprio dal titolo del film, che farebbe pensare a un horror e che in effetti, in tal senso, non si discosta moltissimo. Chi sono gli animali notturni? Si direbbe siano i tre criminali che rovinano la vita al nostro protagonista del film (o meglio, del libro che ci viene raccontato). Ma non scordiamoci che durante i dialoghi nei flashback ci venga detto come sia impossibile per uno scrittore non mettere se stesso e il suo pensiero all’interno di una propria opera, inoltre durante una conversazione con una collega Susan rivela che Edward la soprannominava “animale notturno” quindi questo ci porta a un’altra considerazione, cioè che il protagonista del libro – Tony Hastings – è lo scrittore stesso – Edward – e gli animali notturni che gli rovinano la vita rappresentano sicuramente la sua (ex) moglie, o per lo meno una parte di lei. L’altra parte di Susan, nel libro, è descritta dalla moglie di Tony, colei che viene uccisa dei tre animali notturni che vediamo a inizio storia.

Quanto ho appena scritto è un po’ contorto forse, ma il ragionamento fila. A inizio libro la famiglia è felice, e rappresenta la situazione ipotetica che poteva scaturire dal proseguimento della vera relazione tra Susan e Edward; poi la famiglia viene distrutta, che è ciò che è successo al nostro protagonista che infatti viene lasciato per un motivo che non ci viene spiegato ma ci viene fatto intendere sia di carattere economico, venale, tanto che Susan alla domanda “mi ami?” risponde sinceramente “si” e in seguito il senso di colpa la attanaglia per tutta la vita.

Accantonato il senso più stretto del titolo e del film, concentriamoci su altri aspetti importanti per una pellicola che di simbologie ne ha molte. La scena iniziale dei titoli di testa ad esempio è semplicemente incredibile, uno slow motion con sublime sottofondo musicale rappresentante delle donne obese che però vengono poste in tal modo da risultare belle. Considerando che il regista Tom Ford è uno stilista di fama mondiale, beh, possiamo concludere che questi primi minuti incorporano moltissimo significato.

Anche “l’essere uomo” è affrontato più volte durante le scene che vediamo, in particolare vediamo contrapposti due tipi di uomini, quelli sensibili e quelli non sensibili. L’imporsi con la forza è ragion d’essere per in tre antagonisti del libro di Edward, che non a caso fa parte invece della categoria dei “sensibili”, ma proprio su questo vuole portarci a riflettere Tom Ford, non è “uomo” chi scatarra per terra mentre insieme ad altri due amici sottomettono due donne. L’uso della forza è piuttosto malvisto dal regista che ci vuole portare a andare oltre l’istinto primitivo della legge della giungla, tanto che verso la fine, quando Tony vede morire davanti ai suoi occhi uno dei suoi aguzzini, non prova appagamento ma dice invece “non me ne frega, è solo uno stronzo in meno”. Questo perché per quanto uno possa vendicarsi non potrà mai ripagare il torto subito.

Altro aspetto, questa volta estetico, da notare è la differenza tra le scenografie e i paesaggi della parte che racconta la realtà e quelle del racconto del libro. Le prima sono sontuose, maestose e eleganti, mentre le seconde aride, secche e essenziali. Con questo forse l’autore vuol farci capire lo stato d’animo di Edward, che scrive il libro completamente privato di tutta quell’aria da sognatore che lo contraddistingue nei flashback, è ormai disincantato dalla vita.

Parlando sempre della forma della pellicola, a mio parere ottima, ci sono varie scene simmetriche tra libro e realtà. Per fare degli esempi: la posizione del cadavere della moglie di Tony nel libro e della figlia di Susan nella realtà, il momento nel quale sia Tony che Susan fanno la doccia e la posizione sul letto sempre di Susan e Tony. Come per i paesaggi non è facile trovare una spiegazione univoca ma il regista potrebbe farci intendere quanto in profondità la trama del libro di Edward sta toccando Susan, che comprende il dolore del suo ex così come Tony è addolorato nel racconto del libro (dolore che di fatto appartiene ad Edward).

Infine il finale si concentra su un altro aspetto fondamentale del film “l’essere debole. Come nel libro Tony smette di essere debole uccidendo Ray, nella realtà Edward smette di essere debole non presentandosi alla cena con Susan. Da notare che la vendetta, come citato prima, non pare soddisfare in toto la vittima in questione, ma rimane di fatto l’unico strumento conosciuto per ripagare del torto subito. Anche in questo caso c’è un rimando estetico che viene tradotto nel quadro che nota Susan – e che non aveva mai notato – con scritto appunto “Revenge”. L’ultima scena è semplicemente perfetta, con un mix incredibile di colonna sonora e eccelse scelte estetiche dona una potenza che appaga lo spettatore in una maniera incredibile. Soltanto attraverso le immagini deduciamo la scelta di Edward di non presentarsi alla cena e dimostrare alla sua ex come il dolore possa far cambiare le persone e anche fortificarle, fino a passare da vittime a carnefici.

Animali Notturni è un film che è più difficile e criptico di quanto può sembrare apparentemente, non è una semplice storia, è un racconto di sentimenti, critiche sociali, vendetta e dolore, che non cade mai nella banalità anche grazie a una messa in scena meravigliosa, sottintesa un’altrettanto solida sceneggiatura.

Rating: 4.8/5. From 4 votes.
Please wait...

Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.